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Enogastronomia : A Viareggio

Michelangelo Masoni: l'ultimo difensore della ciccia

martedì, 22 marzo 2016, 17:19

di Marco Bellentani

Personaggio istrionico, coltissimo (e di questi tempi è un merito d'onore) macellaio delle logge di Viareggio che, insieme alla famiglia, garantisce filiera e qualità a livello personale. E' Michelangelo Masoni, già più volte appellato da chi vi scrive come Re della Ciccia della costa Toscana. Vederlo, parlarci, mangiarci assieme è sempre un'esperienza che arricchisce la giornata di buone cose e saggezza popolare. Schietto, verace, quasi scenografico dietro il bancone a servir signore, appassionati e tanti ristoratori di livello fuori e dentro l'adorata Versilia. In un periodo dove è troppo facile cadere nei rigurgiti post-industriali, controculturali, di matrice vegana, più di tutti, Masoni ci riporta ai tempi in cui mangiare carne era un pregio, una festa, un evento legato ai cicli naturali.

Trasportare questa filosofia in un approccio forzatamente commerciale non è stato facile, ma la grande selezione di papà Dino e figlio Michelangelo va e può dove oltre è difficile andare. Nasce così la fornitura selezionatissima di capi di Capretto di Controneria , veraci e grossi esemplari dalla nera cervice, con cosce che, cresciute naturalmente, sono circa il doppio e più sane di qualsiasi capo di capretto presente in giro per sciagurate grandi distribuzioni. Michelangelo segue direttamente la produzione di carne di capretto che cresce nel regime dettato da Madre Natura, senza forzature e con un'alimentazione più che biologica: naturale. Ovviamente i capi si contano sulle dita delle mani, ed è questo che rende unica l'esperienza gastronomica. Unica ma non impossibile, in un periodo, come quello pasquale dove è da una parte facile mangiare schifezze (o obrobri etici), dall'altra rimane un diritto e una passione scolpita nei cromosomi della nostra cultura millenaria. La famiglia, la festa, i ricordi di sacrifici che la natura, da cui davvero ci stiamo allontanando troppo, compie ogni giorno.

Accanto a queste bestie prelibate, ecco spuntare anche la nuova carne bovina di Michelangelo, denominata scherzosamente "del Contadino", ma frutto proprio di un'altra folle selezione da appassionato docg: 10 capi, controllati da Michelangelo in persona, allevati e curati maniacalmente sempre in un clima d vecchia aia contadina, da quel che c'é è quello e...la carne non può toccare a tutti. Forse in un regime industriale il valore di queste parole si perde, ma sicuramente dopo un breve assaggio addirittura a crudo fatto con Michelangelo, possiamo dire: questa carne non tocca a tutti. Masoni fa con la carne quello che i produttori di champagne fanno con l'uva: selezioni en primeur, dedicate, controllate, di altissima ed esclusiva qualità.

Saluti ai post-industriali, saluti agli industriali, sotto il sole della Toscana...voglio vivere così: perché ho un re della ciccia che pensa anche al mio futuro, alla mia salute, oltre che ad un piacere che sgorga diretto dai cicli naturali di questa vita che si ripete...sempre uguale e sempre diversa. Unica.

Foto: Michelangelo (IOS), Carne "del Contadino" (La Fonderia - Tutti i diritti riservati), Certificazione (Ios)


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