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I bermuda del sindaco fanno più discutere della scarcerazione immediata del pakistano che ha abbassato il costume al bimbo

giovedì, 10 agosto 2017, 17:14

di aldo grandi

Che Giorgio Del Ghingaro sindaco di Viareggio abbia fatto una cazzata, è cosa evidente, ma non altrettanto, direbbe il buon Bergoglio, buona e giusta. Aver voluto raccontare la propria esperienza enogastronomica su facebook parlando, genericamente, di un ristorante viareggino dove lo avrebbero invitato ad andarsene perché in bermuda, si è rivelato un clamoroso autogol dal momento che si è dimenticato di specificare che non di ristorante si trattava, bensì di un circolo, il circolo nautico dove, a quanto pare, sono richiesti i pantaloni lunghi. Può piacere o no, ma se il gestore del circolo segue uno statuto dove sta scritta questa regola, o la accetti, o te ne stai a casa o vai da un'altra parte. Avere, poi, aggiunto il costo, secondo quanto raccontano i commenti sempre su fb, del proprio abbigliamento di quella sera, quasi a voler giustificare il diritto a stare egualmente al circolo anche se con i pantaloncini corti, rappresenta una dimostrazione di caduta di stile. Se Giorgione ex nostro fosse stato intelligente, invece di starnazzare ad ogni piè sospinto sul proprio profilo facebook alla moda di quel maestro politicamente e miseramente fallito di Matteo Renzi, avrebbe lasciato perdere, ma... Appunto, c'è un ma. Poteva quest'uomo che, a onor del vero, è sempre impeccabile e rispettoso del protocollo, rinunciare a mettersi in vetrina raccontando la propria disavventura senza prima verificare? No, non poteva.

Così, alla fine, è scoppiato il casino anche se, di fronte a ciò che accade ogni giorno in qusto sfasciato e disgraziato Stivale, la vicenda di Del Ghingaro è, realmente, ridicola. Ma siamo a Ferragosto o giù di lì, quindi, possiamo anche tollerarla. Chi, al contrario, non l'ha tollerata, ma l'ha sputtanata e sbeffeggiata, è stato Maurizio Bianconi, parlamentare, ex centrodestra e, ora, gruppo misto il quale al sindaco di Viareggio gliele ha cantate senza tante perifrasi.

Al di là di ciò che è avvenuto al Club Nautico di Viareggio, c'è da domandarsi come mai se, ad esempio, in certi circoli esclusivi di Londra o dell'Inghilterra, certe consuetudini sono considerate un vanto e oggetto di culto, da noi, al contrario, ogni regola deve essere smantellata o ridicolizzata. Del resto, guardare quello che accade nel mar Mediterraneo e ci si rende conto che l'Italia è considerata la pattumiera dell'Africa e dell'Europa, l'unico posto dove tutti possono fare quello che vogliono per il semplice motivo che nemmeno i suoi abitanti e i suoi governanti fanno quello che dovrebbero fare. Appare ormai chiaro che, in un futuro nemmeno tanto remoto, quando l'Italia sarà ormai terra d'Africa, di circoli nautici e di regole da rispettare non ce ne saranno più, visto il comportamento di quelle risorse umane che gente come la Boldrini si ostina a voler prendere come esempio.

E pur tuttavia, c'è un'altra notizia che testimonia il (de)grado di una civiltà dove il garantismo e la prevalenza e la prevaricazione del singolo sono arrivati a devastare il diritto alla sopravvivenza della maggioranza. L'altro giorno, in un bagno versiliese, un pakistano è stato arrestato perché sorpreso a tirare giù il costume di un bambino. Non vogliamo nemmeno immaginare i motivi per cui questo immigrato-risorsa umana abbia compiuto il gesto, anche se possiamo benissimo immaginare che un azzeccagarbugli di turno in vena di bravate e ricco di immaginazione potrebbe spiegare ai giudici che si è trattato di uno scherzo o, peggio ancora, di un voler guardare una puntura di insetto per poi poterla medicare.

Ciò che testimonia il decadimento di una civiltà è la sproporzione tra le pene che il buonsenso assegnerebbe ai responsabili dei reati e ciò che, al contrario, la società evoluta, razionalizzata, moderna, all'avanguardia, effettivamente applica. Bene, colui che ha usato violenza al bimbo è stato arrestato, ma il magistrato incaricato di decidere se disporre o meno la custodia cautelare in carcere, ha ritenuto di doverlo rimettere subito in libertà. Dov'è quel Paese di Bengodi come questo schifosissimo esemplare denominato Italia frutto della mediocrità dei suoi governanti, che lascia libero chi ha osato violare l'innocenza di un bambino?

Che cosa avrebbe dovuto fare, questo bastardo, per restare dietro le sbarre? Forse abusare concretamente del bambino? Si è reso conto, il giudice, al di là delle puttanate scritte negli articoli del codice freddi come il marmo, di ciò che significa per un minore essere molestato in quel modo, quali le conseguenze per la sua psiche, per il suo sviluppo, quale la sensazione che ha provato? Come cazzo la chiamerebbe questo magistrato la violenza che gli è stata usata se non sessuale a tutti gli effetti?

In realtà pochi hanno scritto per 'macellare' magistrato e decisione. Tutti presi o anche buona parte, dai bermuda del sindaco di Viareggio. 

Se questa è la società che sa difendere le future generazioni dai mostri che quotidianamente si profilano all'orizzonte, senza distinzione di razza, cultura e nazionalità, bene, allora è un bene che le resti solo da parlare dei pantaloncini corti di un sindaco che ha l'abitudine di aprire la bocca o di usare i polpastrelli sulla tastiera del Pc anche quando farebbe molto meglio a stare zitto. 

Consiglio per il sindaco: ecco un circolo dove è permesso, in via del tutto eccezionale e a una persona solamente, di poter indossare, varcando la soglia, i pantaloncini corti... (luglio 2017, Wimbledon)

 

 

 

 

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