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Centenario del Pci, il Governo concede 600 mila euro in tre anni per i festeggiamenti: uno schifo

mercoledì, 27 gennaio 2021, 09:38

di aldo grandi

Conosciamo da anni Massimo Mallegni, a volte ne condividiamo le posizioni altre, invece, non siamo d'accordo, ma è indubbio che quanto a grinta e carattere ne ha da vendere. Rancoroso e permaloso, con lui è difficile vincere per cui, alla fine, diventa imprescindibile non dover perdere, un po' come con i tedeschi: mai mostrarsi deboli, bensì affrontarlo a viso aperto. Fatta questa doverosa premessa, non possiamo non riconoscergli il merito di essere stato, almeno a queste latitudini, ma crediamo anche altrove, l'unico a dichiarare senza mezzi termini il suo pensiero a proposito del decreto con cui il ministro (sic!) dello Sport Vincenzo Spadafora da Afragola ha assegnato 200 mila euro all'anno per tre anni per celebrare il centenario della nascita del Partito Comunista Italiano avvenuta nel lontanissimo 1921. Mallegni ha così commentato: “In un momento come questo è un’indecenza e una profonda mancanza di rispetto per tutti gli italiani”. Noi andiamo oltre: è, semplicemente, uno schifo. E non soltanto perché siamo in tempi di emergenza Coronavirus con l'economia stroncata e uccisa da una classe digerente incapace e chiusa all'interno dei propri palazzi del potere. Lo sarebbe anche, uno schifo, a cose normali. Ci domandiamo, infatti: per quale motivo lo stato italiano dovrebbe assegnare 600 mila euro per celebrare l'anniversario del Pci? Ci sono ragioni di carattere storico-politico-sociale-economico che giustifichino tale scelta? Allora anche tutti gli altri partiti dell'ex cosiddetto arco costituzionale dovrebbero ricevere analogo contributo a fondo perduto per ricordare la propria nascita.

Seicentomila euro, un miliardo e 200 milioni di lire di quando i tempi erano sicuramente peggiori, ma, purtroppo, migliori rispetto agli attuali e non certamente per colpa del Covid-19. Mangiavano a piene ganasce i politicanti di un tempo, continuano a fare la stessa cosa i nuovi profeti del gol assunti al potere con propositi rigenerativi e diventati, al contrario, cannibali di se stessi e del proprio paese.

Seicentomila euro per celebrare l'anniversario di un partito che non esiste più se non nel nostalgico ricordo di chi, ormai, è più di là che di qua. Per carità, non si può negare la funzione che, almeno in Italia, ha avuto il partito comunista italiano nonostante, è bene ricordarlo, almeno per quasi tutta la sua storia è stata la culla di un centralismo democratico che di democratico aveva poco o niente e molto, ma molto di staliniano e dittatoriale. Ma giudicare la storia e il passato con il senno di poi non è utile e nemmeno giusto. Abbiamo visto tutti come è finito il comunismo dopo aver causato milioni di morti e di infelici che si sono visti costretti a dover vivere in base a scelte ideologiche che hanno preferito la dottrina alla realtà. Basterebbe andare indietro alle purghe staliniane degli anni Trenta, alle repressioni degli anarchici nella guerra di Spagna, alle fosse di Katyn dove vennero trucidati migliaia di ufficiali polacchi, ai campi di prigionia sovietici post bellici, i famigerati gulag, all'Ungheria del 1956 e alla Cecoslovacchia del 1968. E si potrebbe continuare all'infinito. Palmiro Togliatti, il migliore così definito dai suoi, fece una grande resistenza di fronte alla verità sui crimini di Stalin. Qualcuno potrebbe osservare che il partito comunista ha aiutato a combattere il fascismo. Vero, anche se sempre con un occhio alle direttive dell'Unione Sovietica e menomale che nell'immediato dopoguerra - e ne facciamo ammenda anche noi - la Dc e i partiti di centro riuscirono a bloccare l'avvento al potere di quelle che si definivano forze progressiste, ma che di progressista avevano qualcosa e poi basta.

Ma la domanda, fondamentale, è una sola: perché lo Stato italiano dovrebbe pagare per celebrare un partito che, negli anni della storia repubblicana e salvo l'ultimo periodo, è stato molto fedele alle direttive della Terza Internazionale che non agli interessi degli italiani?

Nessun problema a celebrare l'anniversario del partito comunista italiano il cui ruolo nella storia e nella politica italiana è innegabile e non può essere assolutamente messo in discussione. Ma lasciamo fare un bilancio agli storici ed evitiamo di regalare soldi senza senso che serviranno a foraggiare sempre e soltanto i soliti ignoti. Per tutti, ma, siamo pronti a scommetterci, ben noti alla casta.


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