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Ce n'è anche per Cecco a cena

Silvano Piacentini au revoir

lunedì, 8 gennaio 2018, 21:47

di aldo grandi

Dopo essere stato per diversi anni direttore territoriale della ex Casse di Risparmio di Lucca Pisa Livorno nonché Banco Popolare e direttore generale di Cassa di Risparmio di San Miniato, Silvano Alberto Piacentini da oggi non è più nel consiglio di amministrazione della banca di San Miniato entrata nell'orbita del colosso bancario Crédit Agricole. Con la globalizzazione e l'acquisizione delle banche più piccole da parte di quelle più grosse - inversione di tendenza rispetto a quanto si auspicava e accadeva nemmeno tanti lustri or sono - sono destinati a scomparire non soltanto ragioni sociali, tradizioni, nomi e cognomi, ma, soprattutto e purtroppo, i rapporti umani che, in fondo, costituiscono ancora, fino a prova contraria, una delle poche e nemmeno tanto trascurabili ragioni di essere per chi nella banca lavora e per chi, all'opposto, della banca si serve. Noi non ci dilungheremo in analisi di carattere socio-economico che non ci competono e, per di più, nemmeno ci troverebbero particolarmente preparati. Preferiamo soffermarci sul fronte umano, l'unico sul quale, questo sì, riteniamo di avere voce in capitolo non foss'altro che per avergli tributato sempre l'importanza che merita. Abbiamo conosciuto Silvano Piacentini la prima volta tanti anni fa, lui a Lucca in sella al cavallo vincente che allora era l'ex Casse di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, piovuto a queste latitudini direttamente da Lodi dove era cresciuto professionalmente. Ce lo presentò, una volta, a cena, Enrico Castellacci, un nome e una garanzia non solo per chi scrive, ma per chiunque lo abbia conosciuto. Da allora ne abbiamo seguito le orme, apprezzandone la simpatia e l'onestà intellettuale di chi, anche di fronte alle domande più insidiose, non era solito nascondersi o, peggio ancora, evadere dalle proprie responsabilità. Lo beccammo anche al ritorno dalle isole Canarie dove era andato, per qualche giorno, prima di abbandonare il Banco Popolare per passare, armi e bagagli ad una realtà più piccola e, all'epoca, realmente territoriale quale era la Cassa di Risparmio di San Miniato. La fortuna non sempre arride agli audaci e dopo alcuni anni di successi, arrivò la crisi e, quest'anno, l'acquisizione da parte di Crédit Agricole, quinto gruppo bancario al mondo e, indubbiamente, per Carismi, una garanzia sotto ogni punto di vista di rilancio e visibilità.

Il comunicato diffuso oggi dal nuovo consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di San Miniato lascia intendere che Piacentini resterà con una carica importante all'interno del gruppo francese in Italia. Dove e con quale ruolo non è dato saperlo e, in fondo, a noi interessa relativamente. In un mondo dove le amicizie seguono spesso le cordate e i successi professionali, il legame che ci ha uniti per tutto questo tempo a questo bancario appassionato di calcio, tifoso juventino, innamorato di Lucca e della Versilia, è andato, va e andrà al di là di ogni trasferta geografica o creditizia. A noi piace rammentare Silvano Piacentini per quel suo modo di porsi mai al di sopra dell'interlocutore, mai al di sotto delle sue responsabilità anche quando, come quella volta nella lezione agli aspiranti giornalisti del corso indetto dalla Gazzetta di Lucca, fu bersagliato da ogni tipo di domanda sulla crisi che la sua banca, Carismi, stava attraversando nell'impietoso e implacabile vortice dell'economia del pesce grande che mangia inequivocabilmente il pesce piccolo. 

Piacentini è stato a Lucca negli anni in cui, in fondo, ancora si poteva pensare che esistesse, da qualche parte all'interno della cerchia muraria, un centro nevralgico di carattere istituzional-creditizio in grado di tutelare e promuovere interessi e iniziative marcatamente lucchesi. C'era, sì, ma non era quello in piazza San Giusto, bensì la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che era diventata - ed è - il baluardo della Lucchesità grazie ad un carrarino ormai andato in pensione e sul quale in troppi hanno già steso il velo del dimenticatoio senza aver mai ammesso né riconosciuto che senza di lui Lucca, città e periferia, scuole e istituzioni di varia natura, sarebbero, ad oggi, tutte quante con le pezze al sedere.

Noi salutiamo con simpatia l'avvento di questo nuovo colosso dell'economia bancaria multinazionale made in France e denominato Crédit Agricole. Ma ancora di più salutiamo con amicizia e anche un po' di nemmeno tanta nascosta malinconia Silvano Alberto Piacentini, convinti di riabbracciarlo, quanto prima, al timone di una nuova impresa. Se gli anni sono emozioni e i sentimenti tracce indelebili che segnano l'animo umano, averne da ricordare o anche soltanto da trascrivere, rappresenta un privilegio al quale non siamo mai stati capaci di sottrarsi. Del resto, chi dimentica, chiunque esso sia, non merita di ricordare.


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