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Cronaca

Andy Casanova è libero

venerdì, 4 gennaio 2013, 21:00

di Letizia Tassinari

Andy Casanova è libero. Il Tribunale del Riesame di Firenze ha infatti accolto il ricorso, presentato prima di rimettere il mandato dall'avvocato partenepeo Bruno Molinaro, e ha annullato la misura cautelare. Nessun pericolo di fuga, nè di reiterazione del reato, secondo i giudici fiorentini e il re del porno, al secolo Andrea Rolli, in carcere dallo scorso 11 dicembre, e accusato di pedopornografia, ha lasciato Sollicciano. 

Il noto regista hard della Versilia, fin dal primo momento, si era dichiarato completamente estraneo ai fatti addebitatigli. "I 138 file con bambini immortalati in atti sessuali con adulti, ritrovati sul suo computer dai militari della Guardia di Finanza di Viareggio duranta una verifica fiscale, erano stati scaricati senza volontarietà - ha precisato il suo nuovo legale, avvocato Marco Merelli, che ha assunto la difesa pochi giorni prima del'udienza al tribunale fiorentino, tenutasi i 28 dicembre -,   il programma "Emule", di cui si faceva riferimento nell'ordinanza custodiale, garantisce notoriamente il contatto tra tutte le persone che lo utilizzano, consentendo loro di scambiare file di qualsiasi natura, in ogni parte del mondo. I file scaricati vengono cioè resi automaticamente condivisibili agli altri utilizzatori". "In tema di pornografia minorile - questo un passo del ricorso al Tribunale del Riesame -  la sussistenza dell’elemento soggettivo del reato di divulgazione di materiale pedopornografico implica la volontà consapevole di divulgare o diffondere lo stesso per cui l’utilizzo, per lo scaricamento di file da internet, di un determinato tipo di programma di condivisione, quale Emule o simili, non è affatto sufficiente di per sé a far ritenere provata la volontà di diffusione del materiale".

E i giudici fiorentini hanno accolto, annullando la misura cautelare, un consolidato indirizzo giurisprudenziale, racchiuso in due sentenze della Suprema Corte: “In tema di reato di divulgazione e diffusione di materiale pedopornografico, l'utilizzo, ai fini dell'acquisizione via "internet" di detto materiale, di programmi che comportino l'automatica condivisione dello stesso con altri utenti (nella specie il programma denominato "Kazaa") non implica per ciò solo, ed in assenza di ulteriori specifici elementi, la volontà, nel soggetto agente, di divulgare detto materiale” (cfr., Cassazione penale, sez. III, 09.11.2011, n. 44065); “Non integra il reato di cui all’art. 600 ter co. 3 c.p. la condotta di divulgazione di materiale pedopornografico che avvenga in via automatica mediante l’utilizzo di appositi programmi di scaricamento da internet, che ne consentano al tempo stesso la condivisione con altri utenti (ad es. il programma cosiddetto emule), in quanto per ravvisare l’elemento soggettivo del reato è necessaria la prova di una volontà consapevole del soggetto diretta a divulgare o diffondere il file (cfr. Cass. Pen. Sez. II, 7.11.2009, Guadino, in C.E.D. Cass., n. 242992; negli stessi termini, cfr. Cass. Pen. Sez. III n. 29318 del 10.6.2009; Cass. Pen. Sez. III 12.1.2010, n. 11082)".

"Un altro argomento tenuto in considerazione dal tribunale - ha aggiunto l'avvocato Merelli -, oltre all'insesistenza del pericolo di reiterazione del reato e di fuga del mio cliente, che tengo a precisare se avesse voluto sarebbe potuto scappare, mentre invece si è presentato volontariamente alla tenenza della Guardia di Finanza di Ischia il giorno del suo arresto, è il fatto che tra i suoi quasi mille film all'attivo, tutti a luci rosse e per adulti, nessuno ha come tema la pedopornografia".

Le indagini comunque proseguono e non sono esclusi nè un prosciglimento dalle accuse nè un rinvio a giudizio.

Impossibile, al momento, contattare Andy Casanova telefonicamente. Ma il regista ha già annunciato sulla sua pagina Facebook un video dove racconterà la sua verità.

 


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