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Pietrasanta

Bolkestein, balneari in trincea. Giacomo Menici: "No alla vendita dei bagni, sono i gioielli di famiglia"

martedì, 7 dicembre 2021, 20:58

di aldo grandi

Giacomo Menici lei è proprietario di uno dei bagni storici della Versilia, il Bagno Biondetti. In esso ha investito soldi e passione oltre a sudore e anni di vita. Con la direttiva Bolkestein tutto ciò rischia di andare in fumo e nessuno la risarcirà per quello che ha fatto, lei e la sua famiglia. Non dovrebbe essere, almeno, un po' incazzato?

Lo siamo, infatti, ma siamo anche fiduciosi che lo stato italiano non si renda colpevole di questa ingiustizia che danneggerebbe in maniera irreversibile anche tutto il tessuto sociale, la realtà lavorativa, il prestigio ed il valore delle proprietà immobiliari dei paesi di costiera. Agiremo in tutti i modi possibili per difendere l’equilibrio ed il prestigio creato negli anni. 

Il Governo Conte aveva prorogato di dieci anni l'introduzione della nuova normativa voluta dall'Unione Europea, ma il Consiglio di Stato ha ridotto a due anni il termine prorogato cosicché, entro il 2023, le concessioni dovranno essere messe all'asta. Cosa potreste fare voi balneari per respingere questa vergogna?

Dobbiamo agire uniti, insieme a tutte le associazioni che in Italia ci rappresentano, per sensibilizzare il governo ed anche l’opinione pubblica allo scopo di evitare questo scempio. Sostituire sane e funzionali imprese familiari con multinazionali straniere o con avvoltoi della criminalità organizzata provocherebbe una catastrofe distruttiva della nostra recettività turistica italiana, oltre ad una repulsione al godimento stesso del mare. 

Il Consiglio di Stato è stato chiaro: solo due anni di proroga dopodiché ogni tentativo da parte dello stato italiano di prorogare ulteriormente l'applicazione della Bolkestein verrà considerata una aperta violazione in contrasto con l'Ue. Domanda legittima: ma cosa si aspetta ad uscire dall'Unione Europea che serve solo ad imporre una uniformità inutile e pericolosa dimenticando le caratteristiche secolari di ogni singola comunità?

Non esprimo pareri sull’Europa. Rilevo però che la stessa ha concesso ai singoli stati la libertà di procedere secondo criteri propri. In Spagna, in Portogallo, in Francia, i relativi governi hanno sollevato le proprie attività turistiche dall’obbrobrio della Bolkestein. Solo in Italia si vuol procedere alla vendita dei gioielli di famiglia.

Ma i balneari della Versilia che stanno facendo per tutelarsi?

I nostri sindacati tutti, da nord a sud, stanno agendo uniti, con forza e determinazione. I nostri consorzi, le associazioni e noi balneari in prima persona difenderemo le nostre aziende, i nostri investimenti e le famiglie dei nostri dipendenti, che con l’insediamento di aziende straniere verrebbero sostituiti con manodopera importata. In gioco c’è il profilo della nostra Italia, le nostre tradizioni e il nostro patrimonio costiero finora tutelato.

Di fronte alle vostre proteste e rivendicazioni, c'è chi dice che fino ad oggi avete goduto di notevoli facilitazioni, pagando le concessioni un prezzo ridicolo rispetto agli incassi stagionali. Cosa risponde a queste osservazioni?

Oltre 150 anni fa, lo stato, allo scopo di sollevarsi dall’impegno di presidiare e bonificare le nostre coste, le diede in concessione ai privati, i quali, in virtù della lunghezza della concessione, vi hanno potuto spendere molti denari e trasformarle con ingegno e perseveranza. Paesi un tempo sconosciuti, blindati nella loro storia millenaria, si sono trasformati in fiorenti e moderne località turistiche proprio grazie agli stabilimenti balneari, che hanno sdoganato il turismo dalle grandi città trasferendolo sulla costa, luogo fino a allora impervio e sconosciuto. Tutto questo non è avvenuto da solo. Lo stato concede per il canone demaniale lo spazio della sabbia, ma tutto ciò che deriva da esso è frutto di cospicui investimenti che i singoli imprenditori hanno riversato sul territorio. Inoltre, i bagni pagano le tasse come tutte le altre aziende. Gli stabilimenti balneari non sono frutto di abusi o scempiaggini, come pensano alcune persone, ma derivano da fatiche ed investimenti arretrati nel tempo, accompagnati da strumenti rigorosi, quali piani regolatori voluti e studiati dalle amministrazioni di ciascun comune costiero, pagando oneri e realizzando opere a proprie spese, ampliando così la cascata di benessere dando lavoro a geometri, falegnami, imbianchini, giardinieri (spesso manodopera locale). Negli anni, per rimanere al passo coi tempi e garantire bellezza ed efficienza, ci siamo visti costretti a reinvestire il guadagno in manutenzione e migliorie. Gli incassi del lavoro vertono su quattro mesi di attività, mentre le spese, compreso il canone demaniale, sono relativi all’intero anno, e fanno fronte a piogge, mareggiate, imprevisti di ogni genere. Sono a nostro carico anche la salvaguardia e la sicurezza in mare mediante operatori professionisti, che danno tranquillità a milioni di bagnanti, la pulizia, il decoro, il servizio e tutto quanto distingue il soggiornare in un bagno anziché in spiaggia libera. Non dimentichiamo il prelievo fiscale e le decine di pagamenti di servizi comunali e di spiaggia.

Questa è la globalizzazione verrebbe da dire. E questi sono i suoi effetti. Giusto?

La globalizzazione è un serio pericolo poiché non potrebbe tutelare il profilo stilistico delle nostre coste. La tipicità delle nostre conduzioni familiari, la bellezza sobria e autoctona dei nostri bagni con spiagge e ombrelloni, tutto protetto dalle belle arti e dalla paesaggistica, la nostra cucina, la familiarità: tutti valori non replicabili, che vanno protetti come si protegge un’eccellenza. Se la Versilia diventasse una Chinatown, anche la passeggiata, i negozietti, le belle cose della costa perderebbero tutto il loro valore economico.

Ancora una volta l'Unione Europea, complice il Governo italiano e la Sinistra in particolare, vogliono stroncare gli imprenditori italiani mettendoli alla mercé di capitali stranieri, di capitali di organizzazioni anche criminali, di capitali nazionali, ma lontani anni luce dalla conoscenza delle tradizioni locali. Possibile che voi balneari non ve ne rendiate conto e non siate disposti a ribellarvi?

L’Unione Europea parla di equilibri, di omogeneità, di concorrenza. Ma, in una gara d’asta, come si può parlare di equilibrio quando, tra due soggetti che concorrono alla stessa concessione, uno l’ha pagato con soldi e vita e l’altro non ha per nulla partecipato alla sua realizzazione? È come mettere all’asta una laurea presa con anni di studio o una casa di famiglia pagata con il mutuo. Noi lottiamo affinché, per partecipare all’asta, sia necessario riconoscere al concessionario uscente quantomeno l’indennità del valore commerciale ed immobiliare dell’azienda da lui costruita o pagata, al fine di evitare che ci sia un indebito arricchimento sulle spalle di chi, appunto, quell’azienda l’ha creata.

Ci sono famiglie che, da generazioni, hanno investito nei loro stabilimenti balneari e, adesso, dovrebbero rimettere tutto in discussione perché l'Unione Europea, che nemmeno conosce il nostro mare chiusa com'è nelle stanze dei suoi palazzi di Bruxelles e del freddo nord Europa, così ha deciso uniformando tutto e cancellando in un batter d'occhio secoli di tradizioni e storie d'Italia. Ma a voi chi ripagherà di tutto quello che avete fatto fino ad oggi?

Ripeto, l’opera dei balneari perpetrata sino ad oggi è inestimabile: le nostre coste e città non sarebbero quel che sono in termini di ricchezza sociale, bellezza e prestigio. Chi ad oggi detiene un bagno o è erede del concessionario originale o l’ha comprato, rifondendo di fatto i valori e le fatiche del concessionario uscente e acquisendo gli stessi diritti e meriti, senza soluzioni di continuità. Questi meriti è lo Stato a doverli riconoscere, garantendo i valori sussistenti e scongiurando indebiti arricchimenti, in danno a 30 mila famiglie.

Sappiamo che tra balneari vi state incontrando. A che punto siete e quando vi rivedrete la prossima volta?

Proseguono incessanti gli incontri per promuovere una linea difensiva. Venerdì prossimo si terrà una riunione dei balneari di Pietrasanta al Club Velico.


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