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Scritto da Redazione
Notizie brevi
21 Giugno 2022

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Venerdì 24 giugno al Forte Leopoldo I di Forte dei Marmi inaugura Nel cilindro del dubbio, la personale dedicata all'artista Gino Sabatini Odoardi, a cura di Beatrice Audrito. La mostra –patrocinata dal Comune di Forte dei Marmi–, presenta una selezione di opere e installazioni inedite, in parte ispirate alla novella Mario e il mago che lo scrittore tedesco Thomas Mann scrisse durante un soggiorno estivo a Forte dei Marmi. Le opere sono realizzate con la tecnica della termoformatura in polistirene, un processo di derivazione industriale che identifica la ricerca di Sabatini Odoardi, unico artista nel panorama italiano e internazionale ad applicare questa tecnica al campo dell’arte.

La ricerca di Gino Sabatini Odoardi si caratterizza per un marcato interesse verso il pensiero tradizionale quale occasione per riflettere sul modo di porsi dell'uomo di fronte all'inconoscibilità del mondo. Un concetto indagato con modalità sempre nuove dove segno, disegno, pittura, scultura e installazione si intersecano senza soluzione di continuità, generando cortocircuiti dialettici tra forma e contenuto atti a forzare i limiti della rappresentazione. L'intenzione, come dichiara l'artista, è quella di «insinuare il dubbio, rimettere in discussione la realtà, rompere gli equilibri su cui poggia la nostra cultura scardinando le nostre sicurezze, in un gioco di specchi infiniti, un continuo rimando senza risposta». Per raggiungere questo obiettivo, Sabatini Odoardi si serve della termoformatura in polistirene: una tecnica industriale utilizzata nel campo dello stampaggio delle materie plastiche, da lui declinata in ambito artistico con risultati estetico-formali innovativi. Un processo che consente all'artista di isolare oggetti del quotidiano per poi trasformarli in sculture e installazioni complesse dall'equilibrio spesso precario, o di imprimere il segno della grafite nel disegno sostituendo al comune foglio di carta un foglio di polistirene. Con un artificio plastico tecnologicamente avanzato, Sabatini Odoardi porta ai limiti estremi la condizione di esistenza degli oggetti che risultano così completamente estraniati dal mondo esterno di cui facevano parte. Uno straniamento che li rende muti fantasmi di sé stessi, annullando la loro funzione pratica.

Ispirandosi alla novella autobiografica Mario e il mago dello scrittore tedesco Thomas Mann -scritta proprio durante un soggiorno estivo a Forte dei Marmi e pubblicata nel 1929-, Nel cilindro del dubbio indaga attraverso la seduzione della forma, la linea di confine tra magia e inganno. In mostra numerosi cicli di opere rievocano i passi più salienti del racconto, divenendo metafora dell'inganno visivo. L'allestimento pone il fruitore in una enigmatica dimensione spazio-temporale, sospesa tra presente e futuro, rafforzata dall'utilizzo dominante del bianco, colore di sottrazione e apertura al possibile.

Gino Sabatini Odoardi (Pescara, 1968)

Si è diplomato al Liceo Artistico di Pescara e successivamente in Pittura all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila discutendo una tesi in Estetica sulla fenomenologia del “Silenzio” con Massimo Carboni. Nel 2011 è stato invitato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Padiglione Italia (Arsenale). Artista poliedrico, ma con solidi riferimenti all’arte concettuale, ha al suo attivo un nutrito curriculum di mostre importanti, personali e collettive, in Italia e all’estero. Determinanti nella sua formazione gli incontri con Fabio Mauri (performer nel 1997 in Che cosa è il fascismo alla Kunsthalle di Klagenfurt e successivamente suo assistente) e Jannis Kounellis (allievo al Seminario-Laboratorio nel 1998 a L’Aquila curato da Sergio Risaliti). Tra i vari premi: nel 1999 ha ricevuto da Alfred Pacquement (Centre George Pompidou) Le prix des Jeunes Createurs all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Nel 2010 la Logos edizioni ha pubblicato un volume a lui dedicato, a cura di Francesco Poli e Massimo Carboni. 

“Termoformatura in polistirene” è la definizione tecnica del procedimento sfruttato dall’artista per realizzare gran parte dei suoi lavori, l’appropriazione di tale processo materico lo rende artista unico nel panorama italiano e internazionale. Il suo lavoro è presente in numerose collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero. Dal 2013 è rappresentato dalla galleria Gowen Contemporary di Ginevra. Attualmente è docente di Plastica Ornamentale e Tecniche Plastiche Contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone.

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