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Massarosa

L'ipocrisia del Pd: meno di un anno fa chiedeva le dimissioni dell'assessore Puccinelli e, ora, la difende a spada tratta perché vuole far cadere la giunta Coluccini

martedì, 1 giugno 2021, 20:06

di aldo grandi

Nell'agosto del 2020 Pd, Massarosa Domani e Sinistra Comune oltre alle segreterie del Pd di Massarosa e di Sinistra Comune, chiedevano le dimissioni di Elisabetta Puccinelli di Forza Italia per un presunto abuso edilizio. Parole dure quelle che pronunciava l'opposizione in consiglio comunale a Massarosa, eccone alcuni stralci: La giustizia deve fare il suo corso – si leggeva in una nota – Questo premesso, la vicenda degli accertamenti su presunti abusi edilizi che coinvolgono, direttamente o indirettamente l’assessora Elisabetta Puccinelli, è pubblicata sull’albo pretorio del Comune, a disposizione di tutti i cittadini, chiarissima nella sua enormità e costituisce un fatto politico macroscopico. Chi ricopre responsabilità pubbliche deve dare l’esempio e quali che siano le responsabilità dell’assessora i fatti si commentano da soli: la villetta di ottima fattura di circa 95 metri quadri costruita in sostituzione edilizia di un precedente fabbricato rurale di circa 44 metri quadri, senza titolo edilizio, nella quale abita, è una vicenda che ha pochi precedenti nella storia edilizia del nostro comune. E le risposte che ha dato alla stampa ci sembrano molto deboli: dire che la casa in cui abita dal 2000 e su cui sarebbero stati riscontrati abusi appartiene formalmente ai suoceri quindi lei sarebbe estranea ai fatti, ci lascia molto perplessi.

Ma non era tutto. Per questo l’assessora Puccinelli si deve dimettere – concludeva l’opposizione – E inoltre: il sindaco che cosa sapeva e da quando? Cosa ne pensano in Forza Italia? Se sapeva di essere oggetto di indagini perché l’assessora, che dovrebbe piuttosto pensare a lavorare per Massarosa, si è candidata pure al consiglio regionale? Cosa ne pensano il consigliere regionale Maurizio Marchetti e il senatore Massimo Mallegni che hanno tenuto a battesimo la sua candidatura? 
Finisce nel grottesco un’amministrazione senza competenza e decoro che ha saputo solo, in un anno in cui ha distrutto Massarosa, attaccare con una violenza inaudita predecessori che loro sì avevano governato con competenza, onestà, disciplina ed onore; adesso tolgano tutti il disturbo, perché Massarosa ne ha abbastanza.

Come si può notare, nessuno sconto e la richiesta, immediata, di dimissioni.

Ebbene, un anno dopo, a seguito del siluramento da parte del sindaco verso il suo ex assessore appunto la Puccinelli, due consiglieri comunali di opposizione, Simona Barsotti e Francesca Bianchini, si scagliano contro il primo cittadino per averle revocato l'incarico. Ma come?, un anno prima si chiedevano le sue dimissioni a gran voce e, oggi, la si difende a spada tratta in quanto donna? Possibile che il giudizio politico sia cambiato di 360 gradi in un anno?

Ma vediamo la nota che i due consiglieri di opposizione hanno redatto per manifestare la loro solidarietà all'assessore Puccinelli, perdonateci ma noi ci rifiutiamo categoricamente di utilizzare parole con declinazioni al femminile che con la lingua italiana c'entrano come il cavolo a merenda. 

La notizia della revoca da parte del sindaco Coluccini dell’incarico da assessora comunale a Elisabetta Puccinelli e il modo in cui tutto ciò è avvenuto non può certamente passare inosservata nemmeno da parte di chi come noi, siamo donne con ruoli ed impegni politici, indipendentemente dalle idee che abbiamo. Esordiscono così Barsotti e Bianchini le quali chiamano in causa, addirittura, il terremoto che stanno vivendo a Massarosa, dopo che è stato accertato un dissesto finanziario che perfino il collegio dei revisori dei conti ha documentato, ma che la sinistra coda di paglia ha paura e si rifiuta di ammettere.  

Il terremoto che viviamo a Massarosa ormai da due anni infatti ha visto, questa volta, colpire una donna e in più assessora con le deleghe, tra le altre, per le pari opportunità. Una assessora - dichiarano Barsotti Simona, consigliera comunale Pd e componente della commissione pari opportunità e Bianchini Francesca, vice segretaria Unione Comunale PD e vice presidente della stessa commissione (perdonateci ma in genere si mette prima il nome e poi il cognome, visto che non si tratta di un verbale di polizia ndr)- che ha capito le nostre azioni e le nostre richieste, così come quelle degli altri commissariPuccinelli Elisabetta ha cercato di portare le nostre legittime istanze all’attenzione della giunta, ma molte sono state del tutto cancellate senza nessuna motivazione

La panchina rossa - spiegano i due consiglieri di sinistra - segno ben visibile e di immediata interpretazione e simbolo contro ogni tipo di violenza sulle donne, che non conosce quindi colore politico o appartenenza, a Massarosa è diventata  “un caso” dopo che un’associazione del territorio ha proposto e messo a disposizione una panchina mai accettata e presa in considerazione da questa amministrazione.

Quindi, ci par di capire che tutto si riduce a una panchina rossa, la quale, evidentemente è stata sufficiente per far modificare il giudizio politico sull'assessore allontanato: un anno fa doveva andarsene perché coinvolta in una vicenda non proprio edificante e, adesso, addirittura vittima di un sindaco che non sa apprezzare le iniziative di tutela delle donne. 

L’Assessora, anche nell’ultima commissione, convocata su richiesta da parte di 5 componenti, si è presentata e su quel punto ha dichiarato di non essere mai stata coinvolta dal sindaco Coluccini sulla “panchina rossa” o “arancione” come deliberata dalla commissione pari opportunità: ecco, ancora la panchina rossa e il fatto che la Puccinelli non si è sentita coinvolgere. 

Facciamo presente che a Massarosa, a malapena, in comune riescono a trovare i soldi per le fotocopie, che hanno la metà dei dipendenti necessari a far funzionare la macchina comunale, che hanno un buco profondo come la fossa delle Marianne e la sinistra ha sempre fatto finta di niente, e il problema della città, che non è proprio l'ultimo dei comuni della provincia, sarebbe quello della panchina rossa. Ma cos'è, siamo su Scherzi a parte?  

Elisabetta Puccinelli - è la chiusura della nota - non è mai tornata indietro rispetto alle sue dichiarazioni, rispetto alle idee condivise con i membri della commissione e di questo gliene diamo atto. Con lei, nonostante le difficoltà ed il clima teso, abbiamo condiviso diverse iniziative importanti e dall’alto valore sociale, come la giornata dei giusti, la giornata della disabilità, l’apertura dello sportello di ascolto per donne in difficoltà e la giornata sull’autismo. La commissione deve lavorare nella comunità e per sensibilizzare l’opinione pubblica e l’unica amministratrice di Massarosa  che ha garantito il rapporto con la sua “gente”, che ha diminuito quel divario tra il palazzo comunale e la popolazione è stata proprio Elisabetta Puccinelli che il sindaco ha cacciato in malo modo. Per questo come donne prima, ancora che come persone impegnate in politica e nelle istituzioni, vogliamo censurare l’atteggiamento padronale del sindaco e l’atteggiamento passivo delle forze politiche di centro destra che hanno permesso questa epurazione. Al tempo stesso vogliamo esprime solidarietà alla oramai ex assessora Puccinelli.

Incredibile metamorfosi kafkiana: da assessore che si deve dimettere per di più candidata in Regione e non si sa perché, sempre secondo la sinistra massarosese, a vittima del padrone maschilista, sessista Alberto Coluccini. Manca solo il binomio fascista e razzista e poi abbiamo fatto bingo.

Ma fateci il piacere e pensate al buco che avete provocato a questa città e ai debitori che non avete mai saldato quando governavate all'insegna della trasparenza.


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