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Alta Versilia

Piano Regionale Cave, le amministrazioni: "Soddisfatti dell'esito di questa prima fase di concertazione"

venerdì, 8 marzo 2019, 10:45

Comunicato congiunto delle amministrazioni comunali di Seravezza, Stazzema, Minucciano e Casola in Lunigiana in merito al Piano Regionale Cave.

"Abbiamo aderito alla concertazione promossa dalla giunta regionale - esordiscono - per la redazione del nuovo "Piano Regionale Cave" consapevoli dell'importanza strategica di poter portare al tavolo di lavoro le esperienze e le esigenze del Distretto Lapideo e dei singoli territori che lo costituiscono. Esperienze ed esigenze di carattere amministrativo, ambientale, occupazionale, produttivo che, attraverso le amministrazioni comunali, hanno trovato un momento di analisi e di condivisione con le autorità regionali nel momento decisivo di stesura del Piano. Noi tutti crediamo fortemente nel valore dell'impresa e siamo consapevoli delle esigenze delle attività produttive, tanto più in un settore così particolare come quello delle cave di marmo. Con la stessa forza crediamo nel paesaggio e nell'ambiente quali beni inestimabili delle nostre comunità. Con la Regione c'è stata piena sintonia nel voler far coesistere le istanze delle aziende – tese alla produzione, al mantenimento dei posti di lavoro, alla sicurezza, all'economia dei luoghi – con le necessarie tutele e salvaguardie di carattere ambientale. La centralità della Regione Toscana e degli enti locali sono a garanzia del percorso compiuto e degli sviluppi che il PRC avrà a livello locale, sui nostri specifici territori, attraverso le pianificazioni puntuali dei bacini e delle singole aree estrattive".

"Possiamo dirci soddisfatti - dichiarano - dell'esito di questa prima fase di concertazione, così come della disponibilità manifestata dalla Regione in ogni fase del confronto ad ascoltare e valutare le specificità e le problematiche dei singoli territori. Il Distretto presenta tratti e vocazioni comuni, ma è fatto di realtà diverse, con dinamiche ed esigenze in alcuni casi molto peculiari. Pur con l'obiettivo di fondo di fissare regole oggettive e valide per tutti, di contemperare in senso generale sostenibilità e lavoro, ambiente e impresa, la concertazione ha permesso di riconoscere queste peculiarità e di tenerne conto, per quanto possibile, nella stesura del testo. Stiamo analizzando adesso gli atti pubblicati e continueremo a seguire con attenzione il percorso consiliare del Piano fino alla sua definitiva stesura, con adozione e approvazione, non esimendoci dal formulare eventuali osservazioni su altri aspetti che emergeranno nel corso della discussione".

"Il lavoro fin qui svolto - sottolineano - è stato particolarmente significativo su due temi: quantitativi massimi escavabili e percentuali di resa. Per la prima volta un piano di questa portata affronta e dà risposta all'esigenza di fissare quantitativi massimi sostenibili di escavazione. La Regione ha compiuto una valutazione complessiva della produzione registrata nel quadriennio 2013-2016 e, su quella media, ha accolto in sede di concertazione l'applicazione di un tasso di crescita del 3% annuo. Il dimensionamento sarà in ogni caso oggetto di verifica e monitoraggio tra 5 anni. Ciò consentirà di valutare se le previsioni sono corrette o se sia necessaria una revisione".

"Riguardo alle percentuali di resa - incalzano -, l'accordo è sul 30%. La percentuale potrà scendere al 25% a livello di singoli piani attuativi sulla base di approfondimenti e valutazioni che terranno conto delle caratteristiche litologiche e geologico-strutturali dei giacimenti e dello stato di fratturazione delle bancate. Su proposta del Comune di Carrara, in casi particolari e sempre in ambito di singolo piano attuativo, la resa in blocchi potrà essere ridotta di un ulteriore 5%. Nel Piano è stato inoltre precisato che le volumetrie escavate o abbattute per interventi di messa in sicurezza espressamente prescritti dalle Asl e quelle asportate dai ravaneti per riqualificazione ambientale e morfologica e per la messa in sicurezza del territorio sono escluse dal calcolo delle percentuali di resa e del dimensionamento; si tratta di due misure opportune e condivise da tutti i comuni che, anche in questo caso, avranno un ruolo importante essendo deputati a compiere i necessari censimenti e monitoraggi".

"Si è infine - concludono - discusso a lungo sulla disciplina delle varianti relative alle autorizzazioni già rilasciate e in corso di attuazione; da questo punto di vista sono stati fatti significativi passi avanti con la Regione, ma il tema dovrà essere ancora approfondito nelle fasi successive".


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