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Ce n'è anche per Cecco a cena

A Massarosa il Pd si lecca le ferite

lunedì, 3 giugno 2019, 16:48

di aldo grandi

Pare che questa sera, a Massarosa, ci sia un'assemblea del Pd per affrontare ed individuare le ragioni di una sconfitta elettorale che ha condotto ad essere sindaco Alberto Coluccini da Pian di Mommio. Che cosa, in realtà, ci sia e ci sarà da dire in questo incontro non è dato saperlo, ma quello che più ci sconvolge anziché preoccuparci, è che per capire le ragioni di una sconfitta ci sia anche bisogno di indire un'assemblea tra l'altro, a quanto pare, senza nemmeno aver fissato in precedenza, un ordine del giorno. Una mano, in proposito, proveremo a darla anche noi, che con il Pd, per fortuna, non abbiamo mai avuto niente a che spartire e che anche con gli avversari, è risaputo, non siamo mai stati pappa e ciccia. Abbiamo visto che in altre località, in provincia di Lucca e di Pistoia ad esempio, a fronte di elevate percentuali per la Lega alle Europee, alle amministrative la sinistra è riuscita a mantenere il potere. A Massarosa, invece, è successo diversamente e la giunta guidata da Franco Mungai per dieci anni, ha preso un sonoro schiaffo. Vero che Mungai non poteva ricandidarsi, vero anche che il candidato del Pd, Francesco Mauro, non era particolarmente quotato, ma riuscire a perdere il municipio è stato, davvero, un atto di autolesionismo. Non si capisce, infatti, per quale ragione non ci sia stata continuità nel formulare il candidato Pd anche se Mungai aveva finito i mandati. Altrove, proprio la ricandidatura del sindaco uscente ha permesso al Pd di mantenere numerosi comuni. A Massarosa sarebbe stato sufficiente affidare le sorti del centrosinistra nelle mani di Damasco Rosi, già vicensindaco con Mungai nell'ultimo mandato e presente in giunta da ben dieci anni. Per di più, uomo non di rigida osservanza politica, ma, dicono, anche apprezzato fuori dall'orbita della sinistra. 

Una volta scrutinate le schede elettorali, ecco, inoltre, la conferma: Rosi ha conquistato 487 preferenze mentre cinque anni fa, nel 2014, quando vinse il centrosinistra, ne ricevette 581. Il Pd, al contrario, una settimana fa si è visto dimezzare i voti, da oltre quattromila a poco più di 2 mila. Una catastrofe annunciata che sarebbe, forse, stata evitabile se all'interno del partito democratico avesse soffiato vento di rinnovamento piuttosto che di conservazione. E' andata come è andata, con il centrosinistra a leccarsi le ferite nella convinzione, nostra, che non riusciranno, le ferite, a rimarginarsi per lungo tempo. Quanto a noi, speravamo in un'alternanza e così è stato. Vedremo adesso cosa saranno capaci di fare i Nuovi Venuti e se riusciranno a preservare l'identità collettiva di Massarosa senza farla diventare luogo di invasione incontrollata e incontrollabile. Auguriamoci anche un aumento di sicurezza pubblica, giacché in quanto a microcriminalità, ben poco è stato fatto in passato.


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