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Enogastronomia

Da Vàsame cantano i posteggiatori napoletani eredi dei menestrelli

domenica, 13 giugno 2021, 17:35

di aldo grandi

I' te vurría vasá... è, per chi non lo sapesse, una delle più famose melodie napoletane musicata da Eduardo di Capua nel 1900, lo stesso autore di O sole mio. La traduzione è Io vorrei baciarti e Vàsame, il nome del locale appena aperto in Passeggiata a Viareggio significa, appunto, Baciami.

Loro sono Gerry Gennarelli, 45 anni di Napoli, Gigi Patierno, 42 anni anche lui di Napoli e Ignazio Laiola, 72 anni di Torre Annunziata: hanno cantato e suonato le canzoni della tradizione partenopea alla pizzeria Vàsame del gruppo Capri inaugurata sulla Passeggiata in questi giorni.

Non solo pizza, calzoni o sfiziose specialità culinarie napoletane nel nuovissimo locale, ma, anche, la musica napoletana suonata dai cosiddetti posteggiatori, che non sono i parcheggiatori né sono, tantomeno, abusivi, ma sono, in realtà, degli straordinari artisti eredi dei menestrelli.

Una serata mite quella che, ieri sera, ha accolto questi tre cantanti-musicisti i quali hanno intrattenuto in maniera splendida e calorosa, mai invadente, gli avventori della pizzeria Vàsame. Da Malafemmena ricordando l'indimenticabile Totò all'anagrafe Antonio De Curtis principe, a O' Sarracino con musica di Renato Carosone altro artista di casa anche a queste latitudini negli anni del dopoguerra.

Gerry Gennarelli voce e fisarmonica, Gigi Patierno sassofono e flauto traverso, Ignazio Laiola voce e chitarra, questi i tre etern i ragazzi che hanno reso una normale serata di fine primavera un appuntamento godibile e assolutamente delizioso. Si tratta di un trio di artisti che gira non solo l'Italia, ma anche il mondo, a cominciare dagli Stati Uniti, per portare la melodia napoletana che è diventata una vera e propria lingua universale. Nel loro cuore così come nei loro occhi brilla la luce di una città, Napoli, che, una volta conosciuta, non si dimentica mai. 

Vedi Napoli e poi muori scrisse lo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe che, in visita nella città, innamorato delle sue bellezze naturalistiche, paesaggistiche, architettoniche e culturali, disse “Siehe Neapel und stirb”, appunto “Vedi Napoli e poi muori”, quando fu costretto a tornare in Germania.

Passione, amore, la squadra del Napoli, Maradona, queste sono le prime parole che vengono in mente a questi tre artisti di fronte alla parola Napoli, ma è Ignazio Laiola, da non confondersi con il fondatore dei gesuiti Ignazio de Loyola, che stupisce quando, sentendo Napoli, la prima cosa cui pensa sono i polipetti alla Luciana, in dialetto i purpetielli alla Luciana.

Un grandissimo in bocca al lupo per il loro futuro musicale dalla Repubblica delle Gazzette.

 

 


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