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Ce n'è anche per Cecco a cena

Sulla Gazzetta uno spazio dedicato ai film: si comincia con Vento di primavera, la storia della più grande retata di ebrei in Francia

sabato, 30 gennaio 2021, 13:47

di aldo grandi

I nostri lettori, ormai, conoscono a menadito la prima pagine o homepage del nostro giornale. In alto, a destra, accanto alla notizia principale, esiste da sempre uno spazio riservato ai filmati che il sottoscritto, onestamente, non si è mai curato di gestire in maniera omogenea e organizzata. Così, proprio in occasione della Giornata della memoria, abbiamo deciso di dedicare questo spazio alla riproduzione a quei film, in lingua italiana e integrali, che hanno suscitato in noi particolare curiosità, attenzione e rilevanza sotto il profilo storico, emotivo, sociale. Si parte con una pellicola del 2010, Vento di primavera, dal nome dell'operazione che portò alla più grande retata o. meglio ancora, rastrellamento, di ebrei durante la Francia collaborazionista di Vichy. Una storia devastante che la regista riesce a riprodurre grazie ad una attenta ricerca di fonti autentiche e a una sensibilità straordinaria dovuta, forse, anche al fatto che la famiglia del marito, di origine ebraica, aveva vissuto a Montmartre vicino alla famiglia di Weismann (il bambino protagonista del film). Inoltre, suo padre fu detenuto in uno dei campi di internamento di Francisco Franco.

E' passata da appena due giorni la Giornata della memoria e noi ci domandiamo, a volte, se ci sia bisogno ancora di una giornata particolare per ricordare ciò che tutti dovrebbero avere ben chiaro in mente: lo sterminio di milioni di persone colpevoli solo di essere ebree. E' evidente che l'orrore, inevitabilmente, stava da una parte sola e quella parte ha contribuito alla distruzione dell'Europa e non soltanto. Vedere oggi ciò che accadde oltre 75 anni fa può sembrare superfluo, ma è sufficiente provare a calarsi in quei tempi e in quelle vicende per rendersi conto di come non sia accettabile, al giorno d'oggi, chi nega l'Olocausto o chi non sa e non vuole prendere le distanze da quanto accaduto per mano dei nazi-fascisti. Sì, perché anche il fascismo straccione di Mussolini finì per diventare servo di Hitler e partecipare alla persecuzione degli ebrei italiani. Né più né meno di quanto avvenne, appunto, con la Francia collaborazionista di Vichy e con l'operazione Vento di primavera. Sia in Francia sia in Italia ci sono stati delatori, traditori, spie che hanno contribuito in maniera sostanziosa e sostanziale alla cattura degli ebrei che i tedeschi, poi, provvedevano a deportare nei campi di sterminio.

Quindi, giusto parlare di foibe e lo abbiamo già scritto, ma anche altrettanto giusto sarebbe che a destra si assumessero le responsabilità di quel tempo e a sinistra facessero altrettanto. Solo con una condanna unanime e da ambedue le parti si può sperare in una riappacificazione che non vuol dire cancellare o dimenticare, ma soltanto voltare pagina.

Adesso, però, guardatevi il film che, realmente, merita.


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