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Parigi val bene una messa, ma un concerto non val bene un vaccino

domenica, 4 aprile 2021, 22:43

di aldo grandi

Conosciamo Mimmo D'Alessandro da decenni e gli vogliamo bene. Ci sono stati momenti di screzio come accade anche nelle famiglie del Mulino Bianco, ma non si può non riconoscere - e noi riconosciamo - che se a Lucca commercianti, ristoratori, albergatori e chi più ne ha più ne metta hanno, negli ultimi vent'anni, incassato parecchi soldini, lo devono a questo straordinario imprenditore promotore e fondatore del Summer Festival. Non ce ne vorrà, quindi, o almeno così speriamo, se ci prendiamo il tempo per rispondere alla sua interSvista di un paio di giorni fa in cui ci tacciava degli irresponsabili e degli incoscienti oltreché degli egoisti, per non essere d'accordo con lui sul fronte dei vaccini antiCovid. L'amico Mimmo, infatti, è favorevole e sarà tra coloro che, appena possibile, si sottoporranno a questa sorta di rito liberatorio e iniziatico. Noi, al contrario, non solo siamo contrari, ma eviteremo fino all'ultimo giorno della nostra esistenza salvo che il Covid non assuma le sembianze di una nuova peste bubbonica o di un altro Ebola, di vaccinarci. Questione di scelte, opinabili e, magari, anche non condivisibili e discutibili, ma siamo in democrazia e non siamo più disposti a barattare e rinunciare a pezzi della nostra libertà in cambio di chissà quale panacea di fronte a gente che annuncia pandemie a raffica negli anni a venire come se fosse la cosa più naturale di questo mondo.

Mimmo D'Alessandro ha annunciato che a settembre, se le cose miglioreranno, forse, sarà possibile assistere ad alcuni concerti del Summer Festival per, poi, ripartire alla grande nel 2022. Ci ricordiamo analoghe parole lo scorso anno e tutti, adesso, sanno come è andata a finire. E' vero, però, che la speranza è l'ultima a morire e dopo che mascherine, distanziamento sociale, lockdown indiscriminati, zone di tutti i colori, oggi l'ultima spiaggia si chiama vaccino. Se ci vaccineremo, dicono i soloni del club dei virologi, tutto tornerà come prima e potremo tornare a volare, a viaggiare, a fare sport, ad andare al cinema, a teatro, allo stadio, magari chissà, fra qualche decennio anche in discoteca e, appunto, ad assistere ad un concerto di musica rock. 

Sarà necessaria, ovviamente, la vaccinazione, quattro volte l'anno, di almeno il 90 per cento della popolazione italiana, i contrari, verranno, prima o poi, confinati in appositi recinti di detenzione. Vaccino e passaporto sanitario, quindi, per poter vivere nemmeno si trattasse di una situazione di massima allerta o di guerra dichiarata. Già, ci sembra che qualcuno, ai vertici di questo stato di leoni, abbia detto che l'Italia è in guerra col virus Covid-19. Ci manca solo che qualcuno si faccia aprire il balcone di piazza Venezia e lo comunichi alla nazione.

Chi sia, poi, il nemico, ancora non lo abbiamo compreso e, comunque, che razza di nemico è uno che non ti spara addosso, che nemmeno conosci, che ti uccide sì, ma solo a determinate condizioni e che fa più paura per quello che potrebbe fare piuttosto che per quello che fa?

Misteri della fede. Nelle istituzioni dice Mimmo D'Alessandro che ci rimprovera per questo. Dice anche che dopo aver visto Mattarella e Draghi vaccinarsi, non ha potuto esimersi dal desiderare di fare altrettanto e domandarsi come sia possibile non avere lo stesso stimolo.

Peccato che noi, ogniqualvolta vediamo le facce di Mattarella e di Draghi siamo portati a fare gli scongiuri. Non ce ne vorrà D'Alessandro, ma visti i trascorsi, noi a loro non affideremmo nemmeno... Fido per una passeggiatina ristoratrice.

E' vero, Mimmo D'Alessandro ha detto a chiare lettere che non sarà lui a decidere se si potrà assistere ai suoi concerti solo se vaccinati, ma che si atterrà scrupolosamente alle direttive che impartiranno le autorità costituite. Quelle, aggiungiamo noi, che prendono dai 4 agli 8 ai 12 mila euro al mese se politici o amministratori pubblici o che hanno, comunque, lo stipendio garantito il 27 di ogni mese. Per quelli che, come noi, sono partite Iva, ci resta soltanto che spingere, spingere e spingere poiché la dolce Euchessina va sempre ai bimbi buoni e noi tutto siamo fuorché buoni e rispettosi.

Quindi e siamo in questo caso dei Nostradamus dilettanti, qualora nel tempo a venire dovesse essere richiesto un passaporto sanitario per accedere agli eventi concerti compresi, al Summer Festival potranno andare solamente i vaccinati contro le pandemie presenti e, eventualmente, future. 

Noi, con tutto il rispetto e la sofferenza che il non poter ascoltare o vedere le stelle della musica contemporanea ci procurerà, ribadiamo, prendendo in prestito le parole che pronunciò Enrico di Navarra, futuro Enrico IV, alla fine del Cinquecento - Parigi val bene una messa - ribaltandole in un più attuale Un concerto non val bene un vaccino.

Video Parigi val bene una messa, ma un concerto non val bene un vaccino


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