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Ce n'è anche per Cecco a cena

Il 4 marzo come il 4 dicembre, il messaggio è sempre lo stesso: "Tutti a casa"

domenica, 11 marzo 2018, 00:03

di aldo grandi

Mentre i giornalisti leccaculo del sistema PUD (Pensiero Unico Dominante) cercano di stravolgere e di annacquare una sconfitta elettorale semplicemente epocale, gli elettori montano, giorno dopo giorno, un sentimento ambivalente: dalla rassegnazione di chi vede, per l'ennesima volta, ignorare il proprio messaggio di voto, alla rabbia derivante da questa consapevolezza. Prendete, ad esempio, un Matteo Renzi, il cui attaccamento al potere e alla poltrona è qualcosa di spaventosamente reale che lo rende capace di trasformare una ineccepibile batosta in una potenziale occasione di rinascita. Il messaggio uscito dalle urne il 4 marzo 2018 è lo stesso del 4 dicembre 2016: gli italiani vogliono che questo governo usurpatore a firma Pd sponsorizzato dalla finanza mondiale e elogiato dagli organismi sovranazionali, se ne vada. A qualunque costo. Il voto contro Renzi e la Sinistra è palese e la questione dell'identità nazionale calpestata, della sovranità ceduta, dell'accoglienza indiscriminata sono lì a dimostrare che la maggioranza silenziosa, quella più operosa e che contribuisce a mandare avanti la locomotiva Italia, vuole cambiare pagina. Anzi, vuole cambiare libro. Ma è altrettanto evidente che i poteri forti, gli intellettuali della sinistra radical choc, i privilegiati della casta politica, i parassiti del sistema e tutti coloro che bivaccano a spese della maggioranza silenziosa, fanno e faranno di tutto per far fallire ogni progetto di mutazione rivoluzionaria. Il discorso, gente, è e sarà sempre lo stesso: i soldi. L'Italia ha, ormai, perso da un pezzo la propria sovranità, ceduta agli organismi monetari internazionali di un mondo globalizzato dove le aspirazioni nazionali di ogni singolo paese e di ogni singola comunità sono destinate a perire.

La minaccia dei mercati all'orizzonte, di un futuro alla greca, verrà sbandierata senza se e senza ma nei prossimi giorni al fine di mettere in guardia l'italiano medio da eventuali colpi di testa. La Sinistra, nata come reazione al capitale industriale prima, finanziario poi, invece è divenuta il più osservante e ligio dei guardiani. Si sentono elogi quotidiani dell'Europa, della necessità, addirittura, di procedere alla costituzione degli Stati Uniti d'Europa, una delle più grosse puttanate mai sentite che servirebbe soltanto sotto il profilo economico e non avrebbe alcun responso né legittimazione dal punto di vista identitario e antropologico.

Purtroppo il nostro presunto benessere viene costantemente tirato in ballo ogniqualvolta appare concreto il rischio di un cambiamento al vertice. C'è la tendenza a instillare la paura del nuovo senza nemmeno avere il coraggio di provare a spiegare che il vecchio ci sta conducendo alla fine di ogni identità e differenza in nome e per conto di un egualitarismo d'accatto che mira a azzerare ogni diversità per poter meglio gestire la massa dei consumatori.

Queste elezioni sono state la protesta degli italiani contro il potere costituito, una protesta che si manifesta ad ogni tornata elettorale, ma che in quest'ultima fase ha avuto come propulsore la consapevolezza di una progressiva invasione mirante ad una sostituzione etnica annunciata e foraggiata in nome e per conto delle grosse multinazionali del PUD, economiche e spirituali, compresa la Chiesa.

Il voto degli italiani è stato, nella stragrande maggioranza, un voto di pancia. E sappiamo benissimo che la pancia, il più delle volte, manifesta ciò che proviene dall'intimo e chiede di essere assecondato, ciò che pretende attenzione viscerale a dispetto dei costanti e assurdi tentativi di razionalizzazione posti in essere dalla nostra psiche. 

Coloro che, nel corso dei decenni, hanno detenuto il potere, mai sono stati disposti a cederlo al popolo, nemmeno nelle ore più buie quando il popolo stesso, per colpa propria e dolo dei suoi governanti, ha pagato il prezzo più alto per essere stato abbandonato e circuito. Oggi il popolo, attraverso il voto, ha chiaramente fatto intendere di voler mutare registro, ma ai posti di potere sono stati infilati, da tempo immemore, i guardiani sciocchi, ma pericolosi del sistema dominante per cui è, sostanzialmente, impossibile strappare loro di mano le leve del comando. Che cosa accadrà, quindi? Che con la scusa di una potenziale e pericolosa instabilità, verrà nuovamente formato un governo in grado di obbedire ai diktat degli organismi sovranazionali con il risultato che ancora una volta la pancia del popolo sarà non soltanto disattesa, ma rovesciata.

E la maggioranza silenziosa, purtroppo, sarà costretta ad essere schiava di una minoranza rissosa da un lato che sfila per le strade e di un'altra minoranza tecnica che si occuperà di annientare la volontà popolare.


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