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Cultura

Incontro con l'archeologo subacqueo Francesco Tiboni al Museo della Marineria

martedì, 14 novembre 2017, 11:13

Il Club Subacqueo Artiglio ha organizzato un incontro con l'archeologo subacqueo e navale Francesco Tiboni. L'evento si terrà sabato 25 novembre alle ore 17,30 presso il Museo della Marineria di Viareggio, grazie alla collaborazione dell'Amministrazione Comunale di Viareggio e dell'Associazione Medaglie d'Oro Lunga Navigazione.

Francesco Tiboni presenterà il libro "La presa di Troia: un inganno venuto dal mare" che mette in discussione il mito millenario del cavallo di Troia, da lui scritto e recentemente salito alla ribalta della cronaca grazie ad articoli su tutti i quotidiani nazionali.

Francesco Tiboni ha prodotto decine di pubblicazioni in riviste scientifiche, volumi ed atti di congressi e ha curato la divulgazione al grande pubblico, attraverso la collaborazione con le testate SUB ed Archeologia Viva, oltre che con la trasmissione RAI Linea Blu.

Nel corso dell'incontro non mancherà l'occasione per la presentazione di attività di ricerca relativa all'archeologia subacquea svolta. 

Bio:

Francesco Tiboni. Laurea in Paletnologia presso l’Università di Milano con una tesi sull’iconografia navale di età nuragica. Dottorato di Ricerca presso il Centre Camille Jullian dell’Università di Aix en Provence incentrato sul tema della navigazione protostorica del Mediterraneo. Da oltre quindici anni lavora come archeologo subacqueo e navale, collaborando con diversi enti italiani ed esteri. E’ stato membro italiano della Commissione Scientifica Internazionale che ha ideato e finalizzato il progetto UNESCO Pile Dwelling Sites List; ha condotto e diretto sul campo buona parte delle operazioni di ricerca dei progetti Mibact Archeomar 1 ed Archeomar 2; ha diretto le operazioni di scavo e di studio della barca cucita di età romana di Cavanella d’Adige (VE), del relitto romano di Marausa (TP) e del relitto secentesco di San Nicolicchio a Taranto, sperimentando metodologie di smontaggio e recupero dei legni mai impiegate prima in ambiente subacqueo. E’ membro della Society for Nautical Research e dell’EAA, tutor NAS, correspondent del Mariner’s Mirror, presidente dell’Associazione ATENA CuMaNa. La sua produzione scientifica su temi archeologici, ed in particolare sull’archeologia e sull’iconografia navale, si muove tra decine di pubblicazioni in riviste scientifiche, volumi ed atti di congressi e la divulgazione al grande pubblico, attraverso la collaborazione con le testate SUB ed Archeologia Viva, oltre che con la trasmissione RAI Linea Blu.

Quarta di copertina:                     

Questo saggio esamina uno degli episodi più noti della guerra di Troia, l’inganno del cavallo di legno, analizzandolo da un punto di vista archeologico, storico e filologico, allo scopo di chiarire come una vicenda che per i contemporanei di Omero era estremamente chiara nella propria evidenza, nel tempo possa essere stata fraintesa e decontestualizzata. Avvalendosi degli strumenti dell’archeologia navale, attraverso l’analisi delle parole, delle immagini e dei relitti, l’autore giunge a proporre una precisa collocazione dell’episodio che pose fine alla guerra di Troia all’interno di un quadro tematico ben definito, quello appunto della dimensione navale del mondo mediterraneo pre-arcaico. La rilettura dei testi omerici e dell’epica antica alla luce delle più recenti scoperte in ambito archeologico, infatti, consente all’autore di affermare che la vera natura dell’inganno acheo non solo esula dal celeberrimo simulacro ligneo, entrato ormai nella cultura occidentale, ma che la narrazione post-omerica dell’episodio, cui si deve la distorsione in chiave quasi mistica della vicenda, ha a lungo mascherato un evento più oggettivo, credibile e aderente alla realtà storica. Omero non volle raccontare il prodigio di un intervento divino, quanto piuttosto celebrare l’astuzia di un popolo che, nella presa di Troia per mezzo dell’inganno dell’hippos, sanciva la propria capacità di muoversi in modo scaltro nell’ambito dello scacchiere geopolitico del Mediterraneo Orientale pre-arcaico, un ambiente in cui la potenza navale ed il dominio sulle rotte marittime erano alla base della grandezza dei regni e della loro possibilità di espansione.

 

 


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