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Giorgio Del Ghingaro, un grande architetto messicano tra Italie morte e Italie Vive, Pd morti e Pd a malapena ancora vivi

sabato, 18 gennaio 2020, 14:25

di aldo grandi

Ancora lui l'ago della bilancia o, nelle sue intenzioni e nei suoi auguri, la bilancia vera e propria. Una bilancia, quella del sindaco di Viareggio, è bene dirlo, che di un ago non ha mai avuto ne avrà mai bisogno visto che basta tutto il resto ossia la bilancia stessa in cui l'unico ago è e sarà sempre e solamente lui: Giorgino Del Ghingaro. Questa mattina ha annunciato, ma noi lo avevamo già detto una settimana fa, che tenterà il bis a primavera. Lo ha fatto al Gamc di piazza Mazzini, di fronte ai suoi yesmen della maggioranza i quali gli hanno nuovamente girato fedeltà eterna. L'unica che non gliel'aveva mai giurata, ma che con lui ha 'convissuto' per diverso tempo, Rossella Martina, fondatrice del primo comitato di Italia Viva a Viareggio, ha detto e ribadito a chi scrive, proprio poco fa, che lei, piuttosto di appoggiare Del Ghingaro si ritira e dà vita a una nuova formazione civica. Sì, perché a Viareggio, adesso, di Italie Vive ce ne sono due, ossia due comitati che fanno riferimento entrambi al partito di Puffo Renzi, quello che aveva giurato di ritirarsi dalla politica se avesse perso il referendum e che, trombato sonoramente, ha continuato ad andare avanti smentendosi clamorosamente. Ma si sa, meglio comandare che fottere anche se spesso le due cose finiscono per combaciare. Quindi, adesso a Viareggio c'è un secondo comitato di Italia Viva fondato da David Zappelli il quale, a dire la verità, si è subito distinto da quello di Rossella Martina per aver incontrato Giorgio Del Ghingaro e avergli promesso e garantito il proprio appoggio. Dice, il Giorgino, che il comitato di Italia Viva firmato dalla Rossella ha perso tutti i pezzi confluiti nell'altro, mentre la Rossella sostiene di aver perso solo tre pezzi su 22 iscritti. Mah... a parte tutto ci sembra ovvio che la Martina, nostra amica e bella persona, stia per incappare in una trappola tesagli dai renziani con i quali, noi, piuttosto che far flanella ci ritireremmo su un'isola infestata da rettili e coccodrilli. Infatti, pare che Rossella Martina abbia ripetutamente sollecitato l'intervento di Italia Viva, quella regionale che fa o dovrebbe fare capo a don Matteo, al fine di sapere chi, effettivamente, rappresenta la formazione politica in Versilia. Ma non ha  ricevuto alcuna risposta segno che Zappelli e Del Ghingaro stanno tessendo la loro tela alle spalle della Martina.

Grande architetto messicano dicevamo per quel Giorgino, o Giorgione, capace di tessere incredibili tele ricche di colori e di forme proprio come gli architetti del continente americano. 

Prendiamo, adesso il caso del Pd o partito democratico o anche partito della Ztl. Un partito che fa schifo e fa acqua da tutte le parti, ridottosi, ormai, a fare da garante a tutte le minoranze possibili e immaginabili, sessuali e non, che pur di vedersi protette si affiderebbero anche all'ultimo dei padroncini. Bene, tutti, noi compresi, sappiamo che i rapporti tra il Pd versiliese e Giorgio Del Ghingaro non sono mai stati idilliaci, che il sindaco di Viareggio andava più d'accordo con Massimo Mallegni, sindaco di Pietrasanta e di Forza Italia, che con i suoi colleghi delle giunte di sinistra della Versilia. E, infatti, pochi giorni fa, il Pd di Viareggio ha scelto come candidato a sindaco Sandro Bonaceto. Quest'ultimo, inoltre, è stato scelto come candidato da Italia Viva di Rossella Martina mentre l'altro comitato di Zappelli ha scelto Del Ghingaro. 

Ebbene, la Martina si è fidata del Pd viareggino, ma ha commesso un errore. Oggi, ad esempio, Simone Bonafè, segretario regionale del Pd, sarà a Viareggio per cercare un compromesso e imporre Del Ghingaro ai riottosi esponenti del partito di Viareggio. E visto anche l'appoggio che ha dai vertici e da Marcucci che vuole, assolutamente, Del Ghingaro sindaco un'altra volta poiché ritenuto unico candidato in grado di sconfiggere la destra di Baldini e Santini, c'è da scommettere che tutti si riappattumeranno alla faccia, si fa per dire, di Rossella. Giorgino è il primo convinto di questa soluzione.  E raramente sbaglia da quel politico paraculo (intendesi per furbo e scaltro ndr) che è.

Quindi, ecco come andrà a finire: Del Ghingaro candidato di tutta la sinistra perché così vogliono i vertici regionali che non ci pensano neppure ad arrivare alle regionali divisi, renziani capitanati da Marcucci che appoggeranno Zappelli che a sua volta appoggerà Giorgino e la Martina, poverina, che si è fidata ancora una volta della politica, che resterà a becco asciutto e si ritirerà nella sua Viareggio che non è tornata bellissima, ma un po' meglio di com'era prima, ma poco, è diventata.

Giorgio Del Ghingaro, quindi, come unico argine per fermare l'avanzata del fascismo - poveri dementi - che vedono strumentalmente per poter trovare sempre un nemico inesistente. Noi, ovviamente, non abbiamo dubbi. Si vota a destra. Punto e basta. Questa sinistra fa veramente schifo. A che cosa, come si dice a Roma, potete facilmente immaginarlo.

 

 


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tuscania


Avvocato Francesconi


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