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Scritto da aldo grandi
Massarosa
04 Dicembre 2022

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Lo hanno strattonato più volte, minacciato, assalito mentre, armato del suo fucile, stava recandosi a sopprimere un cinghiale ferito in un incidente stradale così come da esplicita richiesta pervenuta al comando di polizia provinciale di Lucca dalla Asl competente in materia. 

Come se non bastasse, dopo hanno diffuso sul web i video che ritraevano la scena della protesta degli animalisti e i loro tentativi di ostacolare il regolare svolgimento delle operazioni. Un vero e proprio massacro mediatico quello cui sono state sottoposte le forze dell'ordine intervenute, di cui sicuramente avrebbero fatto volentieri a meno, soprattutto, perché hanno dovuto faticare non poco per portare a compimento il compito ricevuto.  

E' accaduto a Massarosa, venerdì mattina intorno alle 10, in via dei Ghivizzani. Qui, in una fossa, giaceva ferito un cinghiale che, il giorno precedente, era stato investito da un veicolo. L'animale era stato trovato da alcuni animalisti che ne rivendicavano il diritto a poterlo prendere e curare, cosa che non è possibile per tutta una serie di motivi legali e amministrativi oltreché sanitari vista la presenza di una emergenza sanitaria quale quella della peste suina africana. 

I veterinari della Asl avevano osservato l'ungulato e avevano, a loro giudìzio, ravvisato ferite serie disponendone l'abbattimento come da protocollo richiedendo l'intervento delle forze dell'ordine per l'abbattimento dell'animale essendo la forza pubblica l'unica dotata di armi da sparo. In intervento obbligatorio, dettato dalla necessità di tutelare la sicurezza e la salute pubblica, previsto da norme quali la legge 29/2022, e le ordinanze del commissario straordinario nominato per fronteggiare l'emergenza suina che, impongono e dispongono,

l'abbattimento dei cinghiali che risultano coinvolti e feriti in incidenti stradali. Non sono previste altre disposizioni. Inoltre è previsto anche il divieto di movimentare i suidi sempre per via della pericolosità della peste suina.  

Le Asl, quindi, sono le uniche abilitate a disporre l'abbattimento e a chiedere l'intervento delle forze di polizia. 

Una volta giunti sul posto gli uomini della polizia provinciale si sono trovati di fronte un gruppo di animalisti facenti parte di un'associazione che ha un rifugio nei dintorni di Massarosa denominato Alma Libre. Questi hanno cominciato a protestare chiedendo di poter prendere l'animale ferito e di curarlo. 

Ovviamente a nulla sono valsi gli sforzi durati oltre un'ora dei veterinari della Asl che hanno cercato di spiegare che non c'erano alternative e che non potevano consegnare l'animale sia per la peste suina sia perché non erano nemmeno convenzionati per questo genere di affidamenti. C'era sul posto, infatti, anche l'associazione Vega-soccorso convenzionata con la Regione per il recupero della fauna selvatica in difficoltà. Anche loro hanno provato, inutilmente, a spiegare che non potevano prendere in carico l'animale. 

A quel punto la tensione, già alta, è salita ancora di più. Da un lato la professionalità degli agenti di polizia che non hanno accettato le manifeste provocazioni di alcuni animalisti che sono arrivati a strattonare l'agente armato di fucile per impedire l'intervento di soppressione del cinghiale. Nonostante l'uomo imbracciasse la carabina,

gli animalisti non hanno rinunciato a cercare in tutti i modi di impedirgli di fare il proprio lavoro anche con il rischio di fargli perdere l'equilibrio. 

L'animale, già ferito, era stato estratto con delle corde dalla fossa dove era stato trovato e portato in mezzo a un campo da dove, però, era poi riuscito a raggiungere un'altra fossa dove si era rifugiato anche dallo stress degli schiamazzi dei manifestanti.  

Sul posto è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri in supporto alle altre forze di polizia già presenti. Numero troppo esiguo, però, per riuscire a riportare la calma. Alla fine l'ungulato è stato finito con tre colpi di fucile. Mentre si recava a sparare al cinghiale, l'agente è stato più volte bloccato, come si evince anche dai video che circolano sul web, strattonato da uno degli animalisti, una donna, mentre un'altra lo ha minacciato, addirittura, che gli avrebbero ammazzato il cane e il gatto.

Sono intervenuti i carabinieri e, al termine, l'agente è riuscito a sopprimere il cinghiale. I veterinari della Asl hanno prelevato la carcassa mettendola dentro un sacco in vista delle analisi da effettuare.

Al momento degli spari gli animalisti si sono messi a urlare e piangere e una è anche svenuta. L'agente è stato esposto a un vero e proprio linciaggio mediatico sul web e nonostante siano arrivati al comando della polizia provinciale numerosi messaggi di solidarietà da colleghi e istituzioni per la professionalità mostrata in una situazione così tesa, sono giunti anche insulti e critiche.

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