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Ce n'è anche per Cecco a cena

(S)forza Italia

domenica, 1 settembre 2019, 09:48

di aldo grandi

No signori, non ci troviamo sulla tazza del cesso, bensì nell'agone politico italiano dove ognuno, e se ne percepiscono i risultati, apre bocca e dà fiato. Fino a qualche giorno fa, quando mister Salvini, travolto da un insolito destino nell'azzurro mare di agosto, ha pensato bene di mandare a puttane potere e Governo, i sopravvissuti di (S)forza Italia avevano la consapevolezza di trovarsi, inevitabilmente, sul viale del tramonto. La gente, quella che vota di pancia e ragiona col buonsenso, di Silvio Berlusconi ne ha pieni i coglioni. Ha avuto l'Italia in mano per venti anni e a parte qualche trombata di troppo non lo si ricorda per aver fatto qualcosa di buono per il paese. Viene da ridere a pensare che in questo stivale sfasciato ci sia ancora chi parteggia per un partito che appartiene ad uno dei periodi più esaltanti e, allo stesso tempo, deludenti della recente storia politica. Leggiamo alcune dichiarazioni di Massimo Mallegni, senatore della mummia, colui che, a chi gli diceva di essere già pronto per salpare sul treno per Roma rispondeva che non era vero e che, adesso, dalla capitale elogia il Silvio per la sua ipotetica lungimiranza e saggezza quando, a noi, sembra che non abbia, ormai, né l'una né l'altra. Quanto a Mallegni, se tenesse la bocca chiusa farebbe meglio, ma si sa che a certe latitudini si fa fatica a non essere colti da deliri di presunta onnipotenza. Quando Mallegni ci stava simpatico, ossia qualche evo fa, riusciva a tenere lontani i clandestini da Pietrasanta, poi, però, ha ritenuto che si potesse governare Pietrasanta anche stando a 400 chilometri di distanza ed allora ecco la fine.

Mallegni è uno abituato a comandare e a non sopportare chi ne mette in dubbio le proprie opinioni. Sdraiato a prendere il sole sulla linea europeista di Berlusconi che altro non è se non la linea di chi con la vita ha fatto quel che gli pare e che dalla vita ha ricevuto, sicuramente, molto più di quello che ha dato, in termini finanziari, pensa di interpretare i bisogni degli italiani annunciando di nuovo il Verbo del Berlusca. Lasci perdere che è meglio, la gente che si spacca il fondoschiena dalla mattina alla sera, quella che campa con poco più di mille euro al mese, non sa cosa farsene di chi pontifica dall'alto dei propri conti correnti o delle proprietà immobiliari sparse ovunque nel mondo. Le persone normali vogliono essere rappresentate da persone normali, non da chi ha contribuito a rovinare ancora di più l'Italia. 

Per votare S(forza) Italia bisogna avere molta fantasia e immaginare di trovarsi sulla tazza del Wc. Gli italiani sono stanchi di parole, di annunci, di europeismo, di immigrazione e ha bisogno di ritrovare se stessa, come in una sorta di seduta psicoanalitica che tende a restituirle fiducia, quella fiducia che qualcuno ha minato scendendola a cani e porci. Berlusconi farebbe bene a ritirarsi in uno di quegli ospizi per vecchi dorati dove tutto si fa fuorché arrecare danni al prossimo. E invece ce lo troviamo ancora a sparare le sue considerazioni che in venti anni di Governo non produssero alcunché. patetico, quindi, leggere il tentativo di esaltazione del Mallegni che, forse, si dimentica di essere stato pappa e ciccia con Del Ghingaro e Tagliasacchi, anime tutt'altro che pie, almeno fino a quando la Chiesa era tale, e iscritti ambedue al partito democratico con cui (S)forza Italia andrebbe volentieri a braccetto.

Berlusconi e Mallegni si schierano contro il sovranismo per il semplice motivo che un miliardario non può che essere legato a filo doppio con il mondialismo e gli organismi sovranazionali economici ancor prima che politici. Ma come si fa a votare il cervello all'ammasso solo per senso di appartenenza? Fa bene la Lega a respingere ogni alleanza con Berlusconi pena perdere consensi a iosa. Gli italiani non sanno cosa farsene di Berlusconi. 


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