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Alta Versilia

Vertenza turni festivi della polizia municipale: la prima sentenza del tribunale di Lucca pienamente favorevole al Comune di Seravezza

martedì, 4 maggio 2021, 19:47

Accolte in toto le difese del Comune, respinte tutte le argomentazioni della controparte. È l'esito della sentenza pronunciata ieri dal Tribunale di Lucca, sezione Lavoro, in merito alla lunga e dolorosa vertenza tutta interna all'Ente sulle retribuzioni e sui riposi compensativi legati ai turni festivi della polizia municipale.

Si tratta di una prima sentenza, relativa alle posizioni di tre agenti che si erano opposti alle ingiunzioni di pagamento emesse dagli uffici comunali per il recupero delle somme indebitamente corrisposte. La sentenza impone loro il pagamento delle spese di lite nella misura complessiva di circa 9500 euro. Le posizioni di altri cinque agenti danti causa saranno oggetto di una seconda sentenza, attesa per i primi di giugno sempre da parte del Tribunale di Lucca.

«Il giudice ci ha dato ragione su tutta la linea, confermando il corretto operato dell'Amministrazione comunale e dell'Ufficio organizzazione generale del Comune in questa lunga vicenda», commenta il sindaco Riccardo Tarabella. «È una vittoria che accogliamo con soddisfazione ma non con gioia, perché la vertenza vede comunque soccombere alcuni dipendenti comunali, spinti con troppa disinvoltura in questa causa da un sindacato, la Fp Cisl Toscana nord, che non ha mai voluto credere alla soluzione bonaria sempre prospettata dagli uffici, da me, dall'assessore Dino Vené, dal consigliere delegato al personale Sabrina Verona e dall'intera Amministrazione. Appurato il principio giuridico sancito dal Tribunale di Lucca, certificato che il sindaco e gli uffici comunali non hanno agito contro gli agenti della municipale ma in difesa dei legittimi interessi della collettività, desideriamo chiudere definitivamente e senza ulteriori strascichi la vicenda. Siamo quindi pronti ad agevolare gli agenti nella restituzione delle somme, anche attraverso un accordo di rateizzazione al quale siamo sempre stati disponibili. Ringrazio per il lavoro svolto in questo frangente la responsabile dell'Ufficio organizzazione generale del Comune Samanta Gabrielli e l'avvocato professor Gino Spagnuolo Vigorita che ci ha egregiamente difeso in giudizio».

Nella propria sentenza, il giudice Alfonsina Manfredini riafferma innanzitutto il principio di carattere generale secondo il quale "il provvedimento di recupero di somme indebitamente versate è, per una pubblica Amministrazione, un atto dovuto", riconoscendo quindi non solo legittima ma anche doverosa l'azione intrapresa dal Comune. Il giudice riconosce inoltre la titolarità dell'Ufficio organizzazione generale del Comune nell'avviare l'azione di recupero delle somme – titolarità contestata dai ricorrenti – ed osserva che la Giunta municipale, con la propria ratifica degli atti, "ha fatto proprio il ragionamento giuridico proposto alla base dei recuperi effettuati, operando – ove fosse necessaria – una ratifica "piena" con cui l'Ente ha in ogni caso ribadito che l'operato del Funzionario era corretto e lo ha comunque fatto proprio". L'operato dell'Amministrazione e del Comune è caratterizzato dalla buona fede, secondo il giudice, perché "la questione relativa a queste giornate di non lavoro indebitamente godute era stata oggetto di plurimi incontri anche con le organizzazioni sindacali e le ordinanze (di ingiunzione, ndr) non erano quindi cadute come un fulmine a ciel sereno". Premesso ciò, "l'azione di recupero era doverosa e non c'era spazio per alcuna discrezionalità da parte dell'amministrazione", si legge nella sentenza. Sempre in merito alla buona fede e alla correttezza del Comune, "merita un rilievo", scrive il giudice "la disponibilità dello stesso, ove i ricorrenti ne avessero fatto richiesta, a ricevere le somme in modo rateizzato o a computare in detrazione giorni di ferie".

Sentenza pienamente favorevole al Comune non solo nel metodo, ma anche nel merito dei rilievi mossi dai danti causa, ovvero sulla legittimità o meno dei riposi compensativi prestati dagli agenti in giorno festivo, sulla legittimità dell'astensione dal lavoro per i giorni di festività infrasettimanali in cui la prestazione lavorativa non è stata resa per disposizione del Comandante e, terzo, sulla correttezza delle giornate indicate come ingiustificatamente non lavorate. Sul primo punto il giudice esclude che vi sia il diritto al riposo compensativo per il lavoro prestato in giorno festivo. "L'interpretazione fornita dal Comune delle norme rilevanti sul tema e del Contratto collettivo", scrive "coincide con consolidate pronunce della Corte di cassazione – come ha ammesso la stessa parte ricorrente – ed è in linea con il parere richiesto all'Aran e posto a fondamento di tutta l'attività funzionale alla quantificazione dell'indebito da chiedere a ciascun agente". Sul secondo punto, i riposi, il giudice sentenzia che "il lavoratore che comunque non ha lavorato non ha diritto a ottenere la retribuzione per tali giorni né ha diritto a trattenere quanto eventualmente corrispostogli". Infine, in merito ai conteggi dei giorni non lavorati, il giudice ha riconosciuto valido il metodo adottato dagli uffici comunali per la quantificazione dei giorni e delle somme da recuperare.


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