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Ce n'è anche per Cecco a cena

Pd commissariato, Simona ci fai specie

martedì, 26 maggio 2020, 21:20

di aldo grandi

E' passata, stranamente, sotto silenzio la vicenda che ha visto protagonisti il segretario regionale toscano del partito democratico Simona Bonafè - fino a qualche tempo fa e forse, chissà, ancora oggi, renziana di ferro - e la sezione viareggina del partito stesso, commissariata perché non si è voluta piegare agli ordini e alle imposizioni sulla scelta del candidato a sindaco di Viareggio alle prossime amministrative di autunno. Da un lato questi signori verniciati di rosso che hanno le chiappe poggiate sulle poltrone dei vari palazzi del potere nazionale ed europeo, che si sciacquano la bocca con la parola democrazia, con il termine costituzione solo quando si tratta di gridare al fascismo risorgente - ma solo nelle loro testoline povere di buonsenso - ma che, poi, quando si tratta di dimostrare la propria democraticità e il proprio liberalismo, svaniscono. Dall'altro quelli che, i militanti tanto per intendersi, quelli che ci credono davvero, i quali, appena osano alzare un po' la c resta ecco che vengono sistematicamente bastonati. Ora, a Viareggio sappiamo tutti che Giorgino Del Ghingaro sta sulle scatole a tutto il Pd, al quotidiano che ne rappresenta e promuove le idee e le ipotesi di lavoro, al punto che è stato scelto di appoggiare un candidato, Sandro Bonaceto, con scarsissime possibilità di vittoria, ma capace, tuttavia, di mettere a rischio la vittoria del centrosinistra  e, soprattutto, di re Giorgio. Anche il primo comitato di Italia Viva a Viareggio, fondato da Rossella Martina, notoriamente oppositrice dell'attuale sindaco, aveva proposto Bonaceto trovando un accordo col Pd locale.

Anche in questo caso, però, il partito di Renzi ha preferito silurare la Martina e preferirgli un altro comitato che, infatti, ha scelto subito di appoggiare Giorgio Del Ghingaro. Congetture? Non crediamo. Guarda caso Renzi è pappa e ciccia con Andrea Marcucci, quest'ultimo e la sorella sono pappa e, probabilmente, anche ciccia con Del Ghingaro e lo stesso Marcucci è un pezzo da novanta nel partito a livello nazionale essendo capogruppo al Senato. Quindi, perché non pensare che anche Simona Bonafè abbia agito per fare fuori Bonaceto, il Pd viareggino e imporre un commissario che, siamo certi, porterà il Pd a sostenere la candidatura di Giorgio Del Ghingaro?

Noi che, fortunatamente, non abbiamo mai militato in alcun partito politico - dio ce ne scampi e liberi - se non negli anni della nostra beata incoscienza quando, in nome di Mazzini e dei suoi ideali, ci avvicinammo, ma per poco, ai giovani del Pri, non ci fidiamo di nessuno, destra o sinistra non fa differenza, perché quando ci sono in ballo il potere e i soldi, tutti, incredibilmente, diventano uguali gli uni agli altri mettendo in mostra il peggio di sé. 

Fatta questa premessa e aggiunto anche noi stimiamo Giorgio Del Ghingaro perché uomo concreto di poche seghe, che lo abbiamo sempre difeso contro gli ex comunisti rimasti tali alle latitudini viareggine, ciò non toglie che crediamo sia ingiusto quello che è accaduto. Innanzitutto perché Del Ghingaro non ha bisogno di porcate del genere per provare a diventare sindaco per la seconda volta. In secondo luogo perché la libertà ci sta troppo a cuore per non volerla vedere rispettata anche laddove, nel Pd, non è mai esistita e non esisterà mai. Il centralismo democratico con cui veniva chiamata la dittatura nel Pci è sempre la stessa e i panni sporchi sono abituati a lavarseli in famiglia. 

A Viareggio, però, hanno sbagliato, hanno messo a tacere nel modo più viscido possibile una voce diversa che rispecchiava, probabilmente, le vedute e le posizioni di molti abitanti. 

A noi la Simona Bonafè non è che non ci sia mai piaciuta. A malapena sappiamo che esiste, ma la cosa ci lascia completamente indifferenti. Nel momento in cui, però, il suo partito, a livello regionale, tappa la bocca a chi la pensa in maniera libera e diversa, allora anche lei ci appare, irrimediabilmente, per quello che è. Quindi, noi stiamo, in questa vicenda, dalla parte dei Poletti, dei Bonaceto e di tutto il Pd viareggino: si tratta, tuttavia, di vedere, se i piddini della ex perla della Versilia avranno gli attributi per opporsi alla dittatura dei radical chic-choc nipotini più o meno alla vicina, o alla lontana, del peggior uomo politico che la storia italiana degli ultimi 15 anni ricordi (prima c'era stato Berlusconi).


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