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Ce n'è anche per Cecco a cena

Un dito in culo? Sì, ma con l'anello del papa

sabato, 21 gennaio 2017, 00:22

di Aldo Grandi

L'ultima volta che avevamo usato una metafora così dirompente, era stato nel giugno 2015 e, al posto dell'anello papale, notoriamente grosso e largo, avevamo scelto la sabbia, materiale che non scorre facilmente e che, anzi, provoca particolare attrito. Immaginarne, quindi, gli effetti, non è particolarmente arduo. Questa volta occorre ritornare sui nostri passi, rispoverare il classico dito medio e, senza cospargerlo di sabbia, infilargli un bell'anello e procedere nell'operazione. Ecco, nella metafora odierna, sia il dito sia l'anello sono rappresentati alla perfezione da quel che Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio, sta architettando con la sua BuonVento per entrare a gamba tesa e, possibilmente, 'spezzare' una gamba al sindaco Del Dotto, guarda caso targato Pd. Che tra il partito democratico o quel che ne rimane e Giorgione Nostro non corresse buon sangue, lo avevamo capito da un pezzo, ma che la situazione fosse degenerata a questo punto no, non potevamo immaginarlo. Il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto si è ricandidato appoggiandosi e appoggiato dagli ectoplasmi di un partito che, dopo aver condotto alla rovina e allo sfascio l'Italia, adesso vorrebbe fare altrettanto con la Versilia. Del Dotto è, da sempre, pappa e ciccia con Giuseppe Dati, il commissario del Pd viareggino che ha mosso sistematicamente guerra all'amministrazione Del Ghingaro sin dal suo primo insediamento.

Del Dotto non è un cuor di leone e ha operato nel suo mandato con tatto e attenzione a non urtare le anime più suscettibili, favorendo l'immigrazione spinta, accontentando la pre-fetta e non facendo niente contro il dilagare della microcriminalità e della contraffazione e vendita abusiva di prodotti griffati. Giorgio Del Ghingaro non è Del Dotto e, soprattutto, non è uno che le cose le manda a dire. No, scende dalla sedia e entra a gamba tesa. Quando può. In questo caso l'incontro di stasera a Lido di Camaiore è la testimonianza di una imminente discesa in campo di una lista BuonVento che scompagini il centrosinistra e divenga punto di riferimento innegabile e immancabile per coloro che vogliono togliersi di mezzo il sindaco perbenino. 

Lo sappiamo. Piuttosto che andare a cena con Alessandro Del Dotto, Giorgione Nostro preferirebbe sciropparsi una settimana di vacanza all inclusive in qualche resort a 5 stelle in compagnia di Massimo Mallegni, tanto gli stanno sulle scatole le stimmate del centrosinistra versiliese. 

Ovvio che Camaiore e il suo Lido devono essere aiutati a cacciare via questa Sinistra capace di favorire immigrazione, abusivismo commerciale, di tapparsi le orecchie e foderarsi gli occhi di prosciutto per non vedere. Del Ghingaro è uno che perdona, ma raramente dimentica e a nostro modesto avviso Del Dotto è nell'elenco personale delle persone che non gli stanno proprio completamente simpatiche. BuonVento, quindi, soffia su Lido di Camaiore e su Camaiore con l'aperta speranza che la gente capisca e riesca a ragionare di pancia, perché a sinistra, ormai, ragionano solo con il cervello o quello che, a loro avviso, è il cervello migliore e di tutti gli italiani.


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