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Scrivere di cronaca nera... ed essere vittima di stalking

domenica, 9 dicembre 2012, 18:00

di aldo grandi

Scrivere di cronaca nera... ed essere vittima di stalking. Può capitare, anche se non accade poi così di sovente. Ma tant'è, e questo è quanto sta succedendo ormai da mesi, alla nostra Tassy, al secolo Letizia Tassinari. Tutto ha inizio il 20 agosto, quando la nostra giornalista scrive una notizia in breve, di quelle senza infamia e senza lode, per un episodio "stravagante": nel suo palazzo arrivano i pompieri, per una segnalazione, poi risultata priva di fondamento, di una fuga di gas. I vigili del fuoco, sulle scale del condominio, incrociano però un sedicente medico che, tigrotto di peluche sotto al braccio, si aggira cercando, a suo dire, un paziente che non trova da giorni, e temendo per la sua incolumità chiede loro di sfondare la porta. Poi arrivano i carabinieri, allertati dagli stessi pompieri, ma quando i militari dell'Arma giungono sul posto il tipo col peluche è sparito nel nulla. Quanto accaduto nel condominio dove la Tassy abita con la figlia e l'anziano padre, avvocato in pensione, viene scritto senza nessun riferimento a persone e luoghi, senza cioè citare nè i protagonisti della vicenda e meno che mai l'indirizzo del palazzo. Il giorno successivo, 21 agosto, inizia però il suo incubo: prima una mail zeppa di insulti da un profilo facebook risultato poi essere falso, una telefonata anonima, e muta, nel cuore della notte, e due atti vandalici alla sua auto, con sfregi al cofano e a una fiancata.

Episodi, questi, tutti messi neri su bianco in una denuncia presentata a fine agosto nelle mani del dirigente della Digos di Lucca e già sul tavolo della Procura di Lucca, che ha aperto un fascicolo di inchiesta.

Settembre e ottobre passano in tranquillità, poi, a novembre, gli "attacchi" ricominciano. Bacco, il gattone rosso della giornalista, 12 chili di peso, sparisce nel nulla e non viene più ritrovato, nonostante gli articoli di stampa e la foto "segnaletica" del felino, missing, finita anche alla sala operativa del 113 per eventuali segnalazioni. Il 18 novembre mani al momento ignote scaraventano di sotto dal primo piano la bici della cronista, e il giorno successivo uno sconosciuto/a lascia in terra, davanti alla porta dell'appartamento di Letizia Tassinari, un paio di mutande da donna sporche. Avvertimenti? Segnali di intimidazione? O, "più semplicemente", stalking? E' di sabato l'ennesimo doppio episodio, il contatore Enel spento abbassando la levetta e, ben più grave, questa volta ad essere stata presa di mira è stata la figlia della giornalista, anche la sua auto è stata rigata su tutta la fiancata sinistra, lato conducente mentre era in sosta nel parcheggio condominiale.

Il questore di Lucca, la dirigente del Commissariato di Viareggio, la Digos, l'Anticrimine, e chi più ne ha più ne metta,  sono già stati informati degli episodi criminali, e le indagini per risalire allo stalker proseguono. 


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