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Politica

Del Ghingaro da campione del civismo a collezionista di bollini

mercoledì, 5 agosto 2020, 10:28

di rossella martina

Era il campione del civismo: con la sua lista e con quelle che lo affiancavano era riuscito cinque anni fa a sbaragliare alle elezioni comunali di Viareggio i grandi partiti della destra e della sinistra.

Ora cinque anni e mezzo dopo Giorgio Del Ghingaro, sindaco uscente di Viareggio, sembra il candidato più “partiticizzato” tra quelli che stanno per sottoporsi alle elezioni. Sponsorizzato da un numero di partiti che fa pensare ai bollini dell’Esselunga: chissà se a votarlo si vince la pentola.

Il sindaco uscente da dux politicamente libero si trasforma in vassallo, in primis del partito democratico che lo ha scelto dopo che in un primo tempo aveva deciso di appoggiare un altro candidato (e per questo il partito anche da queste parti si sta spappolando).

E il Pd ha già chiesto l’anticipo: sostituzione in Sea dell’ad Miracolo, fusione con Ersu, niente fuga dal Parco, accordi sul Porto. Per cominciare. Al seguito del Pd sono arrivati Più Europa, Italia Viva, Italia dei Valori, Partito socialista italiano, Italia in Comune di Pizzarotti, Europa verde (un assembramento che annovera anche Civati, storico nemico di Renzi), Volt. Tutte formazioni che inzepperanno (si fa per dire) di loro candidati le liste civiche (si rifà per dire) che Del Ghingaro presenterà.

Partiti che a Viareggio per lo più non si sono mai visti né sentiti, formati forse da una sola persona o manco da quella. Ma evidentemente l’importante è poter dire “ce l’ho ce l’ho ce l’ho”. Il bollino. Ora in molti si chiedono come sia stato possibile questa virata dell’ex campione del civismo verso la più stucchevole e usurata partitocrazia.

Facile da spiegare difficile da capire per chi pensa che la politica dovrebbe anche essere un percorso morale. Il sindaco uscente un bel giorno deve essersi messo al tavolino e ha cominciato a fare due conti: posso forse ripresentarmi alle elezioni con solo le mie liste civiche dopo cinque anni in cui non sono riuscito a combinare nulla? Cinque anni nei quali nessuna delle mie promesse è stata mantenuta? Dura ripresentarsi a mani vuote ai cittadini di Viareggio.

Va bene che si possono raccontare tante belle favolette, ma una cosa è raccontarle quando i cittadini non ti conoscono, tutt’altra cosa ricominciare a montare la fuffa quando ormai la gente ha capito il trucco dell’illusionista. Una volta mi è andata bene - deve aver pensato gdg - ma posso ancora sperare di battere agguerriti avversari di centrodestra e di centrosinistra con questo manipolo di civici?

Arduo assai anche solo immaginarlo considerando che i personaggi trainanti delle sue liste, coloro che avevano garantito per lui portandolo alla vittoria nel 2015, da tempo, delusi, gli hanno sbattuto la porta in faccia. Ecco quindi che il non prode Del Ghingaro tenta il tutto per tutto pur di cercare di mantenere la poltroncina a Viareggio (ne avrebbe preferite altre ma gli è andata buca).

E ha deciso di mettersi, diciamo così, al servizio. Ha flirtato con la destra del senatore Mallegni ma gli è andata male (solo un antiquato rimasuglio di Forza Italia è con lui in liste civiche), ha flirtato con Art 1 ma anche lì gli è andata di traverso, ha vantato amicizia con Grillo senza ottenere riscontri, ha corteggiato invece con successo Renzi imbucandosi alla Leopolda, e così via fino all’agognato traguardo di essere ‘assunto’ (un’assunzione sicuramente caldeggiata dall’amico governatore della Toscana Rossi) dal partito democratico che poi a cascata si è trascinato dietro altri simboli minori che hanno fiutato l’affare.

Se di affare si tratta. Vedremo se basta essere un sindaco uscente o se per confermare il consenso bisogna anche avere ben governato. A dispetto dei tanti bollini, infatti, lo spettro della sconfitta circola in piazza Nieri e Paolini. Una cosa è certa: con tale seguito di furboni professionisti il potere assoluto stavolta l’aspirante Re Giorgio se lo sogna. Proprio come i viareggini continuano a sognare il Piazzone rifatto, la Terrazza della Repubblica, gli scuolabus, la piscina, lo stadio...


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