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Camaiore

Salemi non sosterrà i candidati di forza italia e presenta una lista a Camaiore

venerdì, 19 maggio 2017, 15:19

di giovanni acuto

È la seconda volta che Rodolfo Salemi, capogruppo di Forza Italia a Viareggio, sfida a viso aperto la propria classe dirigente. La prima fu un anno fa, quando presentò una lista alternativa al centrodestra alle elezione regionali di Anci Giovani. Il centrodestra ambiva a conquistare 5 eletti ma Salemi, candidandosi con una sua lista, stravolse tutti i piani, di eletti se ne prese addirittura 13, aggiudicandosi anche la vice-presidenza regionale e cancellò totalmente la Forza Italia "ufficiale" dall'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Questa volta il giovane capogruppo di Forza Italia ha ufficializzato il proprio sostegno a liste che giocano fuori dal centrodestra ufficiale. E la cosa non passerà certo inosservata.

Perché ha fatto questa scelta? 

Ho semplicemente preferito le persone ai simboli. Avrà notato che qualcuno abbassa lo sguardo e dimentica improvvisamente le proprie posizioni storiche per mero tornaconto, a me non riesce. Altri invece collocano formalmente il simbolo da una parte e poi portano i voti da un'altra. Cose viste e riviste, che almeno gli addetti ai lavori conoscono bene. Io invece lavoro a carte scoperte, a viso aperto e dico quotidianamente ciò che penso e, quantomeno, verrò giudicato per quello che sono davvero. La politica è fatta di uomini ed idee, quella buona è fatta anche di memoria e coraggio. Se gli elettori avranno la pazienza di ripercorrere la storia dei protagonisti, ipocrisia ed opportunismo passeranno finalmente di moda.

A Camaiore cosa non l'ha convinta nella candidatura di  Bertola? Forse il famoso pranzo di Pruno?

Che c'entra Bertola?  Mi ha convinto la candidatura di Marco (Daddio, ndr)! Lo sostengo perché ci credo, perché credo in lui, nel suo programma e nel gruppo di persone che lo sostengono. Per questo ho voluto metterci la faccia, assumendomi l'onore di presentare la lista. È una sfida affascinante, generazionale, fuori dalle logiche logore che hanno partorito il sentimento dell'antipolitica.

A Forte dei Marmi invece cosa l'ha spinta a non sostenere Bramanti?

Lei mi pone le domande al contrario. 

Provo a metterla in difficoltà.

Non lo conosco Bramanti, è sicuramente persona seria e meritevole. Semplicemente ho deciso di sostenere Bruno Murzi molto prima che emergesse l'ipotesi Bramanti. Murzi mi andava bene sei mesi fa e non ho cambiato idea, è una candidatura sulla quale si sono riconosciuti tutti i miei amici storici di Forte dei Marmi. Tra l'altro c'è stato un momento in cui il centrodestra sembrava orientarsi sul suo nome, poi altri si sono imposti di costruire un'alternativa e quindi andremo divisi. Forse questo è un collegio troppo piccolo per due Sindaci. 

Ma con queste scelte crede ancora di avere un futuro in Forza Italia? E Forza Italia può ancora avere un futuro secondo lei?

Forza Italia ha bisogno di ritrovare se stessa, coerenza sulle posizioni, dirigenti credibili e rispetto per l'elettorato che rappresenta, un elettorato distinto da quello degli alleati. Per quanto riguarda me, continuo a fare politica con serenità, secondo i miei ideali, le mie idee, senza timore di essere "cacciato". Riconoscerà la citazione. Vengo apprezzato ed incoraggiato a proseguire sulla mia strada, le sale piene ne sono stata testimonianza tangibile. Alcuni si agitano per questo, fossi insignificante non mi attaccherebbero. 

Con Mallegni e Marchetti, non vuole proprio andarci d'accordo?

Non ho mai attaccato Mallegni e lui non ha mai attaccato me. Tra l'altro apprezzo l'iniziativa della Giunta congiunta Viareggio-Pietrasanta che si terrà nei prossimi giorni. 

Non mi ha risposto su Maurizio Marchetti.

Parlo degli uomini solo quando posso parlarne bene.  

Lei non è contento di Forza Italia, ce lo dica chiaramente, si evince dalle sue reazioni e dalle continue sfide alla classe dirigente.

Forza Italia mi ha deluso, ma ha deluso tanti iscritti in tutta la Provincia di Lucca. Sono cresciuto in questo partito, entrai ancora minorenne ma con le idee chiare. Sono rimasto ed ero già un moderato se a 17 anni preferisci Forza Italia ad altre realtà. Un decennio. Ho fatto gazebo, volantinaggi, manifestazioni, convegni, affisso manifesti di notte e viaggiato in lungo e in largo per questo partito. Poi arriva uno e con un colpo di spugna cancella il lavoro fatto in anni di passione, militanza ed impegno. Senza democrazia, senza congressi. Disconosce lo Statuto in barba ai regolamenti, commissaria i coordinamenti provinciali, comunali e giovanili, non convoca nuovi congressi e si susseguono nel tempo episodi e fatti surreali, alcuni gravi. Forza Italia era nato come partito in difesa della democrazia e delle libertà. Oggi sul territorio è anarchia, forse i dirigenti locali hanno confuso il significato di libertà.

A me sembrano parole di chi ha pronta la valigia.

Guardi, deve riconoscermi che sto provando a cambiare questo partito da mesi. Non mi sono prostrato di fronte al capetto di turno, né sono uscito sbattendo la porta alla prima difficoltà. Vengo attaccato quotidianamente da persone per le quali non ho alcuna stima e per questo non gli rispondo mai. Ma va da sé che, superato un certo limite, andrà tutelata anche la propria dignità. 

Quindi lascerà Forza Italia?

Posseggo il valore della gratitudine, se un giorno dovessi anche solo pensare di lasciare Forza Italia, le prime persone alle quali lo direi sono Altero Matteoli e Maurizio Gasparri. Uomini che si sono schierati al mio fianco senza indugio e questo non posso dimenticarlo. Ma, nel caso un giorno accadesse, mi preoccuperò di farle avere l'anteprima appena dopo aver parlato con loro (sorride).

Lei è sicuro di sé, quasi al limite del supponente. Si considera un vincente? Le è convenuto davvero schierarsi così a 27 anni?

Un piccolo aneddoto per dirle ciò che penso: ho giocato a basket nel Gymnastic Club e vincevamo tutti i campionati, ho giocato a calcio nel Viareggio di mister Miliani e vincevamo tutti i campionati, mi sono dedicato alla politica e a vent'anni lavoravo già in Consiglio regionale e a venticinque ero già capogruppo del mio partito nel Consiglio comunale della mia città. Non so dirle se sia un vincente o meno, ma posso dirle con assoluta certezza che ogni singolo risultato elencato è figlio di un lavoro di squadra. Per me ciò che conta sono le persone, conta la squadra ed io resterò unito a quella squadra, a quel gruppo di persone che mi stimano e che stimo. Schierarmi al loro fianco mi converrà sempre.

 

 


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