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Cultura

Il teatro della Familie Flötz e la magia del silenzio

martedì, 5 marzo 2013, 12:51

di francesca cecconi

È una delle occasioni più attese della stagione i Teatri della Versilia: Familie Flötz al Politeama di Viareggio con lo spettacolo Infinita. Si tratta della celebre compagnia tedesca che da più di 17 anni gira i teatri di tutto il mondo con allestimenti improntati al più rigoroso silenzio, sfruttando, quali unici mezzi di espressione, il corpo e la gestica attoriale, la maschera..

Infinita è la storia per immagini di due istanti della vita: l’inizio (la fanciullezza) e la fine (la vecchiaia). I due percorsi sono intrecciati tra loro senza seguire un preciso iter: ci si ritrova, in un momento, dinanzi a quattro bambini con i loro problemi e le loro difficoltà, come riuscire a salire su una sedia troppo, e, in un altro, alle prese con padelle e medicine in un centro di ricovero per anziani.

La scenografia si trasforma a ogni cambio di scena, ricreando ad hoc l’ambientazione ideale per giocare alla vita (pochi elementi: una panchina e, ai lati del palco, piccole costruzioni con porte che avranno valenza in base alla situazione evocata). durante ogni metamorfosi, sul fondale in alto si proiettano immagini bianche su sfondo nero (come in un negativo), a collegar i differenti segmenti spettacolari.

La parte ispirata all’infanzia vede in azione tre bambini intenti a scoprire le cose: dalla “scalata” al proprio box alla caccia di oggetti più grandi come sedie e tavolini (che in scena appaiono di enormi dimensioni); a catturare, però, la loro attenzione sarà una bambina o, più precisamente, il segreto celato dalla sua gonnellina: attraverso lo sventolamento della minuta sottana si sviluppa una delle scene più divertenti della pièce. Non appena la bambina se ne va, non senza una certa ironia, i piccoli infanti, veri ometti in miniatura, ripiegano sul gioco della palla, secondo un classico schema adulto. La palla rappresenta, inoltre, un “ponte” tra palco e sala, giacché s’intraprende un vero e proprio scambio di passaggi tra gli interpreti in scena e un pubblico sorpreso e assai divertito.

L’altra sezione vede quattro vecchietti in un ospizio che combattono quotidianamente con una distratta infermiera, caratterizzata dal tintinnio di chiavi che porta sempre con sé. Mentre un povero anziano si consuma nella solitudine suonando il pianoforte, un altro cerca spasmodicamente di racimolare più pasticche che può, per ricuperare un giovanile vigore e saltellare a tutto palco; un altro ancora, invece, resta inchiodato alla panchina da cui non riesce a separarsi e, infine, l’ultimo (lo stesso attore che interpreta l’infermiera e, perciò, soggetto a repentini cambi di costume) è affetto da problemi di incontinenza, vaga da un lato all’altro del palco con una padella colma di pipì (il recipiente è vuoto, ma una studiatissima gestualità illude a lungo il pubblico del contrario).

Molte le scene notevoli, dalla commuovente morte di uno dei protagonisti, in cui l’uomo si solleva dalla sedia a rotelle mediante una “verticale” innalzandosi letteralmente verso il cielo, all’esilarante scena della radio che non funziona, che vede uno dei vecchietti improvvisarsi maestro d’orchestra impugnando l’antenna trasmittente ormai sradicata dall’apparecchio.

Difficile, però, dar conto a parole di uno spettacolo contraddistinto da un’essenza tanto asciutta, fine e chiara, impreziosito, e non depauperato, dall’assenza di parole. Ultima menzione per la musica e il disegno luci che, in maniera assai sapiente, orchestrano le scene e permettono, là dove domina il silenzio verbale, di riempire la narrazione con sensazioni ed emozioni.

E con la Familie Flöz il silenzio non ha mai voluto dire tanto.

Francesca Cecconi

INFINITA

Una produzione di FAMILIE FLÖZ, Admiralspalast, Theaterhaus Stuttgart

Un‘opera di e con Björn Leese

Benjamin Reber

Hajo Schüler

Michael Vogel

Regie Michael Vogel, Hajo Schüler

Maschere Hajo Schüler

Scenografie Michael Ottopal

Costumi Eliseu R. Weide

Musiche Dirk Schröder

Disegno Luci Reinhard Hubert

Animazioni e video Silke Meyer

Video Andreas Dihm

 


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