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Ce n'è anche per Cecco a cena

Il dittatore del parco libero di Bananas

sabato, 11 novembre 2017, 23:01

di aldo grandi

E' arrivata nemmeno un'ora fa, una di quelle mail che, soprattutto il sabato sera, ti viene voglia di accantonare e rimandare al giorno successivo. Poi dai un'occhiata all'oggetto e ti accorgi che si tratta di una lettera al sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro. Esiti un attimo, indeciso se spegnere il computer - sono le 22 passate - o se andare oltre. Scegli quest'ultima ipotesi, anche attirato dal nome del mittente anzi, dal cognome: Giudiceandrea, una simbiosi tra un nome di battesimo e una professione tra le più delicate e importanti. Allora decidi di andare avanti, apri il file con il testo e avvii la lettura. A mano a mano che procedi tra le righe del testo, la curiosità aumenta, piacciono il tono, decisamente privo di qualsiasi reverenza o subalternità, le parole, appropriate e mai fuori luogo o misura, la conoscenza della materia, approfondita e tutt'altro che superficiale, gli intenti, animati da un rispetto per il parco di Migliarino San Rossore rimasto là, ultimo e unico baluardo di fronte al rischio di una cementificazione selvaggia portato avanti da forze politiche alle quali, del verde pubblico e di questo meraviglioso polmone non d'acciaio, sembra fregare meno di niente.

Niente da dire. Chapeau! Il consigliere Giudiceandrea non le manda a dire. Né al consigliere comunale e rappresentante del comune nel parco Troiso né, in particolare, al primo cittadino di Viareggio, l'ex sindaco di Capannori, colui che volle, fortissimamente volle lo sviluppo dell'aeroporto di Tassignano a Capannori - oggi fallito con una voragine debitoria di oltre 2 milioni 500 mila euro - che ha più volte minacciato di uscire dal Parco con la sua città che, diciamola tutta, non ci sembra nemmeno nelle condizioni di poterselo permettere o, quantomeno, sarebbe giusto ascoltare anche il parere dei suoi abitanti.

Il consigliere dell'ente parco, quindi, bacchetta i politici in generale e l'attuale giunta nella fattispecie, rei di non pensare al futuro di questo meraviglioso parco e spazio verde pubblico, ma a investimenti più o meno faraonici che non risolverebbero alcun problema, ma aggraverebbero, al contrario, quello della salute cittadina.

Ma è alla fine, all'ultima riga che Angela Giudiceandrea sigla il suo capolavoro, nemmeno fosse il calciatore sul dischetto pronto a celebrare, con il cucchiaio, la beffa al portiere avversario: una Zidane senza pallone, ma con un coraggio da leone. Il riferimento alla semplicità delle regole esistenti e da rispettare, il paragone con il regolamento altrettanto semplice e chiaro del Club Nautico dove il sindaco si produsse in una figura barbina, sono colpi di genio, altro che Giorgione o Giorgino.

Il sindaco di Viareggio ha perso lo smalto del primo mandato, ha perduto anche la faccia, smarrito nell'assurdo e suicida tentativo di farsi accettare da un partito, il Pd, che, ormai e per nostra fortuna, è in coma profondo, si è appiccicato, come un'ostrica allo scoglio o come un paguro bernardo alla sua attinia, a quell'Enrico Rossi che, anche lui, appare in via di estinzione. Del Ghingaro, dicono i suoi avversari e confermano i suoi (scarsi) pretoriani, è sempre più isolato nella sua roccaforte ossia nel palazzo dei Bradipi dove, dicono, riceve pochissimo e quel pochissimo ancor più di rado.

Abituato a non farsi contraddire, vanitoso quant'altri mai, ambizioso oltre ogni ipotetica immaginazione, Giorgio Del Ghingaro sta vivendo una fase di stallo e ha dovuto fare ricorso agli avversari di un tempo, vedi Rodolfo Salame pardon Salemi, per trovare nuova linfa vitale. Riuscirà a risalire la china e a ritrovare lo smalto delle radiose giornate di maggio (oddio, non è che, ora, Boldrini-Fiano ci denunceranno per apologia di fascismo?) di due anni fa? Ai posteri l'ardua sentenza, al consigliere Giudiceandrea la nostra simpatia e il nostro apprezzamento.


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