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Cronaca

Maxi-operazione antidroga a Viareggio, nel mirino 25 spacciatori magrebini: 17 gli arresti

venerdì, 21 dicembre 2018, 15:14

di eliseo biancalana

Per cedere la droga, non avrebbero esitato a usare un bambino di 10 anni, figlio di loro amici. È inquietante il quadro emerso dalle indagini che sono state coordinate dalla procura della Repubblica di Lucca. Questa mattina gli agenti di polizia della squadra mobile e del Servizio centrale operativo (Sco), coadiuvati dal commissariato di Viareggio, hanno concluso l'operazione antidroga "Souk 2018" che ha visto finire in carcere 17 soggetti di nazionalità nordafricana, ritenuti responsabili di spaccio di cocaina, hashish, eroina e marijuana. Ma la polizia è sulle tracce anche di altre otto persone. I risultati del lavoro degli investigatori sono stati presentati dal procuratore della Repubblica Pietro Suchan, dal pubblico ministero Aldo Ingangi, dal questore di Lucca Vito Montaruli, dal vicequestore Giuseppe Giliberti dello Sco di Roma, dalla dirigente della squadra mobile Silvia Cascino e dal vicedirigente del commissariato di Viareggio Giovanni Calagna.

Sono state in tutto 25 le persone indagate, tra cui richiedenti asilo e immigrati irregolari. Per 17 sono stati emessi provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 11 dei quali sono stati eseguiti stamani. Per le altre otto è stato fatto ricorso all'arresto ritardato, sei quelli fatti oggi. Il procuratore Suchan ha sottolineato che i provvedimenti cautelari sono stati emessi, dal giudice per le indagini preliminari Antonia Aracri, per spaccio aggravato dal fatto che la droga veniva ceduta nelle vicinanze di istituti scolastici, anche a soggetti minorenni. In un caso la polizia ha riportato di aver documentato la cessione di un quantitativo di stupefacenti a un bambino di 13 anni. Il procuratore ha evidenziato il "disvalore morale" di questo tipo di reati. Il questore ha lanciato un appello per una maggiore attività di prevenzione verso i giovani. "La repressione quando ci vuole ci vuole" ha comunque aggiunto il procuratore, che ha sottolineato la "pericolosità" e la "spavalderia" con cui si muovevano gli spacciatori. "Soggetti pericolosi" li ha definiti la dirigente Cascino: secondo la polizia avrebbero pure girato armati.

A quanto riferito dagli investigatori, lo spaccio si svolgeva quotidianamente nelle due pinete, alla stazione ferroviaria, sul lungomare e in piazza D'Azeglio. "Una situazione consolidata" l'ha definita la polizia. A Piazza D'Azeglio la droga veniva ceduta dalla mattina alla sera, nelle vicinanze degli istituti scolastici, anche in maniera incurante della gente che camminava per strada. Per la cessione degli stupefacenti sarebbe persino stato impiegato un bimbo di 10 anni. La droga veniva nascosta tra i cespugli o nelle aiuole, o interrata nelle pinete. In tutto, in due mesi di indagini gli investigatori hanno documentato ben 57 atti di spaccio.

La polizia ha fatto ricorso ad agenti sotto copertura e a telecamere nascoste, utilizzando una metodologia che viene applicata anche in altre province italiane e avvalendosi di personale altamente qualificato. L'operazione ha aderito alle finalità indicate nella direttiva del ministero dell'Interno sul rafforzamento delle attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di droga, e a quelle segnalate con il progetto "Scuole sicure". "Risultati eccellenti" ha definito gli esiti del lavoro degli investigatori il vicequestore Giliberti dello Sco di Roma. Importante inoltre il supporto, anche economico, della direzione centrale per i servizi antidroga.

Sottoposti ad ordinanza

AIMEN Abid, Tunisia 1998;
AJENGUI Kais, Tunisia 1984;
AQASBI Abaelouahed, Marocco 1981;
BARIRI Adel, Marocco 1995;
BARIRI Kalid, Marocco 1990;
BENAMA Mohssine, Marocco 1991;
BRAK MOHAMED, Marocco 1995;
HAMDI Ahmed, Tunisia 12.08.1990;
HATOUF Redoine, Marocco 1973;
KARBAL Noureddine, Marocco 1984;
LAAOUINA HICHAM, Marocco 1985;

Sottoposti ad arresto ritardato

ABDLRANI Jarir, Marocco 1990;
ALBAI Said, Marocco 1993;
MAOUFTH Bouazza, Marocco 1973;
MATHLOUTHI Radhouane, Tunisia 1990;
ELSOUIDI Kamel, Tunisia in 1983;
MAALAOUI El Moez, Tunisia 1975


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