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Enogastronomia

Franco Mare, il paradiso non può attendere

venerdì, 19 giugno 2020, 23:14

di aldo grandi

E' vero, il paradiso può attendere e così recitava, tra l'altro, un film di successo degli anni Settanta del secolo scorso con Warren Beatty, ma noi riteniamo che, per quel poco che ci è consentito, sia senza dubbio preferibile, il paradiso e ammesso che esista, godercelo al volo senza indugiare al domani. Qualcuno, tra i più ortodossi, potrebbe obiettare che il paradiso coincide con l'aldilà e, quindi, con ciò che, per noi umani, non è conoscibile, ma senza volerla fare troppo lunga, riteniamo che, senza spingersi troppo oltre e troppo in alto, ci siano angoli di paradiso anche, per non dire, soprattutto, nell'aldiquà. 

E non ci riferiamo tanto alle bellezze, straordinarie, che la natura, sovente ci prospetta, ma a qualcosa di molto più semplice e accessibile, a portata di mano o, di auto se si preferisce. Noi che siamo ultraterreni nell'animo e non solo, una volta imbattutici nel bagno-ristorante Franco Mare a Marina di Pietrasanta abbiamo pensato e non ce lo siamo più tolti dalla testa, che non solo l'occhio, ma anche tutto il resto vuole la sua parte. Anzi, cercano in tutti i modi di darci ad intendere che l'apparenza sia niente in confronto alla sostanza, ma quando quest'ultima si accoppia con la prima, inevitabilmente è l'apparenza che ti colpisce come un pugno in faccia o, meglio ancora, come una carezza sul viso.

Così, quando abbiamo voglia di mangiare bene, magari con un pizzico di fantasia e delizia, di bere altrettanto e di goderci uno spettacolo che definire rilassante e romanticamente congeniale è un eufemismo, scegliamo, accompagnati o anche soli, di venire a queste latitudini, sul viale a mare di Marina di Pietrasanta dove il tramonto bacia non soltanto la spiaggia e le tende vi si adagiano, ma anche i tavoli a bordo piscina immersi in un'atmosfera magica e coinvolgente.

Questa volta abbiamo scelto di portare con noi due cari amici e un artista che con il suo drone ha realizzato il video che pubblichiamo con una colonna sonora scelta - Colors dei Black Pumas - proprio, da Mimmo D'Alessandro uno che, perdonateci, in fatto di musica contemporanea, non crediamo sia secondo a qualcuno. Insieme al fondatore del Lucca Summer Festival, quest'anno, purtroppo, saltato per cause di forza maggiore, Natale Mancini, titolare di Casamica, agenzia immobiliare di prestigio e, appunto, l'amico e fotografo Cip, al secolo Ciprian Gheorghita, rumeno di nascita, ma italiano di adozione.

E' una serata mite, una di quelle che la Versilia sa regalare quando ancora il solstizio d'estate è di là da venire, ma imminente. Padroni di casa, come sempre, i fratelli Davide e Nicola Stefanini, una garanzia di professionalità e buongusto. Ai fornelli un cuoco come Alessandro Ferrarini, ambizioso e determinato a conquistare la prima stella Michelin. Sì, perché il Franco Mare sta portando avanti un percorso gastronomico di eccellenza che, ogni sera, riserba ai suoi commensali piatti godibili sotto tutti i punti di vista, composti da prodotti del territorio di alta qualità e da una fantasia che riesce a proporre vere e proprie opere d'arte.

Ma Franco Mare è anche un servizio pressoché impeccabile. E' gentilezza, ospitalità, discrezione, riservatezza. Anche quando il locale è pieno il silenzio sembra dominare mentre, in realtà, è una percezione, ma è quello che conta. 

Le portate si susseguono in un turbinio di colori e di assaggi all'insegna della delicatezza e della esaltazione dei sapori. Beate papille gustative. E beati gli occhi perché assistere ad alcune preparazioni all'istante è, semplicemente, stupefacente. Come il rombo al forno che viene finito di cuocere mediante il versamento di una miscela a bassissima temperatura che, a contatto col pesce, paradossalmente lo porta al giusto punto di cottura ed è una cosa assolutamente visibile agli occhi, un po', perdonateci l'ardire, l'opposto dell'invisibile del piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Per non parlare, poi, al momento del dolce, di piccole meringhe alla menta e cioccolato ispirate all’After Eight, il famoso ed esclusivo cioccolatino degli anni ‘70 che nasconde la menta in un sottile velo di cioccolata fondente, gelate che, una volta messe in bocca, fanno ridere i commensali i quali vedono uscire dalle narici dei veri e propri sbuffi di vapore. Tranquilli, tutto ok, solo una geniale trovata dello chef che merita il nostro plauso.

Mimmo D'Alessandro si gode il menu accompagnandolo con un vino rosso nonostante sia quasi tutto se non tutto, a base di pesce. Noi, al contrario, preferiamo degustare un Franciacorta le cui bollicine salgono all'impazzata verso la superficie. Mimmo racconta aneddoti che parlano di artisti famosi in tutto il mondo che a Lucca hanno regalato emozioni in oltre vent'anni di concerti e adesso c'è chi fa finta di dimenticarselo. Paul Mc Cartney ha detto, nel pomeriggio, che i soldi dei biglietti vanno restituiti ai suoi fan, Gianna Nannini si è schierata con D'Alessandro. Come andrà a finire? Certo, pagare per vedere un cantante e doversi accontentare di vederne un altro non è il massimo. Noi, sinceramente, vorremmo i soldi indietro soprattutto se abitassimo all'estero. Certo, c'è la filiera dello spettacolo che rischia di essere penalizzata e c'è anche da dire che il Coronavirus non lo ha importato Mimmo D'Alessandro, ma la situazione è tutt'altro che semplice e dispiace che si sia giunti a questo punto. L'ex Beatles ha 78 anni e non se la sente, a quanto pare, di programmare il futuro anche se a breve scadenza. Potrebbe esserci, casomai e se tutto va bene, nel 2022. Del resto, come spiega lo stesso promoter napoletano, McCartney è uno che non parla, canta.

A noi dispiace che alcuni abbiamo preso a pretesto questa vicenda per sparare addosso a un personaggio che ha fatto di Lucca una delle capitali mondiali della musica se si pensa, ad esempio, che il concerto dei Rolling Stones di due anni fa è stata l'esibizione record del gruppo che non si era mai cimentato con una città così piccola. 

Natale Mancini è un amico sincero. Alle spalle un albero genealogico di tutto rispetto, con un antenato che è stato professore di Giovanni Pascoli e rettore della Normale di Pisa. Il papà è stato per decenni l'avvocato della Cassa di Risparmio di Lucca quando la Carilucca era un gioiello che faceva gola a molti e non soltanto al Fiorani che, poi, se la comprò pagandola, grazie a King Arthur al secolo Arturo Lattanzi, 3 mila 450 miliardi di lire, mica cazzi. Mancini è un agente immobiliare che una ne fa e cento ne pensa e la stessa parola agente è, per lui, riduttiva. E' un vulcano in perenne eruzione, non smonta e non stacca mai. Ora gli è anche presa la passione del vino e si è trasformato in un disciplinato viticoltore. 

La serata è piacevolissima, Davide un ottimo padrone di casa che sa proporsi sempre al momento giusto. Sono questi gli imprenditori che portano in alto il nome di questa terra. In attesa della stella Michelin perdonateci, ma di stelle, il cielo sopra di noi che adoriamo Kant, ne vale un milione e anche di più 

Fotoservizio di Ciprian Gheorghita

Video Franco Mare, il paradiso non può attendere


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