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Ce n'è anche per Cecco a cena

A tutto c'è un limite, anche a rompere i c......i: Giorgino lasci l'albero dov'è, ma la smetta di flirtare coi social

sabato, 21 novembre 2020, 19:45

di aldo grandi

Un caro amico che, in passato, è stato nostro fiero e implacabile avversario, l'avvocato Carlo Cacciapuoti, ci ha definito giornalisticamente incontinenti ossia, a suo avviso, molto bravi e intelligenti, ma troppo facili ad un linguaggio e a parole esageratamente colorite. Non ha tutti i torti l'esimio legale, ma, conoscendoci, sa anche che dipende dalla passione che mettiamo in quello che scriviamo. Ora, pensando a quello che è avvenuto per l'installazione dell'albero di Natale a Viareggio in piazza Mazzini, crediamo che di incontinenti, oltre a chi scrive, ce ne siano molti altri e, perdonateci l'ardire e la presunzione, molto meno intelligenti di noi. Il sindaco Giorgio Del Ghingaro, che conosciamo e stimiamo da vent'anni e al quale non abbiamo mai lesinato critiche e, talvolta, anche peggio, ha fatto mettere un albero di Natale in metallo molto luminoso in piazza per ricordare che, nonostante la pandemia e le sue conseguenze devastanti anche a livello economico, Viareggio non vuole rinunciare a vivere.

Saremo spietati. Noi non condividiamo la posizione del sindaco sul Covid-19, così come non condividiamo quella del governo che sta 'uccidendo' il nostro paese a tutti gli effetti. Non ci piace nemmeno che ogni giorno Giorgino ci illumini con il suo video sullo stato attuale della malattia, ma...

Appunto. Come in tutti i casi c'è un ma e c'è anche un limite. Il suo albero, peraltro sponsorizzato e regalato da una azienda privata, ha suscitato qualche protesta ironica e anche qualcosa di più che hanno indispettito il carattere, già di per se stesso abbastanza suscettibile, di re Giorgio II - inteso come mandato - spingendolo, dopo aver letto i commenti sui social, ad annunciare che la settimana prossima lo rimuoverà. 

Ora, nonostante l'ordine professionale ci richiami un giorno sì e l'altro pure al rispetto delle disposizioni in materia di etica professionale, a costo di finire per l'ennesima volta sotto processo, ci sentiamo di rivolgere l'invito ai viareggini che hanno criticato l'albero di Natale a non rompere più i c......i perché non se ne può davvero più, in tempi già tristi e magri come questi, delle loro squallide e pessimistiche impressioni. Se l'albero di Natale non è di loro gusto, bene, che se ne comprino uno che gli piace e se lo addobbino dentro casa. Oltretutto che l'amministrazione comunale ha cercato, risparmiando, di tenere fede alla tradizione, tocca anche sentire queste proteste senza senso. 

Ma la colpa, caro Giorgino, è anche un po' tua che continui a crogiolarti sui social cercando un confronto e una conferma ad ogni piè sospinto, ma, soprattutto, quando ti pare. Dovresti, invece, imparare che chi scrive sui social non è detto che rappresenti la maggioranza esattamente come coloro che ci denunciano all'ordine professionale non è assodato che rispecchino l'opinione di tutti i lettori delle Gazzette. Anzi. E' proprio l'opposto.

Quindi, al posto tuo, noi eviteremmo di perdere tempo a leggere e a commentare quello che viene scritto. Lascia che ognuno abbia le proprie idee e non farti prendere né dalla rabbia né dalla ripicca. Il tuo albero sta bene così dov'è. Non reagire come se ti avessero improvvisamente tolto il gioco da sotto il naso. Sii coerente con la tua scelta. Viareggio ha bisogno del suo Natale e del suo albero e siccome, fino a prova contraria, il sindaco sei tu, decidi tu come e quale albero far erigere. 

 


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