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Scritto da aldo grandi
Ce n'è anche per Cecco a cena
02 Marzo 2022

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Abbiamo più volte sostenuto le ragioni della Russia di fronte al tentativo americano e dei suoi stati satelliti di portar loro la Nato fin sotto casa. Adesso, però e dopo sei giorni nei quali sono state bombardate, come era facilmente prevedibile vsto che non può esserci una guerra buona e chirurgica, città e popolazioni civili, è arrivato il momento di fermarsi un attimo. Vladimir Putin, non certo uno stinco di santo e sicuramente un dittatore - ragazzi, ma era o non era un ufficiale del Kgb?, e non sono stati milioni i russi mandati in Siberia o uccisi con processi fasulli perché accusati proprio dai servizi segreti sovietici di essere agenti infiltrati dell'Occidente? - non si ferma davanti a niente. Lo ha già dimostrato, basta guardarlo in faccia: ad averlo vicino di casa se da un lato c'è da stare tranquilli perché nessuno si avvicinerebbe, dall'altro bisognerebbe fare attenzione a contrariarlo ché non avrebbe sitazioni a farcela scontare. E' figlio, del resto, dell'Unione Sovietica che teneva sotto il giogo della violenza e della minaccia milioni di esseri umani, nazioni e stati che, un tempo, avevano la loro autonomia e indipendenza. E tutto per proteggere le proprie frontiere da sempre a rischio invasione, in realtà solo da quando, nell'ottobre 1917, la rivoluzione russa del bolscevichi prese il potere togliendolo agli zar. Oggi sembra che in molti si meraviglino di quanto sta accadendo in Ukraina e, soprattutto, a sinistra si moltiplicano proteste e denunce contro la Russia.

Non ci pare che nel 1956 e nel 1969, quando i carri armati dell'ex Urss invasero Ungheria e Cecoslovacchia, l'allora Pci si inalberò contro i vertici del Pcus partito comunista fratello e guida in tutto e per tutto. E non sono, forse, gli stessi ex comunisti venuti giù con il crollo del muro di Berlino ad aver attaccato con gli stessi metodi e le stesse motivazioni l'attuale Ukraina che era, in fondo, considerata roba loro?

Al di là di tutti gli errori commessi dalle provocazioni dell'Occidente, la Russia si porta dietro, ancora, i residuati bellici di un mondo che è stato, davvero, la fine del mondo e che adesso pare intenzionato a diventarlo un'altra volta. L'Occidente si schiera, a parole e con qualche fatto, con il paese aggredito, ma, in sostanza, evita di fare l'unica cosa che potrebbe, al limite, far crollare Putin, ossia muovergli guerra. Già, ma le dichiarazioni del despota di Mosca sono state chiare: volete la guerra atomica?, prego accomodatevi. E noi, dall'Ue agli Stati Uniti, abbiamo troppa paura della morte e anche solo di perdere ciò che abbiamo per correre il rischio di andare a vedere se quello di Putin è un bluff o se, al contrario, è soltanto una minaccia. 

Così, finirà che fra qualche mese dell'Ukraina - che non è l'Afghanistan con le sue montagne inaccessibili - resterà poco o nulla ed esattamente come accadde ai tempi dell'Ungheria e della Cecoslovacchia, l'Occidente  si volterà dall'altra parte. Chi è causa del suo mal, del resto, pianga se stesso: sarebbe bastata una semplice e lucida dichiarazione per non scatenare questa guerra. Sarebbe stato sufficiente dire a Putin che la Nato, che non ha più alcuna ragione di esistere, non avrebbe accettato in nessun modo l'adesione delle ex repubbliche sovietiche con in cambio la promessa che la loro sovranità non sarebbe stata violata dalla Russia. Una neutralità, quindi, che avrebbe garantito Mosca.

In realtà Putin si sta comportando come si sarebbero comportati gli squallidi vertici del Pcus, quei comunisti tanto ammirati dai comunisti italiani che per decenni ne sono stati se non schiavi, quantomeno servi in nome di una comunanza ideologica che avrebbe voluto ridurre il pianeta ad un Gulag senza scampo. La dissoluzione dell'ex Urss ha visto, va detto, molti sciacalli al capezzale di un mondo che andava in pezzi ed era prevedibile che l'unico stato concretamente e storicamente in grado di ricostituirsi appieno sarebbe stato proprio la Russia la quale non avrebbe potuto tollerare che ai propri confini arrivassero gli ameriKani. 

Di fronte a quanto sta accadendo in Ukraina, sorgono spontanee la voglia di veder vincere i più deboli e la speranza che l'invasore venga cacciato e distrutto. Ma la vita non va così e, spesso per non dire sempre, il più debole soccombe e gli eroi servono solo a rendere la sconfitta un po' meno amara e un po' più sopportabile. Prepariamoci, dunque, perché se c'è qualcuno che, nonostante la capacità distruttiva delle armi di oggi e non soltanto di quelle atomiche, crede ancora nella pace, è bene che si svegli. E anche alla svelta.

La guerra, sosteneva e lo abbiamo già scritto, Mussolini, sta all'uomo come la maternità sta alla donna. Addirittura, di questi tempi, la guerra sta anche alle donne vista la presenza negli eserciti del genere femminile - ma a che scopo e con quale senso? - per cui c'è ben poco da stare allegri. Nonostante si voglia cambiare persino l'identità sessuale dell'essere umano, alla fine e antropologicamente parlando, l'uomo resta, in fondo, la stupida bestia di sempre. E se guardando la Tv vi viene da piangere per quello che sta accadendo altrove, bene, imparate a smettere perché fra non molto tutte le lacrime che avete non vi basteranno per piangere ciò che vi e ci aspetta.

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