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Politica

Baldini: "I Care non diventi una seconda Viareggio Patrimonio"

martedì, 19 marzo 2019, 13:09

Massimiliano Baldini torna ad attaccare la giunta di Giorgio Del Ghingaro sulla società partecipata del comune di Viareggio I Care. Baldini prova a mettere chiarezza sia su alcune cartelle inviate dalla società ai cittadini, sia, a livello di consigliere comunale della Lega, ad ottenere ogni informazione utile riguardanti gli atti del CDA di questa società partecipata.

"Le continue e molto preoccupanti vicende che stanno riguardando I Care - la società partecipata fortemente voluta dalla giunta Del Ghingaro a seguito del fallimento della Viareggio Patrimonio - alla quale, sin dalla sua costituzione, in accordo con il Collegio dei Revisori dei Conti presieduto dal Dottor Daniele Limberti, siamo sempre stati contrari per violazione della legge Madia, mi hanno indotto quale membro della Commissione Risorse, in accordo con i colleghi del Gruppo Consiliare della Lega, a fare istanza ex art. 28 e 29 del Regolamento del consiglio comunale per ottenere ogni informazione utile e copia degli atti inerenti non solo i verbali del CDA ma anche le ingiunzioni "al buio" notificate ed in corso di notifica a cittadini, imprese ed associazioni, oltre che l'ammontare delle somme per le quali I Care ha deciso di agire, i contenziosi pendenti sia in sede di mediazione che avanti la Commissione Tributaria Provinciale di Lucca, le sentenze del medesimo organo giudiziario pronunciate ai danni di I Care, i relativi annullamenti degli atti e le cifre relative così come il totale delle spese legali che i giudici hanno posto a carico di I Care."

Il problema diventa complesso quando un cittadino chiede di verificare gli accertamenti e le notifiche che la società ha fatto nei suoi confronti, ma I Care non consente questa verifica a causa di un contenzioso con un'altra società. Una situazione non trasparente e profondamente ingiusta nei riguardi dei cittadini come sottolinea lo stesso Baldini che potrebbe costar cara alle casse del comune.

"Anche a seguito delle dichiarazioni rese pubbliche della stessa I Care ed in virtù delle quali sarebbe confermato che le ingiunzioni notificate non permetterebbero al cittadino di verificare gli accertamenti e le notifiche (che sono il presupposto dell'azione ingiuntiva) in quanto contenute in una banca dati che non sarebbe più nella disponibilità di I Care a causa del contenzioso con Nexive, non è comprensibile come possano essere soddisfatti i presupposti della legge per l'emissione delle ingiunzioni stesse. Come ogni contribuente può evincere dalla stessa notifica dell'atto ingiuntivo, I Care informa che "il credito è divenuto certo, liquido ed esigibile", presupposto indefettibile per emettere una ingiunzione di pagamento, tuttavia rimanendo incomprensibile come tali presupposti di certezza, liquidità ed esigibilità del credito possano essere soddisfatti in carenza e/o incertezza di atti e relate di notifiche oltre che di comprovata corrispondenza fra contribuenti e debiti, come ammesso dalla stessa I Care. Insomma, non solo la vicenda è profondamente ingiusta perchè colpisce i cittadini costretti a difendersi avviando azioni giudiziarie impegnative e costose ma rischia l'innesco di un altro numero enorme di contenziosi destinati per I Care, e quindi per le casse del comune, alla probabilissima soccombenza."

Come si sia arrivati a questa situazione è la domanda che si pone il consigliere comunale della Lega, insieme ai suoi colleghi di partito ed alla quale cerca di dare una risposta. La sua speranza è che questa società non diventi una seconda Viareggio Patrimonio

"Ma come è possibile che si sia di fronte a questa situazione? E' sempre I Care, nelle ingiunzioni, a dirlo chiaramente, prima informando che si procede al recupero coattivo ex art. 2 del R.D. 14 aprile 1910 n. 639, norma che prevederebbe che l'ingiunzione emessa dall'Ente sia vidimata e resa esecutoria dal Tribunale nella cui Giurisdizione risiede l'Ente.Ma poi aggiungendo, sempre nella ingiunzione notificata, che "la presente ingiunzione è resa esecutiva di diritto (quindi senza più alcun controllo) ai sensi dell'art. 229 e 247 del D.Lgs 19.02.1998 n. 51 come modificato dalla Legge 16.06.1998 n. 188" con buona pace di ogni verifica dei presupposti di legge, della correttezza della documentazione di sostegno all'ingiunzione emessa e della tempestività della notifica al contribuente da parte di un organo terzo come avrebbe fatto il Tribunale".

"E' quindi evidente - continua il consigliere della Lega Massimiliano Baldini - che ogni ingiunzione emessa da I Care ai danni dei contribuenti non ha più in sè alcuna verifica, da parte dell'organo giudiziario, dei presupposti dell'azione intrapresa ed alla luce di quanto sta accadendo potrebbe risultare che larga parte delle ingiunzioni emesse siano assolutamente prive di fondamento. La riprova è data dal fatto che, agli sportelli di I Care e di fronte alle contestazioni dei cittadini, in molti si sono visti consegnare subito il modello per l'impugnazione delle ingiunzioni ricevute. E' evidente quindi, trattandosi di soldi pubblici e sussistendo anche un contenzioso con la stessa Nexive che rende la vicenda ulteriormente preoccupante, la necessità di conoscere come stanno realmente le cose e come sta operando I Care anche in questa vicenda che - lo temiamo sempre di più - non vorremmo si trasformasse in una seconda Viareggio Patrimonio."


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