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Politica

Vittorio Fantozzi: "La pandemia ha messo a nudo tutti i nostri limiti. La Meloni? Un condottiero"

giovedì, 4 marzo 2021, 16:00

di aldo grandi

Salve Fantozzi. Ci perdoni, ma, effettivamente, con un cognome così sembra impossibile parlare con lei di argomenti seri e più facile argomentare di leggerezze e commedie all'italiana. In fondo, però, cos'è la politica se non, appunto, una commedia. Cosa ne pensa lei che, da sempre, bazzica i meandri locali della politica? 

Concordo, peraltro il Fantozzi letterario e cinematografico lo dobbiamo ad un uomo di cultura eccezionale come Paolo Villaggio, capace di tradurre in arte ed in commedia i lati più grotteschi e tragicomici dell'Italia e dell'italiano del suo tempo. Oggi che ne avremmo bisogno sentiamo la mancanza di maestri della commedia, di figure capaci di metterci così efficacemente allo specchio, con l'idea di farci sorridere prima che riflettere, per raccontarci chi siamo, nel bene e nel male. Ed in questo senso, in questo quadro di declino perpetuo, la politica italiana offrirebbe senza alcun dubbio gli spunti migliori. Il tutto con i mezzi più idonei ed efficaci del nostro tempo, non più i libri, perché non leggiamo, non più i film, che non seguiamo, magari in fiction dove stiamo mostrando l'eterna vitalità della nostra vena artistica. 

Consigliere regionale di un partito in ascesa come Fratelli d'Italia. Consigliere regionale tra i più votati e senza mai avere avuto santi in paradiso anzi, casomai, all'inferno. 

Ho sempre fatto politica come mi ha insegnato mio padre e continuerò a farlo. E per lui l'idea di poter e saper contare su se stessi era basilare per non finire mai a dipendere da nessuno fino al punto di perdere la propria libertà e capacità di giudizio, in politica come nella vita. In una partita come quella delle regionali, considerata persa da molti presunti analisti di casa nostra, molto devo a chi mi ha aiutato ma moltissimo devo a coloro che invece mi hanno avversato. 

Lei conosce Giorgia Meloni?

Conosco Giorgia Meloni da lustri, dai tempi della mia militanza nel movimento giovanile di Alleanza Nazionale, che si chiamava Azione Giovani, erede del Fronte della Gioventù. Ho avuto il privilegio di averla presente come supporter nel 2009 durante la mia candidatura sindaco di Montecarlo quando lei ricopriva la carica di Ministro della Gioventù e siamo legati da un rapporto di rispetto e stima cordiale. 

Ci dia un giudizio sincero sul suo segretario politico? 

Giorgia è letteralmente un condottiero, una guida politica ispirata ed al tempo stesso una guerriera, nel senso più figurato ma aderente del termine. Carattere forte e sincero, ben aldilà di quanto il politicamente corretto italiano richieda, senza di lei non soltanto fratelli d'Italia non avrebbe il consenso che oggi registrano i sondaggi, ma la parola destra in Italia non avrebbe lo spazio politico che sta rioccupando, inutile negarlo. Alla sua caparbietà, alla sua coerenza e capacità d'analisi si deve il plauso dei partiti conservatori europei che l'hanno voluta presidente.  

C'è chi la critica per aver messo da parte l'eredità di Giorgio Almirante. Cosa ne dice? 

Oggi l'esperienza politica di Giorgio Almirante è consegnata alla storia politica italiana, noi che siamo figli del nostro tempo ed ambiamo ad interpretarne le istanze  lo facciamo attraverso il ricorso quotidiano a quei valori e principi che fanno di noi uomini e donne di destra, in questa sfida ne raccogliamo anche l'eredità che ci ha lasciato assieme ad altri, l'Onorevole Beppe Niccolai per esempio. 

Intanto è l'unica a non aver votato l'assalto alla diligenza Draghi. 

Una scelta corretta, coerente con quanto Fratelli d'Italia ha operato politicamente a livello nazionale prima e durante la pandemia e che deve prepararci adesso per farci trovare pronti quando agli italiani sarà ridata con la libertà di movimento quella di tornare alle urne per scegliere da chi essere governati. 

Covid-19: sia sincero lei che è uno tosto e, per di più, imprenditore. Meglio morire di Covid o morire di fame? 

Credo per indole che mi sia preferibile una morte in piedi, anche perché è l'unico modo in cui riesco a vivere. 

Come consigliere regionale si mette in tasca una bella sommetta. Non è che adesso perderà quella sua caratteristica combattività che l'ha sempre contraddistinta nei tempi passati? 

Sono stato educato a dare un valore molto relativo al denaro. La verità è che sono operativo H24 sette giorni su sette, vuoi per il costume politico da prima linea che ho sempre indossato, vuoi per le difficoltà dell'ora presente e la complessità delle tematiche all'ordine del giorno dell'assemblea regionale che non lasciano spazio per la fermata o per la sosta. Credo che a giovarne sarà proprio quella combattività che mi si ascrive. 

Con l'emergenza sanitaria che ci attanaglia da un anno ci sono categorie economiche e, soprattutto, persone con l'acqua alla gola e altre che, purtroppo, sono già affondate. Sono sempre gli stessi, quelli che non hanno lo stipendio garantito come, ad esempio, gli statali di qualunque razza essi siano. Non sarebbe il caso di far pagare qualcosa anche a loro? 

La pandemia ha messo a nudo, come mai prima, tutti i nostri limiti, le carenze, le debolezze, le insufficienze assieme, spesso, ai nostri lati peggiori. Sono emersi, ovviamente, anche i lati positivi, la solidarietà, gli eroismi, l'inventiva ma il lato oscuro pare davvero in netto vantaggio. Abbiamo perduto e stiamo ancora perdendo un'occasione straordinaria, forse irripetibile, per darci la scossa necessaria ad invertire la rotta, riaccendendo la speranza in questo eccezionale popolo italiano e fondando un nuovo patto tra Stato e cittadino, dove allo Stato per rispondere alla domanda sarebbe toccato mostrarsi compiutamente all'altezza del momento che stiamo vivendo. La classe dirigente italiana, senza meraviglia, non ha saputo ancora una volta mostrarsi all'altezza.  

Fratelli d'Italia: in provincia di Lucca più che di fratelli, al massimo, si può parlare di cugini. 

Non esageriamo, in tutti i partiti ci sono anime e sensibilità diverse. Sta a coloro che ricoprono i ruoli direttivi a far sintesi delle diversità facendone una ricchezza in termini di impegno e risultati politici. Il superamento, anche a Lucca, del periodo di commissariamento del partito con il ritorno ad una gestione ordinaria, grazie all'opera meritoria del nuovo coordinatore regionale Fabrizio, aprirà ad una stagione di coinvolgimento e condivisione, fin troppo mancata, tale da consentire a Fratelli d'Italia di gestire al meglio questa fase di grande crescita mirando ad incidere profondamente nella politica lucchese.  

A Lucca la vediamo spesso in compagnia di Marco Martinelli. Scusi, ma non era in Forza Italia fino a qualche mese fa? 

Con Marco Martinelli ci lega un lunghissimo e comune percorso di militanza in Alleanza Naziionale, dalle fine degli anni novanta, dove abbiamo potuto osservare da vicino e conoscere assieme la politica della città ed il modo di far politica del compianto ex Ministro Altero Matteoli, la cui presenza ed il cui spessore oggi si fa sentire anche nel peso che Lucca non ha più a Firenze quanto fuori regione.  

E' vero che a Lucca state seriamente pensando a candidare a sindaco Moreno Bruni della serie il nuovo che avanza? 

Non ne sono a conoscenza, ma semplicemente perché gli organi politici del partito non si riuniscono da un lunghissimo periodo di tempo. Chiunque oggi parla di candidature sa benissimo di farlo a titolo meramente personale. 

Ex manifattura tabacchi, vogliamo una risposta secca: lei è favorevole o no al progetto Coima-Fondazione Carilucca? 

Il progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca rappresenta una grande occasione per Lucca soprattutto in un momento storico di crisi come quello di oggi. Il promotore del progetto ovvero la Fondazione Cassa di Risparmio è per la città di Lucca, ma da ex Sindaco posso aggiungerlo senza tema di smentita, una garanzia di affidabilità. Attendiamo l'esito del processo tecnico avviato dal comune di Lucca avendo però come pilastro un dato di realtà: ad oggi quello della fondazione è l'unico progetto, depositato in comune, reale e concreto per riportare la ex Manifattura ad un nuovo ruolo nella storia della città ed al suo antico splendore. L'alternativa al progetto targato Fondazione Crl – Coima è rappresentata da un degrado irreversibile e pluridecennale che è visibile ad occhio nudo visitando la struttura. 

Sa che a Montecarlo qualcuno la rimpiange?

Montecarlo hai il privilegio oggi non soltanto di avere Federico Carrara come sindaco, con il quale ho condiviso oltre dieci anni di attività amministrativa, ma insieme a lui una squadra di amministratori di lunga e provata esperienza, una vera e propria famiglia alla quale il sottoscritto deve i risultati ottenuti nel corso dei due mandati da sindaco. 

Lei ci sta simpatico perché è uno di poche seghe. Quello che ha da dire lo dice e se c'è da incazzarsi si incazza. Come fa a trovarsi bene nell'ipocrita mondo della politica e, soprattutto, a contatto con la palude romana? 

La risposta o l'antidoto è in due parti da un lato a mantenersi fedeli a se stessi e riconoscere che si è in politica quello che si è nella vita senza dimenticarlo mai, dall'altro porsi costantemente l'obiettivo di migliorare ciò che ci circonda preferendo sempre la sostanza alla forma.


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