prenota_spazio
prenota_spazio

Anno 6°

venerdì, 23 febbraio 2018 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

prenota

prenota

Ce n'è anche per Cecco a cena

La Repubblica e Il Tirreno, bonjour tristesse

martedì, 7 febbraio 2017, 01:34

di aldo grandi

Credeteci, non è perché due giornaliste-collaboratrici del quotidiano livornese Il Tirreno ci hanno denunciato, di nascosto, all'ordine dei giornalisti che andiamo a scrivere-descrivere questo moto di vergogna che ci assale da un po' di tempo a questa parte. Non è, cioè, una sorta di vendetta a posteriori. I due esposti, tra l'altro, hanno avuto esito negativo e siamo stati assolti. E', in particolare per il quotidiano romano, la tristezza che ci ha assalito, in particolare questa mattina, quando, in un bar - perché i giornali cartacei, ormai, si leggono, soprattutto, negli esercizi pubblici - abbiamo visto la prima pagina con una grande foto di Marie Le Pen con un braccio alzato. Conoscendo i meccanismi e le bastardate di questo mestiere per averlo fatto per oltre 25 anni, l'immagine è stata volutamente pubblicata per far sì che il lettore percepisse da un lato la chiarezza della figura femminile e la associasse, al tempo stesso, a un regurgito fascista. Peccato che ad un occhio più attento appare evidente che non c'è alcuna connessione tanto più che siamo in Francia e che i cugini d'Oltralpe, forse sarà il caso di ricordarlo, hanno aspramente e strenuamente combattuto contro il nazismo salvo una parentesi legata ad una destra conservatrice e nazionalista che, comunque, è sempre stata più nazionalista che nazi-fascista. Anche il cuginetto livornese aveva, se non sbagliamo, un commento o anche un paio tendenti a mettere in guardia i propri lettori - sempre più in calo dicono le statistiche - dal pericolo Trump-Le Pen.

Ci risiamo. Accade quel che è già accaduto per la Brexit, per Trump, per il referendum del 4 dicembre: i Maestri del Pensiero Unico che albergano tra le mura di via Cristoforo Colombo e di viale Vittorio Alfieri si sentono in dovere di mettere in guardia i lettori su ciò che potrebbe avvenire non tanto a questo Paese in quanto Stato, ma in quanto componente dell'Unione Europea perché non se lo avete capito, ma i più strenui difensori degli enti sovranazionali e della distruzione di ogni senso e sentimento di identità nazionale sono proprio loro. Che si guardano bene dal dare il giusto risalto alle verità scomode che i loro occhi foderati di prosciutto non vogliono commentare per convinzione e ordini di scuderia. Reclamano, i soloni della Sinistra a un tanto al chilo, l'autodeterminazione per i popoli del Terzo mondo, della Siria, ma si guardano bene dal reclamare il diritto all'autodeterminazione per il popolo italiano che nessuno vuole far votare perché sanno bene, i parlamentari a 12 mila euro al mese, che sarebbe una débacle. Evitano accuratamente, gli opinion makers ad Una Dimensione di rivelare che la stragrande maggioranza degli italiani non solo approva Donald Trump, ma, in particolare, approva quello che sta facendo a proposito dell'immigrazione. 

In sostanza, questi due giornali e tutti gli altri che appartengono al gruppo guidato e di proprietà di De Benedetti, si ergono dai tempi lontani del Caf - ma all'epoca erano una pattuglia coraggiosa e straordinariamente innovativa - a depositari della Verità solamente perché sdraiati a Sinistra e convinti, come la Cultura di questo disgraziato Paese, che la Verità sia solo e sempre in quella direzione. 

Noi ci domandiamo e domandiamo a questi come mai è così semplice sparare su chi la pensa diversamente, ma non si hanno nemmeno lontanamente il coraggio, la dignità professionale e la volontà di raccontare quello che tutti sanno, ma che nessuno a Sinistra dice tantomeno scrive: ci vengono a fare la morale, in poche parole, i dipendenti di un imprenditore, Carlo De Benedetti, il quale risulta debitore di 600 milioni di euro - non pizze e fichi - al Monte dei Paschi di Siena, l'istituto di credito affondato con il contributo sostanziale e sostanzioso di una classe politica senza vergogna.

Allora, a noi che ricordavamo quando, nel 1977, andavamo in giro sul 99 nero che fermava a viale delle Milizie a Roma proveniente dalla Balduina e ci portava a piazzale Flaminio dove avevamo la scuola, con, sottobraccio, una copia del quotidiano appena fondato da Eugenio Scalfari - anche se, ignoranti come eravamo, non ci capivamo nulla, ma faceva tanto chic - vedere come si è ridotto questo giornale e come si sono ridotti colleghi che hanno avuto cotanti maestri e direttori, mette, indubbiamente, tristezza, quel Bonjour Tristesse che Francoise Sagan impresse nel titolo del suo più bel romanzo. 

A noi non risulta, cari colleghi, che Trump e Le Pen insieme, abbiano causato all'Italia e a noi risparmiatori un danno di 600 milioni di euro tangibile e quantificabile sull'unghia. E come mai voi, così solerti nello spaccarci gli attributi con le vostre lezioni di deontologia ospirate alle innumerevoli carte che avete prodotto a Sinistra e soltanto a Sinistra, poi venite meno alla regola deontologica fondamentale per un giornalista che è quella, questa sì importante e che dovreste imparare tornando a scuola - di rompere sistematicamente i coglioni a chi detiene il potere e a chi, del potere, fa un uso come quello del vostro editore.

600 milioni di euro. Metteteveli bene in testa perché ad ogni riunione, ad ogni conferenza, ad ogni appuntamento, saranno i lettori a chiedervi che fine hanno fatto quei soldi e per quale ragione non sono tornati indietro. Massacrate ogni giorno senza vergogna il sindaco di Roma per un avviso di garanzia, ma quanti avvisi di garanzia - in galera se ci fosse una giustizia vera in questo sfasciato Stivale! - dovrebbe avere Carlo De Benedetti che ha preso a prestito 600 milioni di euro senza restituirli?

Colleghi? No, vi abbiamo chiamati così, ma non ci sentiamo, perdonateci, vostri colleghi. Siamo, e lo diciamo con presunzione, un gradino - una scala - al di sopra.


Questo articolo è stato letto volte.


prenota_spazio


Avvocato Francesconi



Terigi auto 2014-15


Altri articoli in Ce n'è anche per Cecco a cena


alfrun


lunedì, 19 febbraio 2018, 22:12

Dopo i pantaloncini corti al club nautico altra clamorosa gaffe made in GdG: "Niente vie intitolate a Mafalda di Savoia", la principessa reale uccisa dai nazisti a Buchenwald

Ora qualcuno dirà che ce l'abbiamo con il sindaco di Viareggio, ma, giuriamo, non è affatto così. Dopo la figura barbina rimediata al circolo nautico, questa volta la clamorosa gaffe è opera dei suoi collaboratori, ma lui avrebbe dovuto metterci una pezza accogliendo la richiesta del consigliere di Forza Italia...


domenica, 18 febbraio 2018, 02:46

La miglior medicina per combattere il fascismo? Studiarlo

L'imminente scadenza elettorale e il rischio, concreto per fortuna, di scomparire o quasi dalle poltrone di Palazzo Madama e di Montecitorio, spinge la Sinistra a inventarsi un inesistente problema ossia un presunto pericolo fascista. Ci manca solo la riesumazione del pericolo di un colpo di Stato ad opera delle destre...


Prenota questo spazio!


sabato, 17 febbraio 2018, 16:03

Essere massoni non è un reato. E allora perché vergognarsene? Lo strano caso di Piero Landi

Quando, nel lontanissimo anno di (dis)grazia 1989 il sottoscritto sbarcò a Lucca, fu ben presto messo a conoscenza, con voci più ancora che con prove, di come Lucca e un po' tutta la Toscana fossero una specie di loggia massonica generalizzata.


venerdì, 9 febbraio 2018, 22:53

Cristiana Francesconi, una leonessa a difesa della libertà di stampa

Se lo merita. Senza ombra di dubbio. Da sette anni da quando, cioè, è nata la Gazzetta di Lucca fondata da questo umile scribacchino di provincia, lei, a titolo gratuito, ha accettato di assistere in qualità di avvocato il suo direttore dalle innumerevoli cause per diffamazione a cui è stato sottoposto.


domenica, 4 febbraio 2018, 14:56

L'uomo a una... rossa dimensione

L'idiota che a Macerata ha esploso diversi colpi di pistola contro ignari immigrati di colore ha fatto solo il gioco della Sinistra e di coloro, tutti sistematicamente verniciati di rosso, che hanno bisogno, per esistere e sperare alle prossime elezioni di evitare il crollo, della caccia al fascista.


domenica, 28 gennaio 2018, 13:47

Tutti insieme più o meno appassionatamente

E' arrivato, era ora, il Carnevale e questa città che per sei mesi pensa a mascherarsi e altri sei a togliersi i vestiti per prendere il sole e fare il bagno, avrà, finalmente, di che sentirsi viva.