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Corse, blitz sur la plage: une provocation francaise. Anche i corsi a volte, nel loro piccolo, si incazzano

venerdì, 2 agosto 2019, 23:46

di aldo grandi

Dopo alcuni giorni trascorsi su l'Ile de beauté a prenderci un po' di sole, eccoci di ritorno per tenervi compagnia fino alla fine del mese di agosto. Ebbene sì, cari amici miei, staremo insieme, più incazzati che mai, anche durante questo mese nel corso del quale, generalmente, la gente preferisce non pensare. Eravamo, dicevamo, in Corsica fino a questa mattina e alle 9, proprio mentre stavamo percorrendo la strada che conduce a Bastia per l'imbarco, all'altezza della spiaggia di Favone ecco che restiamo basiti: uno spiegamento di forze della gendarmerie che lasciava pensare a una sorta di blitz antiterrorismo o antidroga. Decine di agenti con tanto di giubbotti antiproiettile, decine di veicoli che tenevano presidiata la zona e la strada, traffico bloccato e tutti sulla spiaggia. Ci siamo fermati a fare colazione e, spinti dalla solita curiosità che è valida a tutte le latitudini, abbiamo attraversato la route e siamo andati a vedere cosa stava accadendo. Nemmeno il tempo di scattare alcune foto agli agenti che portavano via decine di lettini - o transat come dicono in francese - sistemati su due file in spiaggia ed ecco il solito poliziotto armato di Nikon che ci ha ripreso più volte. Andiamo verso di lui e senza tanti complimenti lo ringraziamo per gli scatti, è gentile, minimizza l'accaduto, dice che è solo roba amministrativa, ci chiede di che testata giornalistica siamo e quando gli diciamo che siamo italiani non dice nulla, ci lascia fare tranquilli. Peccato che a Roma tranquillo fece una brutta fine. Decidiamo di fare un bel reportage e, così, cominciamo a raccogliere informazioni.

Avevamo già sentito parlare che quest'anno i rapporti tra operatori del settore balneare corsi e autorità prefettizia francese non fossero il massimo della collaborazione, ma non credevamo fossero a questo punto. Questa mattina il prefetto di Bastia ha dato disposizione affinché la gendarmerie piombasse sulla spiaggia di Favone, una delle più belle del sud della Corse, e sequestrasse tutti i lettini di due resort che, oltre al ristorante direttamente sur la plage, noleggiano anche ombrelloni con le coperture di paglia e relativi lettini. Per questo sono detti paillotes. I proprietari dei resort sono quasi tutti corsi e, comunque, in Corsica risiedono da decenni, alcuni hanno concessioni e autorizzazioni vecchie di un secolo. 

Quest'anno da Parigi hanno deciso che i resort non possono più avere ombrelloni e lettini sulla spiaggia e che l'arenile deve essere lasciato libero. Spiagge libere, quindi, ovunque, e niente pieds dans l'eau. Risultato, niente guadagni e stagione che rischia di andare a quel paese. Gli agenti sono scortati da un funzionario che non vuole sentire ragioni: arriva un camion dentro al quale vengono caricati tutti i lettini nessuno escluso. Inutili le proteste e i tentativi di spiegazioni dei corsi i quali non esitano a sparare a zero sui francesi che vogliono, così, punire il governo attualmente al potere in Corsica ossia i nazionalisti, tutti molto vicini a Marie Le Pen piuttosto che a Macron.

Per noi appare evidente la provocazione. Devastante. Se una cosa del genere fosse accaduta in Italia, magari in Versilia, sarebbe crollato il governo e il ministro dell'Interno sarebbe stato fucilato seduta stante. Alla faccia di ogni Bolkestein. In Corsica no, in Corsica può accadere che uno spiegamento di forze degno di ben altra mèta arrivi e costringa un operatore commerciale a vedersi portare via tutto, senza nemmeno un preavviso, nemmeno si trattasse del peggior delinquente.

E' il terzo episodio, a quanto sembra, che accade nel sud della Corsica e sembra che siano diversi i balneari decisi a non cedere alle minacce e alle assurde decisioni del governo centrale. Di sicuro i corsi non amano essere umiliati e quella cui abbiamo assistito questa mattina è stata qualcosa di più di una umiliazione. Ai tempi di von Clausewitz si era soliti sostenere che a un ultimatum si risponde sempre con una dichiarazione di guerra. Se non è questo il caso, ci siamo vicini e il popolo corso non è abituato a fare sconti a chicchessia tantomeno agli arroganti nipotini di Macron.

A proposito, in Corsica sbarchi non ce ne sono se non quelli dei traghetti provenienti dal continente e trasportanti turisti in cerca di mare e sole. Immigrati? Pochi e quei pochi rispettosi. In giro niente mendicanti e questuanti davanti a bar e pasticcerie. Altro che Lucca... Tambellini ha ridotto la nostra città ad un cesso, venga da queste parti per vedere cosa significano il senso di appartenenza e l'orgoglio di sentirsi un popolo. Altro che zingari, clandestini e accattoni. 

Nella foto: la spiaggia di Favone

 


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