prenota

prenota_spazio
prenota_spazio

Anno 6°

venerdì, 23 agosto 2019 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

prenota

prenota

Ce n'è anche per Cecco a cena

Dimissioni in fondazione, ma che meravigliosa figura di merda

martedì, 16 luglio 2019, 21:48

di aldo grandi

Noi non sappiamo se nel linguaggio del Pensiero Unico Dominante la parola merda è bandita alla pari di tante altre per cui, alla fine, rischieremo anche questa volta l'esposto o la denuncia. Nel linguaggio della gente comune, quella generalmente accusata di essere sovranista, populista, razzista e, inevitabilmente, fascista, la parola merda rappresenta un sostantivo e a volte anche un aggettivo con un significato indiscutibilmente manifesto a tutti. Fare, quindi, una figura di merda, vuol dire, alle nostre latitudini, essere incapaci di saper gestire qualcosa e finire inevitabilmente per far scoppiare un gran casino. E' quello che, in sostanza, è accaduto a coloro che hanno gestito - e sono diversi i cui nomi, tuttavia, evitiamo accuratamente di fare per non incorrere nell'ennesima querela per diffamazione - la vicenda delle dimissioni annunciate e, poi, ritirate del maestro Alberto Veronesi presidente della Fondazione Puccini. Non solo, peraltro, le dimissioni erano già state decise, ma, addirittura, il consiglio di amministrazione aveva anche già individuato il nuovo ruolo per Veronesi, quello del direttore musicale del Festival Pucciniano. Quanto ai motivi, no problem, tutto già previsto: troppo impegno personale e, quindi, necessità di ridurre la partecipazione alle attività della fondazione oltre a una nuova ristrutturazione delle fondazioni disposta dall'amministrazione comunale di Viareggio. Il diavolo, si sa, fa le pentole, ma, puntualmente, si dimentica di fare anche i coperchi.

Il consigliere ex Forza Italia e, adesso, della Lega Alessandro Santini, si è gettato a capofitto sulle anomalìe di questa storia e ha anche formulato una interrogazione urgente al sindaco che, tuttavia, non l'ha cagata nemmeno di striscio. Non solo. Giorgino Del Ghingaro da Capannori, furbo e scaltro quant'altri mai, oltre a non commentare la notizia diffusa a livello nazionale delle dimissioni di Veronesi, ha anche postato sul suo profilo facebook una sua foto di qualche tempo fa con il suo pupillo dalla capigliatura fluente quasi come a dire: beoti voi che avete creduto alle dimissioni del mio maestro preferito. Ma qui, caro Giorgione, nessuno è beota, casomai beato e in ogni caso tutt'altro che imbecille. 

A noi - altra querela per apologia di fascismo - frega poco o nulla delle dimissioni di Alberto Veronesi. Sono problemi suoi e di chi, eventualmente, prima lo ha dimesso, poi, ripensandoci come i cornuti, lo ha recuperato. A noi - arieccoci - interessa di più sapere, essendo giornalisti, chi ha bloccato la notizia domenica mattina quando era già stata diffusa gettando una colata di vergogna e di cemento sull'informazione pubblica e sul diritto delle persone comuni di avere una informazione pluralista e oggettiva. Viviamo in una provincia dove ci sono facce come il culo che si sciacquano la bocca declamando i principi della democrazia ivi compreso, in primis, quello della libertà di stampa. Nella realtà dei fatti questa libertà non solo non esiste, ma è, addirittura, mistificata da chi crede di potersi permettere tutto e il contrario di tutto. Non è il momento, adesso, di fare nomi e cognomi perché, se li facessimo, ci beccheremmo la solita querela alla quale, però, sapremmo benissimo come e cosa rispondere. Preferiamo attendere il momento giusto per sputtanare il sistema di gestione del potere e dell'informazione che esiste in questo momento in una vasta area della nostra provincia.

Non esitiamo a dire, senza timore di essere smentiti, che tra coloro che si ritengono degni di indossare le vesti di questo mestiere, quello del giornalista, al di là e oltre alle Gazzette ce ne sono ben pochi e non perché noi siamo meglio degli altri, ma per il semplice motivo che noi siamo editori e direttori di noi stessi e non dobbiamo rendere conto né leccare il culo ai potenti di turno, siano essi esponenti politici siano essi imprenditori o persone con il portafoglio enormemente gonfio.

Noi sappiamo esattamente che cosa è accaduto, ma non sappiamo perché, ossia per quale ragione tutto sembrava già stato deciso e, invece, tutto è stato rimesso in discussione. Giorgino e il suo staff della comunicazione si guardano bene dal dire anche solo una parola, nonostante il capannorotto sia uno che, sul proprio profilo facebook, spesso si attarda in chilometrici sfoghi o considerazioni.

A noi - terza volta, scatta la querela per forza - sovranisti, populisti e, in fondo, gente di buonsenso, sembra che sia stata, comunque, fatta una meravigliosa, robusta, clinicamente sana figura di merda.


Questo articolo è stato letto volte.


prenota_spazio


Avvocato Francesconi


prenota_spazio


auditerigi


Altri articoli in Ce n'è anche per Cecco a cena


venerdì, 23 agosto 2019, 21:47

Querele, denunce, processi, procedimenti disciplinari, censure, sospensioni ma, alla fine, le Gazzette sono ancora lì, più forti che mai

Da quando questo folle scribacchino di provincia ha aperto, una per una, le Gazzette, non sono mancati - tutt'altro - le querele, le denunce, i processi, i procedimenti disciplinari al (dis)ordine dei giornalisti, gli avvertimenti, le censure, financo le sospensioni, addirittura, per tre mesi.


giovedì, 8 agosto 2019, 21:17

Giornali stampati su carta da cesso: ultima trovata per frenare la perdita di copie

Pare che giri sul web o da qualche altra parte la notizia, clamorosa se vera, che alcuni Maestri della libertà di stampa e dell'ambientalismo estremo avrebbero trovato la soluzione al male che affligge, da anni, gli editori ossia l'emorragia inarrestabile di copie perdute.


Prenota questo spazio!


martedì, 6 agosto 2019, 18:31

Peppone è Tambellini, ma monsignor Giulietti non è più don Camillo

Quando non ci sarà più posto all'inferno i morti torneranno sulla terra. Recitava, così, a metà anni Settanta, il lancio promozionale del film diretto da Cesar Romero, Zombie. Alcuni giorni fa, in occasione delle celebrazioni in onore di don Aldo Mei trucidato dai fascisti 75 anni fa - non l'altro...


venerdì, 2 agosto 2019, 23:46

Corse, blitz sur la plage: une provocation francaise. Anche i corsi a volte, nel loro piccolo, si incazzano

Dopo alcuni giorni trascorsi su l'Ile de beauté a prenderci un po' di sole, eccoci di ritorno per tenervi compagnia fino alla fine del mese di agosto. Ebbene sì, cari amici miei, staremo insieme, più incazzati che mai, anche durante questo mese nel corso del quale, generalmente, la gente preferisce...


sabato, 27 luglio 2019, 20:14

Carabiniere ammazzato, ma quali lavori forzati?, pena di morte e via...

Nemmeno il tempo di prenderci due giorni di riposo per celebrare il compleanno ed ecco che il colonnino del Cecco a cena rivendica i propri diritti. E la realtà, va detto, non ci pensa granché a fornire spunti per i nostri commenti. A Roma un carabiniere è stato ammazzato.


martedì, 23 luglio 2019, 13:31

Matteo Renzi al Ciocco per formare la nuova classe digerente

Incredibile, ma vero. Al Ciocco, regno più o meno incontrastato del feudatario targato Pd Andrea Marcucci, dal 21 al 24 agosto sarà di scena, nelle vesti di insegnante di politica e democrazia, nientepopodimeno che Matteo Renzi.


Ricerca nel sito


Prenota questo spazio!


prenota_spazio


Prenota questo spazio!


Prenota questo spazio!


Prenota questo spazio!


Prenota questo spazio!


Prenota questo spazio!


Prenota questo spazio!