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Cronaca

Paolo Giulietti è il nuovo arcivescovo di Lucca

sabato, 19 gennaio 2019, 12:19

di eliseo biancalana

Ha fama di essere un "pastore dei giovani" il nuovo arcivescovo della diocesi di Lucca, monsignor Paolo Giulietti, 55 anni, finora vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e vicario Generale di quella diocesi. La nomina è stata resa nota oggi, nel salone dell'arcivescovado da monsignor Italo Castellani, arcivescovo uscente, che aveva già rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico al compimento del 75esimo anno d'età, come previsto dal diritto canonico. L'annuncio è stato dato in contemporanea dal cardinal Gualtiero Bassetti a Perugia e dalla sala stampa del Vaticano.

L'annuncio. "Se l'avessi dovuto scegliere io, e non lo dico per dire, l'avrei scelto. Se mi avesse detto il Papa: "Ti do dieci nomi, scegli...". Io avrei scelto lui. Il vescovo di Lucca è sua eccellenza monsignor Paolo Giulietti". Con queste parole, monsignor Italo Castellani ha annunciato al clero lucchese e a una rappresentanza dei fedeli e delle istituzioni locali, il nome della nuova guida della diocesi lucchese, che comprende la provincia, con le eccezioni di parte del comune di Altopascio (di cui comprende solo la frazione di Badia Pozzeveri) e Montecarlo che appartengono invece alla diocesi di Pescia e dei comuni di Barga, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza e parte di Stazzema, che appartengono all'arcidiocesi di Pisa. Fa parte dell'arcidiocesi lucchese anche la parte occidentale del comune di Pescia in provincia di Pistoia (parrocchie di Collodi, Veneri, Aramo, Fibbialla di Medicina, Medicina, Pontito, San Quirico di Valleriana e Stiappa). A seguito della nomina, monsignor Castellani ha assunto le funzioni di amministratore apostolico dell'arcidiocesi di Lucca.

Il nuovo vescovo. Monsignor Paolo Giulietti è nato a Perugia il primo gennaio 1964, da Luciano Giulietti e da Graziella Baldracchini (deceduta nel 2011). Dopo la maturità classica, ha conseguito il baccalaureato in teologia presso l'istituto teologico di Assisi e la licenza in teologia pastorale con specializzazione in pastorale giovanile presso il dipartimento di pastorale giovanile e catechetica dell'università pontificia salesiana. È stato alunno del pontificio seminario regionale Umbro "Pio XI" dal 1985 al 1991. Ordinato diacono nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia il 28 ottobre 1990, è diventato presbitero il 29 settembre 1991. Nel 2014 è stato nominato vescovo titolare di Termini Imerese e ausiliare di Perugia-Città della Pieve. Ha svolto numerosi incarichi ecclesiastici, spesso a contatto con il mondo dei giovani. Nel suo curriculum ufficiale spiccano infatti ruoli nella pastorale giovanile, nell'Azione Cattolica Ragazzi, nella Fuci, nella Fondazione Giovanni Paolo II per la gioventù e nell'Agesci. Negli anni si è distinto nell'organizzazione della partecipazione di migliaia di giovani alle Giornate mondiali della gioventù di Toronto (2002) e di Colonia (2005). Nell'ambito sociale, ha svolto incarichi nella Caritas, nella comunità di accoglienza per i detenuti "San Giuseppe Cafasso" ed è stato  responsabile e formatore degli obiettori di coscienza. Dall'ottobre 2001 è presidente dell'Associazione "Hope", mentre dal 2017 è segretario della Conferenza Episcopale Umbra.

Il messaggio alla diocesi. Questo il messaggio che il nuovo vescovo Paolo Giulietti ha indirizzato alla diocesi di Lucca: "Carissimi fratelli e sorelle dell'Arcidiocesi di Lucca, oggi vi è stato annunciato che Papa Francesco mi ha nominato vostro nuovo vescovo; tra qualche tempo ci troveremo a camminare insieme, io e voi, dietro al Signore e nella compagnia degli uomini. Sono arrivato a Lucca in pellegrinaggio per ben due volte: nel 2002, per partecipare con i confratelli compostellani alle festività del Volto Santo, e nel 2006, percorrendo con i giovani la via Francigena verso Roma. Ora verrò per restare, ma sempre come "ospite e pellegrino": servitore – non padrone! - di una Chiesa antica e sempre vivace e di un territorio ricco di storia e di umanità; umile testimone di un "oltre" che tutti interpella, di fronte al quale nessuno può dirsi arrivato, ma verso il quale tutti siamo diretti, con qualche fardello ad appesantire l'entusiasmo e ad annebbiare il desiderio. Non ci siamo scelti, cari amici, ma ci ritroviamo reciprocamente donati per essere compagni nel comune tragitto; solo l'obbedienza convinta a tale destino ci metterà in condizione di scoprire e gioire dei doni che il Signore ha fatto a ciascuno e di accogliere con misericordia i limiti da cui nessuno è esente. Io sono grato alla volontà che mi invia a voi, riconoscendo in essa la grazia di Dio; siatene anche voi contenti, per il medesimo motivo. Un abbraccio affettuoso e riconoscente lo devo prima di tutto a te, caro don Italo, che conosco e stimo da tempo. Ti succedo con la speranza di proseguire la strada da te intrapresa con intelligenza e coraggio nel rinnovamento in senso missionario della Diocesi. Ti ringrazio perché so che non ci dimenticherai mai nelle tue preghiere; desidero che tu continui a considerare la Chiesa di Lucca come la tua famiglia. Un saluto speciale a voi, carissimi preti, diaconi, religiosi, religiose e consacrati che vivete in Diocesi: il Signore ci ha chiamati a donarci ai fratelli non ciascuno per proprio conto, ma insieme. Spero mi accetterete  con benevolenza come servitore della comunione, anche quando emergeranno – inevitabilmente – limiti e fatiche nella mia e nelle vostre persone. Vogliamoci bene e aiutiamoci! Sarà per la nostra gente un messaggio evangelico più eloquente di tante prediche. Un pensiero pieno di speranza lo rivolgo a voi, carissimi giovani. Sono diventato prete perché in parrocchia mi piaceva dedicarmi ai ragazzi e nella mia storia il Signore mi ha concesso di vivere bellissime esperienze con tanti giovani, vicini e lontani. Vi assicuro che anche a Lucca intendo spendere le migliori energie per camminare insieme con voi e incoraggiarvi a maturare e realizzare i desideri di felicità e di bene che avete nel cuore per le vostre vite e per il mondo intero. Voglio ricordare anche le tante persone e famiglie che vivono qualche problema di lavoro, di salute, di solitudine, di emarginazione, di lontananza da casa... Anche se non è facile, vorrei che i poveri, i malati, gli anziani e gli emigrati mi sentissero amico, espressione di una Chiesa attenta agli ultimi non solo per donare qualcosa, ma anche per ricevere la lezione evangelica dell'umiltà, della sobrietà, della tenacia e della fiducia nella provvidenza, insieme all'inquietudine dinanzi alle in-equità che continuano ad affliggere la nostra società e il mondo intero. A tutti voi, sposi, genitori e nonni, un abbraccio affettuoso: le vostre famiglie sono un dono prezioso per la nostra Chiesa e per la società, un carisma che vorrei custodire e coltivare con impegno. Anch'io avrò una piccola famiglia: mio papà Luciano, che vivrà con me e imparerete a conoscere, mentre i miei fratelli e nipoti, sparsi un po' per il mondo, saranno a Lucca di rado (purtroppo). Mi piacerebbe che la mia casa – come tante dimore di preti e di famiglie – sia aperta e ospitale: sentitevi sempre i benvenuti. Un saluto, infine, a tutti voi, abitanti del territorio della Diocesi; in special modo alle persone che sono al servizio delle nostre comunità, nella pubblica amministrazione, nelle forze dell'ordine, nei presidi sanitari, educativi e sociali, nelle tante associazioni di volontariato e culturali, negli strumenti di comunicazione, nei partiti politici... Intendo assicurare a tutti la mia leale e pronta collaborazione a vantaggio del bene comune, senza confusione, ma soprattutto senza rivalità o pregiudizi di sapore ideologico. Un ultimo pensiero – carico di gratitudine e di commozione - alla carissima Chiesa di Perugia-Città della Pieve, che mi ha generato alla fede e alla vocazione e che ho servito per tanto tempo e in diversi modi, e al suo vescovo, il card. Gualtiero Bassetti, che mi ha accompagnato con affetto e pazienza in questi ultimi anni. Cari fratelli e sorelle di Lucca, pregate sin d'ora, per me, come io farò per voi. E il Volto Santo del Salvatore ci accolga e guidi sempre con il suo sguardo misericordioso. Vi benedico di cuore. Beneditemi anche voi".


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