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L'interSvista

Max Simoni avanti tutta: con Giovannetti per un secondo mandato, ma Fratelli d'Italia deve darsi una mossa

martedì, 2 febbraio 2021, 13:15

di aldo grandi

Certo che lei, Simoni, è davvero un ragazzaccio. Adesso si mette anche a fare il saluto romano ad un funerale...

Io non ho fatto alcun saluto romano. Ho chiamato il Presente che è una lunga tradizione che risale al mio essere militare in gioventù e che è stata, poi, mutuata dalla destra nazionale per rendere omaggio a chi aveva onorato con la sua vita il motto Dio, Patria, Famiglia e sicuramente Adriano Giovannetti lo ha fatto per tutta la sua esistenza.

E come l'ha presa il figlio Alberto sindaco di Pietrasanta? Non è rimasto un po' imbarazzato?

Sicuramente sì anche se sono sicuro che, in cuor suo, sappia bene quanto suo padre avrebbe tenuto alla chiamata del Presente ai suoi funerali. Il problema è che di questi tempi tutto si sfuma e si perdono  anche le tradizioni care.

Sia sincero Simoni: lei un po' fascista lo è sempre stato in fondo?

Nella mia vita politica ho tre riferimenti. E guarda caso hanno lo stesso nome di battesimo. Il primo è Giorgio Almirante per tutto quello che ha rappresentato per la destra italiana e per quello che è riuscito a fare traghettandola nell'alveo istituzionale quando lasciò il passo a Gianfranco Fini. L'altro è Giorgio La Pira ed io, da cattolico militante, ho sempre visto in lui un riferimento di rettitudine nell'agire politico quotidiano. E oggi in Giorgia Meloni che ha avuto la capacità e la forza di raccogliere quella fiamma portandola avanti fino a risultati che sono sotto gli occhi tutti. Io come membro della Fondazione di Alleanza Nazionale, sono stato tra quelli che, con Ignazio La Russa, votarono per dare la fiamma tricolore a Fratelli d'Italia. 

A proposito di Giorgio Almirante. Lei forse non ricorda, ma noi si, che alcuni anni fa, primavera del 2015, avemmo occasione di scambiare due chiacchiere dopo una conferenza stampa in comune a Pietrasanta. Lei all'epoca era direttore artistico della Versiliana. Sindaco era Massimo Mallegni. Nel novembre 2014 era uscita la nostra biografia di Giorgio Almirante pubblicata da Sperling&Kupfer che riscosse un ampio successo essendo anche il centenario della nascita di Almirante. Quando le dicemmo se aveva interesse a presentarlo alla Versiliana, lei ci disse candidamente che non era nemmeno il caso di parlarne a Mallegni perché argomento troppo scomodo e lui non voleva avere grattacapi di alcun genere. Se lo ricorda?

Benissimo. 

E ora ci viene a dire che Almirante è un suo punto di riferimento?

Assolutamente si. Io, nel 2015, ero direttore artistico della Versiliana per quanto riguardava il teatro e le attività collaterali culturali del comune ad esclusione del Caffè della Versiliana appannaggio esclusivo di Mallegni e dell'allora presidente Piero Di Lorenzo vicino al Movimento 5 Stelle e al Fatto Quotidiano.

Scusi ma cosa significa appannaggio? Che decidono loro il calendario senza consultarsi con chicchessia?

Sì. E lei sta parlando con chi, nel 2008, presentò al Caffè della Versiliana gli scritti parlamentari di Giorgio Almirante alla presenza del senatore Franco Servello e successe il finimondo. Lei sta parlando anche con chi, nel 2001, tra i primi in Italia portò all'attenzione della platea nazionale il tema delle foibe tenendo un convegno con Maurizio Gasparri dove fummo assediati per due ore e potemmo uscire solo dopo l'intervento della Digos in assetto antisommossa, a proposito sempre di democrazia.

Veniamo all'ultimo comunicato diffuso da Massimo Mallegni a cui ha allegato una bella fotografia in cui siete ritratti, sorridenti, lei e il sindaco Giovannetti con lo stesso Mallegni. Ma lei Simoni si ricorda di cosa diceva durante le ultime elezioni regionali a propoisito di Massimo Mallegni e del fatto che lei era stato completamente abbandonato? 

Assolutamente si.

E allora che senso ha fare quella fotografia?

E' una foto vecchia di tre anni che risale alla campagna elettorale di Alberto Giovannetti sindaco dove io scesi in campo per appoggiare Giovannetti e i due consiglieri comunali Giulio Battaglini e Paola Brizzolari oggi presidente del consiglio comunale di Pietrasanta.  Quindi è evidente la volontà di confondere le idee e le acque.

Scusi, ma l'addetta stampa di Mallegni prima ci ha inviato una immagine del senatore, poi ci ha scritto di non pubblicarla e di pubblicare, invece, quella di voi tutti uniti. Cos'è uno scherzo?

No, Mallegni sa benissimo che sono mesi che Fratelli d'Italia e il sottoscritto che la rappresenta a Pietrasanta, ha aperto un dialogo costruttivo con Alberto Giovannetti per porre le basi di un suo rafforzamento puntando ad un secondo mandato. 

E Mallegni ha paura di restare fuori dai giochi?

Evidentemente sì.

Amici amici, amici ar... eccetera eccetera dicono a Roma.

L'amicizia si dimostra con i fatti. Si prende e si dà. 

Fratelli d'Italia. Sarà, ma a noi sembra che in provincia di Lucca siete, al massimo, dei cugini alla lontana. Sbagliamo?

Dopo il brillante risultato delle regionali dove è emerso non solo il candidato risultato primo, Vittorio Fantozzi, ma anche persone come il sottoscritto, Michele Giannini, Annamaria Frigo, Fratelli d'Italia è uscita rafforzata ma ad oggi non ha saputo tramutare quel consenso in strategia di territorio e di governo. L'ottimo lavoro sin qui fatto da Riccardo Zucconi, oggi coadiuvato a livello regionale da Fantozzi, non può più bastare per ottenere risultati a livello amministrativo. E' necessario coinvolgere persone di qualità che hanno dimostrato sul campo il loro valore al di là di chi vuole dividere il partito in schieramenti. Io, personalmente, sento di appartenere a Fratelli d'Italia, non ad un onorevole o ad un consigliere regionale.

Ma con chi ce l'ha scusi? Faccia nomi e cognomi se ha coraggio.

Non ce l'ho con nessuno. Il coraggio non sono certo io a dover dimostrare di averlo. Dico che il nostro neo responsabile regionale Fabrizio Rossi dovrebbe prendere il toro per le corna e far uscire il nostro coordinamento provinciale da una fase di commissariamento che ci ha logorato tutti. Con la testa penso alle imminenti elezioni amministrative ad Altopascio, a Seravezza, in Garfagnana e a quello che succederà a Lucca e a Bagni di Lucca nel 2022.

Mallegni si sta già muovendo.

Si, più che altro per trovarsi un collegio sicuro. Io penso invece a un risultato di territorio. Penso a potenziali sindaci di provenienza Fratelli d'Italia. 

Ha qualche nome per Lucca?

Ho più di un nome e ritengo che nelle nostre file possano esserci persone come Moreno Bruni e Marco Agnitti che già potrebbero portare avanti la nostra bandiera, soprattutto, rivendico un ruolo primario per Fratelli d'Italia che oggi vedo in retrovia di fronte a partiti che pure appartenendo oggi alla nostra tradizione sono marginali come Forza Italia.

Ma come? Marco Martinelli si sta dando da fare insieme a Fantozzi, almeno a comunicati stampa.

Marco Martinelli sarebbe opportuno si confrontasse con il partito perché è arrivato ieri come capogruppo di Forza Italia e oggi, calato dall'alto, ce lo troviamo come capogruppo di Fratelli d'Italia alla faccia della coerenza e del percorso politico. Forse gli avrebbe fatto bene aspettare un po'... Che messaggio passa? Che contano solo gli eletti? Io mi candido, vengo eletto e poi decido dove andare? Non funziona così. Anche sul nodo della manifattura  dove la fondazione Carilucca è chiaramente schierata con la famiglia Marcucci, con Tambellini non perché la fondazione abbia un colore ma perché gli uomini fanno la fondazione. Quindi Fantozzi e Martinelli vanno in fondazione Carilucca, ma a quale titolo lo fanno? Ritengono di legittimare così l'operazione manifattura? Voglio sperare che, conoscendo bene Fantozzi, non sia così, ma che la sua visita sia stata di puro spirito istituzionale.

A lei non piace il candidato probabile del centrodestra Mario Pardini?

Vede, come dirigente di partito, ritengo che il mio partito abbia le qualità e le competenze al suo interno e questo lo rivendico con forza nel promuovere un nostro candidato, questo non vuol dire che non ritenga Pardini una persona all'altezza della situazione pur conoscendolo poco.


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