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mercoledì, 18 luglio 2018 - Recte agere nihil timere

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Enoteca Marcucci

L'Enoteca Marcucci supera lo scoglio del 31 marzo e farà la stagione estiva, ma senza un'offerta concreta alla curia pisana non ci sarà futuro

di Aldo Grandi

L'Enoteca Marcucci era ad un passo dal baratro. Adesso, per fortuna, il baratro si è, quantomeno, allontanato. Infatti, il termine del 31 marzo 2013 come ultimo giorno oltre il quale Michele Marcucci avrebbe dovuto fare le valige, è scaduto senza che la curia pisana e il commercialista Luigi Marchetti che ne tutela e rappresenta gli interessi economici, abbia dato avvioo alla procedura di sgombero-sfratto esecutivo. Qualcosa bolle in pentola? Forse, ma se non interverranno, entro breve tempo, offerte concrete da parte del gestore dell'Enoteca più famosa della Versilia, saranno dolori. Sicuramente sia monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa, sia Luigi Marchetti hanno avuto una sorta di perplessità davanti alle decine di interventi, e-mail, messaggi piovuti alla nostra redazione e sulle pagine facebook dedicate alla vicenda, che hanno difeso il diritto dell'Enoteca Marcucci a non morire il 31 marzo, ma è indubbio che non si potrà tirarla avanti fino a chissà quando senza un concreto passo avanti sotto il profilo economico.

In questa storia, per cercare di trovare un'intesa, si stanno muovendo imprenditori di livello nazionale, direttori generali di istituti di credito, personaggi vari e amanti dell'enoteca. Tutti vogliono raggiungere l'obiettivo di concludere positivamente una vicenda che è finita sui quotidiani più importanti della penisola. Ci sono, sicuramente, i presupposti per riuscire nell'intento. Di sicuro, a questo punto, Michele Marcucci, grazie alla disponibilità della curia pisana, potrà portare a termine la stagione estiva ed è, questo, un risultato straordinariamente importante sotto tutti i punti di vista, ma non potrà essere un traguardo bensì solo una tappa verso la definitiva cessione-vendita dello stabile di proprietà della Chiesa a chi vorrà acquistarlo, Marcucci compreso. C'è, probabilmente, una trattativa in corso ben avviata, ma è presto per cantare vittoria. Nel frattempo, però, il segnale di distensione inviato da Marchetti e da monsignor Benotto è di quelli da non trascurare.

“La nostra bottega” di Michele Marcucci.

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Se vuoi dare la tua recensione o fare un commento in merito, scrivi a: enotecamarcucci@lagazzettadiviareggio.it, grazie!

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I vostri commenti:

1) Antonelli Armida (Camaiore) - Perché salvarllo.......perché è un posto di ritrovo gioioso, informale, unico in Versilia...

2) Michelangelo Masoni (Viareggio) - Vergogna! Almeno facessero beneficenza... Forza Michele!

3) Aldo Corazzini - È vergognoso che la chiesa voglia speculare su un immobile facendo chiudere un attività ventennale, per speculare su un immobile... ma i lavoratori chi li tutela? Forza Enoteca Marcucci. Sono con voi.

4) Franca Lazzotti (Marina di Pietrasanta) - Perché salvare l'Enoteca? Perché Michele ha reso MAGICO questo posto! Franca Lazzotti via Maddalena 25 55044 Marina di Pietrasanta.

5) Giovanna Bellini - L'Enoteca per noi non è solo un ristorante, una buona cantina, è "un piccolo mondo", di incontri, creatività, e in sordina e senza pretese, talora di cultura, con le opere esposte... Niente è mai casuale eppure tutto sembra naturalmente li'... Credo che la chiusura, lo smantellamento dalla sede attuale sarebbe un dolore per gli amici, una perdita per la cittadina di Pietrasanta. 

6) Annalisa Bugliani (Pietrasanta) - Senza l'Enoteca non saprei dove andare. Banale? Ma è la verità!

7) Giuseppe Grammauta (Pietrasanta) - L'enoteca Marcucci è ormai diventata un punto di riferimento non solo enogastronomico, ma soprattutto culturale per Pietrasanta e a livello nazionale. Non ci si dimentichi, oltretutto, l'impatto occupazionale che la chiusura porterebbe e il contraccolpo per l'intero "modello Pietrasanta" tanto celebrato nel mondo.

8) Jacopo Giannini (Viareggio) - E' una presa di posizione assurda da parte della Chiesa, perché non si riesce a capire come un ente, rappresentante di un'etica lontana dalla parte venale delle cose, si debba imporre per monetizzare i propri beni a prezzi fuori dal mercato solo in nome del vil denaro!

9) Johnatan Aladino Canova (Viareggio) - L'Enoteca Marcucci non deve chiudere, ovviamente perchè ci si mangia bene e si beve benissimo, ma soprattuto perché è un luogo magico, unico in cui ci si può incontrare gente, consentitemi, normale e famosa, mangiare insieme in un'atmosfera unica. Informale.

10) Gennaro Battiloro (Querceta) - Trattato da re e da amico. Informale e magico. Il posto dove parlar di vino, cibo e conoscere tantissime persone. Respect!

11) Lido Vannucchi (Lucca) - Credo che la chiesa sià comunità, sia fratellanza, sia fede. Fede ne vedo poca in questo momento e pure il Papa se ne è accorto, vedo molto IOR, Comunione e Liberazione, Opus Dei, nei lati più oscuri e tenebri "Oscurantisti" del loro vissuto. Vedo una comunità frivola, sciocca e succube, a mode e poteri forti, "la comunità è Pietrasanta" non si svende la pelle si deve trovare una situazione di mediazione. L'enoteca è una realtà, conosciuta, è vita, è aggregazione, è denaro che circola, è passaparola, è porta bandiera di un tessuto sociale. Disgrega quello e sarai finito. un semplice pensiero di un Fotografo Gourmet.

12) Elena ed Elisabetta Anoè (Larciano -PT) - L'enoteca Marcucci è diventata il nucleo e una delle maggiori attrazioni della città...non riusciamo più ad immaginarci la bellissima Pietrasanta senza la sua Enoteca... un ritrovo amato da chiunque ove la cultura predomina ...cibo/vin/arte...un connubio fantastico... Michele è stato e continua ad essere un abile ristoratore e non solo...ha creato tutto questo ed è giusto che il suo successo continui...tutti i nostri cuori sono uniti dentro questa Enoteca e a lui...siamo sicure che ce la faremo! 

13) Gabriele Milano (Cuneo) - Solidarietà all’”istituzione” Enoteca! E’ disarmante rilevare, in questa triste vicenda, l’inerzia dimostrata dai diretti beneficiati dalla creatura dei Marcucci : qui si sta mettendo in gioco una rilevante fetta del futuro turistico dell’intera città di Pietrasanta, che, anche grazie all’Enoteca, ha goduto, per anni, della presenza continuativa del jet-set internazionale. Mi associo, pertanto, al coro di protesta ed auguro di tutto cuore che si trovi una soluzione di continuità.

14) Maria Rosa Sarti (Pietrasanta) - Sarebbe una grave perdita per Pietrasanta a livello di immagine...il locale è frequentato da artisti e personaggi pubblici...Inoltre ci sarebbero perdite di posti di lavoro in questo periodo difficile..il sindaco dovrebbe tenere di conto.

15) Simona Palumbo (Massa) - Perchè cacciare l'Enoteca? Nessuna risposta plausibile. Da Michele si sta bene. E' una piazza di incontri, di sorrisi, di cultura piuttosto che di cibo e vino. Cosa richiedere di più a un locale? Istituzione di Pietrasanta dove tutto è costruito al meglio, ricercato e apprezzato in Italia e all'estero. Da Michele si sta bene sia in jeans sia in giacca, basta che tu sia una persona corretta, onesta.Cosa c'è di sbagliato in tutto questo. I soldi vanno e vengono, locali come L'enoteca Marcucci se se ne va non torna più. Una grande perdita al confronto del vile denaro. 

16) Marco J. - Un simbolo. Non può finire.

17) Roberto e Cristina Lazzeroni - Gentile Michele, come tanti abbiamo passato serate piacevolissime all'Enoteca e come tanti, siamo sinceramente addolorati ( e non esagero ) al pensiero di non poter tornare questa estate... al " nostro " tavolo 94" sempre lo stesso e sempre dentro... Ci auguriamo tu possa trovare una soluzione praticabile e condivisa. 

18) Monica Picedi Benedettini Sarti - Mantenere luoghi come l'Enoteca Marcucci di Pietrasanta vuol dire mantenere le tradizioni e la cultura italiana.
Così come per la moda,  l'artigianato, le piccole realtà che esistono e a fatica resistono si dovrebbe fare il possibile per agevolare anche queste nicchie, preziose e rare,  in una società che tende ad unificare tutto e tutti. La bravura di Michele nel gestire e dare lavoro a tante persone, in momenti così difficili per tutti, dovrebbe essere premiata e non ostacolata .Io sono dalla loro parte con tutto il mio affetto.

19) Paolo Simi - Valdicastello - Michele è un grande personaggio della ristorazione, ma questa volta ha sbagliato la previsione: ha perso una battaglia Civile, e forse doveva trovare la soluzione molto tempo prima. MA HA FATTO MOLTO PER PIETRASANTA, anzi forse è conosciuta nel mondo più per i suoi meriti che per altri artisti. Inoltre da lavoro a 30 persone, Inoltre da lavoro indiretto a molti negozi, Inoltre da lavoro a molti fornitori, perciò mi sembra dovuto un atto di CLEMENZA DA PARTE DELLA CHIESA. Visto che la chiesa di quel posto li non ci fà nulla, e non ci deve mangiare, sarebbe bene pensasse all'interesse della comunità, che alle azioni civili.

20) Gio Marta (Torino) - Tanto si è scritto e letto sullo sfratto esecutivo dell'Enoteca che questo mi porta personalmente ad esprimere un messaggio nuovo che guarda verso il futuro e che possa aiutare Michele nei suoi pensieri e nei suoi nuovi progetti. Io credo che tutti noi dobbiamo essergli vicino trasmettendogli forza e coraggio nel prendere la sua decisione. Lui non ha bisogno di sentirsi dire " io farei ", ha bisogno di sentirsi dire "Michi ci siamo". Noi ci siamo qualunque sia la tua decisione...perche' tu sai cosa fare e cosa vuoi fare e noi possiamo solo dirti fallo perche' ci siamo. Hai costruito questa famiglia ...e questa famiglia ti e' vicina. Hai trasformato un luogo di ristorazione in un luogo d'incontro ... dove nascono amori ...dove ci si siede a tavola con sconosciuti e ci si alza amici ....dove si fanno discussioni importanti ma anche gossip ...questo e' un valore frutto del tuo lavoro, della tua dedizione e delle tue capacita' ...per cui oggi noi non abbiamo bisogno di dirti cosa fare ... ma di dirti guardiamo avanti e noi in questo guardare avanti ci siamo ...ci siamo comunque e ovunque ...  perche' sei Tu il valore dell'Enoteca ...sono i tuoi Ragazzi .... siamo Noi ... questa e' l Enoteca Marcucci ...con amicizia e affetto.

21) Luigi il fratello di Annalisa - Michele ti stiamo vicini.

22) Anonimo - Primo. In un momento di crisi consentiamo che chiuda un'impresa di successo. Secondo. Consentiamo che sparisca un punto che da venti anni ė il riferimento per tanta gente di Pietrasanta e addirittura di tutta l'Italia. Terzo. Si tratta di un ambiente magico. Probabilmente non ripetibile. Possibile che non esista modo di salvarlo?

23) Anonimo - Difficile giudicare senza sapere tutto. Certo ė difficile accettare che la chiesa, in un momento cosi difficile per imprese e lavoratori, decreti la fine di un'impresa e mandi a casa qualche decina di lavoratori. Se ci sono ragioni valide possiamo almeno saperle? Altrimenti ė possibile che il tutto venga sacrificato sull'altare del dio soldo? Quale ė il motivo cosi valido per cui chiudere un luogo storico, mandare a casa diverse persone e avviare a un potenziale falimento una impresa storica e importante per la realtà pietrasantina?

24) Andrea Carobbi - Certifico la qualità, la particolarità e l'unicità che determinano la necessità che l'enoteca Marcucci prosegua la sua eccezionale testimonianza dell'italico genio creativo.

25) Lamberto Giusti - Non si può distruggere un patrimonio enogastronomico di tale importanza!!! Salviamo l'enoteca.

26) Tommaso Colzi - Se a questo punto si arrivasse e facessi parte dello staff dell'enoteca mi recherei con la mia famiglia tutti giorni pranzo e cena alla curia di Pisa o a casa del signor Marchetti. In un momento cosi difficile far chiudere un'attività con trenta lavoratori per una presa di posizione è assurdo. Una soluzione queste persone che dovrebbero avere poco spirito imprenditoriale e molto spirito di umanità potrebbero trovarla. Dipendenti dell'enoteca e Michele andate a mangiare alla curia di Pisa e portate con voi anche le vostre bollette da pagare!!!!! 

27) Paolo Kessisoglu - Io e la mia famiglia abbiamo passato la prima infanzia di nostra figlia a chiacchierare e scherzare seduti all'aperto ai tavolini informali dell'enoteca. Abbiamo sempre respirato un'atmosfera rara di semplicità e insieme di internazionalità culturale. La dolcezza di Franca e la passione di Michele non meritano questo colpo durissimo. L'enoteca è più di un ristorante, è l'immagine stessa di Pietrasanta. Ci auguriamo si possa trovare un accordo. Se non sono convincente non smetto più! Avvertiti!!!

28) Stefano Lucacchini (Seravezza) - Parlare dell’importanza di questo locale mi sembra veramente superfluo. Un punto d’incontro che vanta tra la sua clientela i nomi più famosi della cultura, arte e spettacolo a livello internazionale. Un indotto importante per la Versilia, dai piccoli e grandi esercizi commerciali della zona, da cui si rifornisce, ai trenta dipendenti, risentiranno dell’eventuale chiusura di questa storica Enoteca. Ciò che mi stupisce maggiormente è la fermezza di coloro che sono irremovibili sulle loro posizioni, coloro che predicano la parola di Cristo, ma purtroppo non la mettono in pratica. La loro scelta causerà la perdita del lavoro a trenta persone, trenta famiglie che da fine marzo non potranno più contare su uno stipendio. Non sono cattolico, ma mi rifaccio alle parole di Cristo: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli. Tre milioni di euro…………………

29) Maurizio Pastacaldi - Con dispiacere seguo da mesi questa assurda vicenda che si sta abbattendo sull'Enoteca. La famiglia Marcucci ed in particolare Michele ha portato e sta portando avanti un'attività storica in Pietrasanta; la possiamo sicuramente paragonare come una pietra miliare per la fiorente cittadina versiliese... Sicuramente l'attività del Marcucci, da una dozzina di anni a questa parte, ha aiutato a far arrivare il "jet set mondiale" in questo piccolo angolo di paradiso incastonato tra la riviera e le Alpi Apuane. Artisti, attori, industriali ma anche gente comune che ama il posto e vive la simpatica goliardia  toscana... Sicuramente tutto questo "brusio marcucciano" ha fatto si che il benessere, anche nei periodi di crisi faccia vivere serate indimenticabili per tutti...Il male... Se l'Enoteca chiude, oltre a mandare a casa i dipendenti del locale, a muovere dalla cantina migliaia di bottiglie (cosa non favorevole per il vino di qualità) anche la mancata presenza degli ospiti che solitamente ci girano attorno.... e come ben sappiamo la Versilia è famosa e si regge sul turismo..Via Garibaldi, sede dell'Enoteca Marcucci, si spengerà di quelle luci, di quelle battute e di quei sapori che solo Michele è riuscito a creare nel tempo...Con dispiacere l'arte nella ristorazione lascerà spazio non so a chi e non lo voglio nemmen sapere per cosa altrimenti andrei a toccare dei temi scomodi.. Una domanda mi sento in dovere di formulare a chi di dovere: "I dipendenti e le loro famiglie chi debbono ringraziare... per il bel dono di Pasqua che gli stanno facendo?" Spero non solo la Chiesa ma altri interessi perchè la parola di Cristo sicuramente non predica questo..!

30) Lorenzo "K" Giglioli (Pisa) - Come amante delle belle cose e fan delle persone che riversano tutto..passione ..cuore...voglia...sogni in ciò che fanno provo immenso dolore nel veder così alto il rischio di scomparsa di una Realtà tra le più prestigiose e sane del nostro Paese.... Voglio dire "rischio" perché non intendo minimamente credere fino in fondo che l'Enoteca di Michele Marcucci possa scomparire dal posto pieno di fascino in cui è sempre stata..... Lascerei da parte il livore nei confronti di chi dimostra poca affinità con storia e passione e piuttosto invito tutti i Passionari come me a far sentire sempre più forte il loro appoggio a Michele. ..... Io ci spero ancora! K

31) Marcello Pioli (Parma) - Chiudere l'Enoteca sarebbe un disastro per tutta Pietrasanta, è veramente scandaloso! 

32) Eleonora Frescobaldi - L'Enoteca? Un posto magico, unico, dove il buon cibo si sposa con la classe e la semplice eleganza senza sfarzo di Michele che come un direttore d'orchestra regala a noi tutti la magia di Pietrasanta! Perché, per chi non lo sapesse, l'Enoteca fa la differenza a Pietrasanta, l'enoteca è Pietrasanta! Bisognerebbe chiudere gli occhi e andare oltre e capire che mai come oggi abbiamo tutti bisogno di credere in qualcosa che funzioni davvero, che dà lavoro, che crea l'immagine di una Italia forte e sostanziosa! Non tagliamo via le piante buone che danno ottimi frutti ... cominciamo ad eliminare le erbacce inutili che ramificano ovunque creando confusione e deprezzando il lavoro degli italiani, salviamo e tuteliamo chi in tutto il mondo porta alta la nostra bandiera! Grazie Michele per la straordinaria bistecca con i grani di sale aromatizzati, per i pomodori dell'orto, per la zuppa di legumi... ma soprattutto grazie per avermi regalato ogni anno momenti irripetibili di allegria, di buon vino, di tanta amicizia vissuta con semplicità ed eleganza. Perché in fondo, diciamolo, l'eleganza fa la differenza ..no?!

33) Serena Ninci - Perche' salvare l'Enoteca? Impossibile racchiudere in una mail i 1000 motivi. Uno su tutti? Pietrasanta senza l' Enoteca e senza Michele Marcucci non sarebbe Pietrasanta ..perderebbe magia. Michele è un genio creativo e ha una sensibilità fuori dal comune nonché un grande Amico. Good Luck !

34) Gianna Moise - Locale dove la cultura si lega ad una profonda ricerca Gastronomica e Enologica. PIETRASANTA é rappresentata anche dall'insostituibile Enoteca Marcucci.

35) Marco Hauri (Evelino) - Ero presente al primo giorno di apertura dell'ENOTECA, dove su vassoi di carta alimentare si servivano salumi e formaggi alle erbe, con passione smisurata per il vino ed il cibo, ma ciònonostante sembrava impensabile che il locale potesse raggiungere la notorietà che ha acquisito in tutto il mondo. Pur non essendo il mio lavoro, ma per pura passione e con estrema umiltà frequento ristoranti, enoteche e produttori di vino, credetemi, non ho mai visto così tante persone sorridere in termini di ammirazione per un locale, ho scoperto con grande felicità che l'Enoteca è conosciuta dai più piccoli ed austeri produttori di Borgogna fino alle grandi case di champagne di Reims, dalle trattorie più storiche dell'Emilia ai tre stelle di Lione o di Parigi, perche? NON esiste un posto al mondo dove il "bizzarro del paese" possa bere La Tache 1978 seduto vicino ad un industriale famoso o ad uno stilista inglese o ad uno scultore di fama mondiale o chissà a chi, ma non esiste un posto, ripeto dove ci sia una così varia e forte aggregazione sociale. Sono state stappate, bevute e giudicate bottiglie da far impietrire Robert Parker; ho piccoli libri dove elenco in venti anni bottiglie degustate all'Enoteca, dove Chateaux Petrus 75 o 82 è stato il vino più banale, dove sotto una fasciatura di carta argentata, per degustare alla cieca, poteva esserci Mouton 82 o un Morellino di Scansano, dove le bottiglie di Romanèe Conti del 1923 -45- 59 ecc ecc venivano valutate alla pari di un Pinot nero dell'Alto Adige, tutto questo per la maestria e la capacità di saper fare il proprio lavoro; questo Michele è stato in grado di fare, ma se ciò non interessa ai proprietari dell'immobile, forse anche a ragione, NON si può non considerare che l'Enoteca non è più un semplice ristorante: è un bene di tutta Pietrasanta, un'attrazione ed in quanto tale, uno strumento economico per molte altre attività della piccola cittadina. Bisogna che qualcuno di dovere si MUOVA, io non credo che l'Enoteca possa chiudere, non ci voglio credere a costo di barricarsi tutti e 25 000 cittadini di Pietrasanta di fronte alla porta, capisco il termine di PROPRIETA' in termini giuridici, ma questo posto è diventato qualcosa di più, non si può tirare giù la torre EIFFEL perchè il proprietario del terreno deve costruirci un grattacielo. Tranquilli non chiude o creo un movimento 6 stelle ANTI CHIUSURA.

36) Eleonora Mencaglia - Se da mesi l’opinione pubblica nazionale – e non – è mobilitata per impedire che l’ Enoteca chiuda, c’è sicuramente un motivo. Anzi, i motivi sono tanti e uno più valido dell’altro. Il locale non è soltanto un posto riservato agli intenditori di vino dove, anche i più esigenti, possono soddisfare le loro richieste. No, è il Paradiso terrestre anche per noi comuni mortali ! ! ! ! Quando andiamo a cena là, ci sembra di andare a casa di amici; amici che ti fanno sentire sempre a tuo agio, che ti fanno sentire un po’ speciale proponendoti piatti che catturano la vista prima ancora del palato grazie agli ingredienti accuratamente selezionati; dove, accanto alle antiche ricette tradizionali puoi assaggiare nuovi accostamenti, o rimanere piacevolmente sorpreso dalla fragranza del panettone appena sfornato.............................. il 15 d’agosto ! ! ! La sua chiusura sarebbe un colpo mortale per Pietrasanta perché questi due elementi vivono in simbiosi: la nostra cittadina ha offerto al ristorante la sua perfetta collocazione in via Garibaldi, una delle strade più caratteristiche del centro storico e l’Enoteca la ripaga, da più di 20 anni, con la sua numerosa e variegata clientela che incrementa il fatturato di negozi, alberghi e attività artistiche, e questo spiega la disperazione di tutti i commercianti per una tale eventualità. Un posto unico dove, passeggiando la sera d’estate, puoi scovare, seduti ai tavoli, personaggi famosi dello sport, visti in tv o sulle copertine delle riviste e sentirti orgoglioso perché hanno scelto di venire a Pietrasanta, la TUA cittadina! Infine, ma non certo per ordine d’importanza, ricordiamoci che l’Enoteca dà lavoro ad una quindicina di persone – che diventano il doppio nel periodo estivo – e questo significa 30 famiglie che, finché esisterà l’Enoteca, non vivranno l’incubo della disoccupazione!!! Questa priorità dovrebbe spingere chi si ostina su certe posizioni, una soluzione per un problema che si può risolvere semplicemente con un po’ di buona volontà................ Questi sono solo alcuni dei motivi che ci spingono tutti a lottare al fianco di Michele e a dirgli: ” TI VOGLIAMO BENE E SIAMO TUTTI CON TE ! ! ! “.

37) Maurizio Venturini - L'energia di certi luoghi non ha anche degli aspetti che sono al di sopra del normale scambio commerciale tra vino/cibo e il vil denaro? Eminenza la prego di meditare su questi aspetti prima che sia troppo tardi.

38) Paolo Svetlich - Credo che al di là dei mille annunci effettuati in quest'ultimo periodo ci si dovrebbe fermare un attimo a riflettere su alcuni dati: Michele con la sua enoteca rivestono un ruolo di primaria importanza a livello nazionale e non solo, e sono un fiore all'occhiello per Pietrasanta e la Nostra Versilia tutta. Questo per quanto riguarda l'immagine e il richiamo turistico di cui bisogna sempre tenere conto. Senza dimenticare chi lavora giorno dopo giorno in questo magico posto e l'indotto procurato a tutti i fornitori (tutti sanno che l'Enoteca propone molte pietanze/vini a km 0). In conclusione spero vivamente che tutti si sforzino per preservare uno dei gioielli più splendente della nostra terra, patrimonio di tutti i versiliesi.

39) Marco Mallegni - Signori e signore, vescovi e commercialisti cerco di spiegarvi in poche parole cos'è, per me e per molti, l'Enoteca Marcucci di Pietrasanta: è un posto di ritrovo, di convivialità dove puoi passare momenti indimenticabili con tua moglie, con i tuoi figli, con i tuoi amici. Sì, perché questo posto è adatto a tutte le ETA' e a tutte le estrazioni sociali, dove intorno ad una tavola siamo tutti uguali tutti sullo stesso piano dove si passano ore ed ore sotto la luce di quelle candele e quei dondoli a parlare a confrontarsi e a conoscersi. Si,  signori miei cari, un posto magico che per fortuna ho imparato a conoscere già dai primi anni di apertura e vorrei frequentare per ancora tanto tempo perciò fate una riflessione, pensateci, non può chiudere assolutamente e motivo ancora più importante mandare a casa tutte quelle persone che ci lavorano le loro famiglie e i loro figli perché l'enoteca non è solo un ristorante, ma è come una grande nave che porta con sé tanta gente e ha tante responsabilità. Per poi non parlare di Pietrasanta: con tutta la notorietà, la bella gente e le personalità che ha portato questo locale in questa ridente cittadina incrementando con il lavoro del suo proprietario e dei suoi collaboratori la notorietà di questo posto in tutta Italia e all'estero, grazie Enoteca, grazie Michele e grazie a tutti i tuoi meravigliosi collaboratori e non arrendetevi mai e contate pure sul nostro aiuto perché noi ci saremo.

40) Rubina Panatta - Hasta Enoteca Marcucci siempre!

41) Andrea Macchia - Ciao Michele. Siete l'unica enoteca-ristorante che tiene alto il nome di Pietrasanta, non si può certamente farvi chiudere, non capisco come mai il ramo oscurantista della chiesa debba ancora influenzare la nostra vita privata. Non si può mollare, bisogna andare avanti, chi si ferma è perduto. Forza!

42) Luigi Grammauta (Pietrasanta) - Sono giovane e frequento l'Enoteca sin da bambino. Posto per tutti, una gioia. Vorrei continuarla a frequentare anche da grande!

43) Rosaria Panatta (Pietrasanta - organizzatrice eventi e moglie di Adriano) All'enoteca sono legata da una vita. Da 27 anni, quando aprì e non era un ristorante famoso come oggi. Provo un profondo affetto per Michele. Io e Adriano venivamo qui per assaggiare i manicaretti di mamma Franca e sfido qualunque architetto a progettare un locale così fascinoso che Michele ha tirato su con il suo genio. Nel tempo sono testimone della crescita del suo impareggiabile carisma. Il mio è un amore profondo.

44) Franca Dini (org. Due cuori e una chitarra con Rosaria Panatta) - Michele è cresciuto con le mie due figlie. Quando ha aperto l'enoteca abbiamo visto crescere Marcucci e il suo gioiello. Non basta il cibo e la qualità per fare un grande locale, servono anche passione e professionalità, doti che Marcucci ha impresse nel suo DNA. Senza Enoteca Marcucci Pietrasanta muore!

45) Cinzia Biagi (Pietrasanta) - L'enoteca Marcucci.....questo posto non è solo una eccellente cantina e un buon ristorante, ma un punto d'incontro dove cibo arte e cultura si amalgamano, dove il patron Michele ti fa sentire in famiglia assieme al suo staff meraviglioso fatto di uomini e donne preparati, umili e solari, dove il v.i.p. e lo sconosciuto possono consumare il pasto fianco a fianco....Di certo questa chiusura danneggerà Pietrasanta, che senza ombra di dubbio deve molto della sua notorietà a questa enoteca......siamo realisti, Pietrasanta città d'arte, del buon vivere, di cultura madre di un artigianato che tutto il mondo ci invidia la nominata PICCOLA ATENE con la chiusura di michele farebbe crollare la sua acropoli, ma la cosa che più mi indigna è che sia proprio la chiesa che in nome del vile denaro se ne sbatte(passatemi il termine) di 30 persone che in un momento storico come questo perderanno il loro lavoro......per quello che può valere ti dico MICHELE NON MOLLARE...

46) Andrea Amerini, cardiochirurgo - Io all´Enoteca, più o meno ci sono cresciuto; vi ho festeggiato la maggiore età, la laurea e dai miei 17 anni, Michele e Simone, i loro genitori e Michele poi da solo, sono stati una costante nella mia vita! Ho bevuto vini che mai nella vita mi sarei potuto permettere e mi sono seduto da pari, senza timore di ledere alcuna maestà con persone e personaggi ignoti, famosi e famosissimi. Non penso esista un meltin´pot sociale come l'Enoteca, da nessuna parte. Quando poi il mio lavoro mi ha portato all'estero, Michele non ha smentito la nostra antica amicizia, trattando mia madre come fosse la sua. Ho sempre saputo che finché l'Enoteca fosse stata aperta, anche nei momenti di solitudine più nera, un bicchiere ed un sorriso, magari strafottente e dissacratore, per lei ci sarebbero sempre stati! Michele e la sua famiglia hanno creato un'oasi dove principi e poveri si divertono insieme. A chi dice che l´Enoteca è cara rispondo che essa è cara per chi se lo può permettere. Un bicchiere di vino nel locale più chic della Versilia non è mai stato negato nemmeno a chi vive suo malgrado ai margini della società. Non fate chiudere un posto magico! Mancherebbe a tanti, agli attori, ai calciatori, ma soprattutto a tante persone normali che non cercano il lusso, ma un sorriso, un bicchiere e uno spicchio di gioia di vivere!

47) Matteo Vitale, Marina di Pietrasanta - Semplicemente... perché non salvare un'eccellenza della ristorazione, punto di ritrovo per pietrasantini e non, richiamo per gente comune, artisti, imprenditori e personaggi dello spettacolo? Versilia non ti capisco più...


48) Verena Bertozzi - NON é GIUSTO! In un momento così complicato per gli italiani che si trovano a fare i conti con la crisi la chiesa da il colpo di mazza finale, senza pietà... proprio loro che della compassione e del bene si fanno i portavoce, loro che dovrebbero sostenere i luoghi dove si fa aggregazione.....bah... e poi 3 milioni di euro? Roba da matti! Il danno trall'altro non è solo per l'enoteca e per Michele... è un danno che tocca tutti gli amici dell'enoteca, tutti quelli che all'enoteca stanno bene. Perchè negare a tutte queste persone la possibilità di ritrovarsi in un luogo a loro caro? Perchè proprio la chiesa danneggia le persone togliendo loro gli spazi dove possono stare in pace?

49) Edoardo Bandini (account management Juventus, Torino) - Dalla prima volta nel 2003 ad oggi, penso che l'enoteca sia l'esatta definizione di quello che rappresenta la toscana. Sapori cultura socialità, tutto in un unico contenitore. Un sacrilegio che si possa pensare di chiuderla.

50) Gaia Rossi, Parma -  L'enoteca. Un tempio. Un luogo che seleziona, produce e sforna da decenni, con sapiente cura e maestria, non solo ottimi cibi, ma anche buone idee e piacevolissime serate di conversazione. Un punto di ritrovo, un luogo di diffusione e presidio della cultura, non solo eno-gastronomica, italiana. Un Paese, il nostro, al quale servono persone che si battono contro le ingiustizie, non qualunquisti che voltano le spalle ignorando i problemi. E proprio in questo caso una grande ingiustizia sta venendo compiuta dalla curia pisana. Quando sentii di questo fatto non ci volli quasi credere. Impossibile non capire l'importanza di un luogo, l'Enoteca, capace di offrire, agli uomini tutti, clienti abituali, Pietrasantini, italiani, viandanti e turisti d'ogni dove, attimi di bellezza e sincera convivialità. Credo che il mondo debba essere migliore di così. Ed un mondo migliore si costruisce nel quotidiano, valorizzando le buone cose che abbiamo la fortuna di avere intorno. Come il desco che Michele e i suoi bravi collaboratori imbandiscono, ogni giorno, per noi, con grande maestria, impegno e dedizione. Spero vivamente che tutto questo non vada perduto! Con stima e amicizia.

51) Luisa Corvarola Sarti -  Michele, il tuo essere "Enoteca Marcucci", mi riporta al vederti giù giù nella cantina, fra le splendide bottiglie, con la tua espressione orgogliosa a fare la "coda del pavone" come se fossi contornato da tante belle donne. Il Tuo essere "Enoteca Marcucci" sempre disponibile, attento, presente, ad ogni tavolo, a far sentire ognuno di noi l'ospite d'onore. Il tuo essere "Enoteca Marcucci" non può essere vanificato! Un abbraccio forte e fiducioso di brindisi futuri.... ciao con l'affetto che conosci.

52) Paola Bruno - Ecco Biru che vi scrive... in privato anche se non troppo.....! Se Michele dovesse perdere l'enoteca io perderei un pezzo del mio cuore e soffrirei x tutti voi e sopratutto per te caro Amico mio. Ricordo il 23 dicembre del 1994 quando insieme al mostro di Capriglia entrai per la prima volta nel locale più suggestivo del mondo, le albarelle per le acciughe illuminate, gli scaffali pieni di scatoloni e non di bottiglie... le aringhe che odiavo... i crostini... il sorriso di Franca e poi in primavera le splendide insalate fiorite di Beppe! E tu Michele così strano. Poi ricordo una ragazza bionda che viaggiava su un Mercedes da monegasco in trasferta, un sacco di belle serate, un mondo che ad una Matota piemontese sembrava così strano, bello, diverso. Ricordo Mitolaj bello e interessante, le prime siure milanesi con il botulino e te Michele che fumavi come un turco e adesso giustamente rompi le balle a me. Poi mi ricordo il mio pancione tra quelle candele, compleanni, pianti, litigate, gioie e sopratutto Devo confessarvelo.... il GNAC!

52) Gianni Mercatali, Firenze e Lucca - Michele con la sua Enoteca ha fatto un miracolo a Pietrasanta. E la Chiesa dovrebbe credere ai miracoli...

53) Giacomo Cappellini - Non ci credo. Ma è perché non ci voglio credere. Voglio un gran bene a Michele Marcucci, ma anche chi lo evita non può non riconoscergli di aver dedicato tutta la sua vita a quel "posto" facendolo diventare esattamente come lui. E non è proprio un ragazzino il Marcucci, anzi. E' tanto vecchio che quando la Curia "ereditava" lui era già lì a sudare, con tutta la sua famiglia, perché "l'Enoteca un giorno....". E ce l'ha messa tutta. Le belle storie sono interrotte da una sventura, da un dramma. Eventi tutti per i quali la Chiesa è di consolazione, di supporto. In questa vicenda, chi La rappresenta ne è causa. Credo,  ma ho anche un profondo rispetto per la proprietà privata e per i "valori" terreni. A Pietrasanta anche la Chiesa sembra averne... Più che legittimo, anzi doveroso, se il ricavato servirà per opere di bene. Meno se il quanto del ricavato è determinato - in gran parte - dalla vita di una persona e, assieme a lui, di tante persone, lavoratori, che, inconsapevolmente, han fatto la fortuna di quel vetusto palazzo, ma anche della splendida Pietrasanta. Michele ha coraggio. Abbi coraggio!!! Anche se i Faraglioni di fronte al pontile di Lido di Camaiore non farebbero lo stesso effetto.

54) Paolo Massobrio - Io non posso pensare che durante i viaggi dal nord al centro Italia non ci sia più questa oasi di gusto, questo angolo pieno di voglia di comunicare. La prima volta ci andai con Angelo Gaja e il conte Riccardi: eravamo stanchissimi, stavamo tornando da Montalcino e quella sosta fu come una ripresa. Poi ci andai con Marco Gatti, sempre in viaggio verso la Toscana del vino, e ricordo ancora quella superba pappa al pomodoro. Ma soprattutto ricordo il piacere di un luogo. Se in un paese si spengono le luci di un luogo, tutto diventa più buio, tutto diventa più triste. RIACCENDIAMO la nostra Enoteca Marcucci, molto più di un semplice esercizio. 

55) Andrea Catellani (Basetta) - Chiudendo l'Enoteca ci rimetterebbe tutta Pietrsanta, oltre alle famiglie dei dipendenti della stessa. E credo che questo sarebbe sufficiente perché la Curia tornasse ad occuparsi maggiormente del Potere Spirituale lasciando da parte il Potere Temporale, a maggior ragione se questo danneggia una Comunità Cristiana. Le speculazioni edilizie non dovrebbero essere di pertinenza della Curia o quanto meno non dovrebbero danneggiare i propri fedeli. Fedeli che numerosi chiedono di ripensare al ricatto che la stessa ha messo in atto, perdendo un'altra occasione per dare l'esempio di quella carità che a gran voce i sacerdoti chiedono ai fedeli dal pulpito delle loro chiese sempre più vuote.

56) Tommaso Pratesi - L'Enoteca Marcucci nasce più di vent'anni fa. Allora Pietrasanta era una graziosa cittadina di antica formazione, non ancora quel centro storico attraente, stimolante, popolare e mondano che è oggi, conosciuta internazionalmente. Oggi Pietrasanta è un Luogo dove la cultura del convivio ha trovato la sua culla d'elezione. Oggi Pietrasanta è un Luogo dove i valori immobiliari si sono attestati su valori molto elevati. Michele Marcucci ha certamente contribuito in misura determinante a questa evoluzione, innescando ed ispirando tale processo, facendo della sua Enoteca un Luogo accogliente, prestigioso, divertente; una solida realtà imprenditoriale ed economica, con numerosi dipendenti fissi e stagionali. In questo quadro positivo e propositivo, rattrista molto apprendere che tutto questo rischia di svanire perché il proprietario di parte dei locali dell'Enoteca desidera destinarli diversamente. Rattrista moltissimo e sconcerta apprendere che il proprietario in questione è un Ente Ecclesiastico (l'Arcidiocesi di Pisa) e che le sue decisioni potrebbero causare ai numerosi dipendenti la perdita del proprio lavoro.

57) Paolo Massari - La curia pisana sta facendo un enorme errore, ma sono sicuro che Miche riuscirà a creare la stessa magia dovunque!

58) Sandra Tronci (Marina di Pietrasanta) - Ricordo bene la Pietrasanta di venticinque anni fa. Anche in piena estate era una specie di landa desolata. Alla sera le strade erano quasi buie, i negozi, che erano per lo più semplici "botteghe" rimanevano chiusi, ed era "frequentata" quasi unicamente dagli abitanti che vedevi uscire o rientrare in casa. Quando decisero di aprire l'Enoteca i Marcucci, nessuno avrebbe creduto che l'attività sarebbe fiorita tanto in un luogo così poco frequentato, invece di lì a poco, grazie alla tenacia e alla scelta d'eccellenza, non solo ha avuto la fortuna che tutti ormai conosciamo, ma ha notevolmente contribuito a far sì che tutta Pietrasanta rifiorisse. Sono stati veri Pionieri, ispirando molti altri imprenditori e commercianti ad investire, aprire ristoranti e negozi sempre di maggior prestigio. Ha portato un turismo di alto profilo, invogliando così i negozianti a tenere aperte le loro attività anche la sera e a ruota c'è stata una crescita esponenziale del mercato immobiliare e della cura stessa della città, nonchè delle sue attività culturali. Non si può non riconoscere all'Enoteca questo grande merito. Credo che con la sua chiusura, non solo Pietrasanta perderebbe un luogo di ristorazione e di ritrovo prestigioso e in sempre maggiore evoluzione, ma perderebbe anche un vero e proprio motore allo sviluppo dell'intera città e della Versilia tutta,. Ciò andrebbe senza dubbio a discapito dell'economia del luogo, delle sue potenzialità occupazionali e di tutte le attività che la circondano. Insomma, è palese che l'Enoteca Marcucci
sia divenuta ormai un luogo conosciuto a livello nazionale per la sua eccellenza enogastronomica e per le sue prestigiose frequentazioni. Luogo
dunque di attrazione e tappa obbligatoria ed ambita da turisti e Versiliesi. Un posto magico dove la semplicità si sposa all'eccellenza. Un vero e proprio "cuore pulsante" della Versilia.

59) Eleonora Dedini (Marina di Pietrasanta) - Mi ricordo quando andavo con i miei genitori alla vecchia mescita dal nonno, mi ricordo il tavolone dove iniziai a gustare affettati e formaggi con pane casalingo e un calice (di vino, ma anche d'acqua!) con Michi, Simo, la Franca e Beppe, mi ricordo, e questo molto bene perché continuo a frequentarlo ancora oggi, lo spazio magico che è oggi L'Enoteca..perché basta dire L'Enoteca e sai già di cosa stai parlando, non occorre dire altro. Perché andare all'Enoteca non significa solo andare a cena, ma andare a condividere un'esperienza sempre unica, vuoi per i piatti che si possono scegliere, vuoi per i vini, ma soprattutto per l'atmosfera. Ogni volta sei coivolto in un ambiente diverso. Puoi andare in compagnia e ti sembrerà di essere a casa, come in famiglia, ma puoi anche andare da solo e non sarai mai solo! Spesso vado a salutare Michi, a volte la mattina a prendere un the, a volte dopo una dura giornata di lavoro per rilassarmi con una tisana, a volte a mangiare un boccone, ma soprattutto vado perché per me è come stare in famiglia! E adesso mi chiedo "perché?"; io non capisco questo accanimento nel voler sfrattare una simile realtà, nel voler sfrattare una famiglia così numerosa. Non capisco perché volerlo fare oggi, in una situazione di grandissima e pericolosissima crisi globale; pretendere poi una simile cifra quando il mercato immobiliare è quello che ha subito una delle maggiori flessioni...non capisco... Non capisco come poter negare il lavoro ad una famiglia, perché di questo si tratta, di una famiglia che lavora. Si parla di comprensione, si parla di misericordia e di perdono, e non capisco proprio come sia possibile non riuscire a trovare una soluzione. So soltanto che se si arrivasse alla chiusura, mi mancherebbe una parte della mia famiglia, mi mancherebbe il piacere di sedermi per caso accanto a persone che nemmeno in sogno potresti incontrare e scambiare due chiacchiere parlando d'arte, di cultura, di ricette gastronomiche di altri Paesi, creando quella unione globale tanto agognata. Mi mancherebbe la mia famiglia.

60) Marcello Pioli - È una vergogna cercare di chiudere un locale storico vanto di tutta Pietrasanta, a Padova il famoso Caffè Pedrocchi non è stato chiuso grazie all'intervento del comune!

61) Ronni Bellucci (Prato) - Sono Ronni Bellucci, imprenditore tessile di Prato. ho scoperto Michele venti anni fa quando ancora era agli inizi e si mangiava tra pochi intimi. Da allora è sempre stato il mio ristorante preferito e durante questi anni è stato il punto fisso delle mie serate in Versilia. Adesso che ho una figlia, Matilde, anche per lei Michele è diventato un posto magico dove mangiare e bere cose squisite, e dove poter ridere giocare e stare in compagnia e questo credo sia il segreto del successo di Michele: andare oltre la semplice funzione di cucinare cibi e inventare un nuovo modo di fare ristorante che ha riscosso il successo che meritava. Non aggiungo che sarebbe follia farlo chiudere perché mi sembra così scontato che ancora fatico a credere si possa soltanto immaginarlo.

62) Alessandro Ballarini - Sono Alessandro Ballarini, ho vissuto l'enoteca, in tutte le sue sfaccettature… mi sembra " improponibile" imporre un simile out out a un tempio del bello e dello stile! Oggi sono con Michele a parlare di questa situazione e mi sembra impossibile che nessuno sia riuscito a trovare un modo per conciliare "le parti"… Occorrerebbe più cultura e più spessore e capire che a costruire occorre tanto tempo, mentre a distruggere un secondo… Occorre responsabilità! Oggi sempre più rara…

63) Lucifero di Roberta Patalani - Caro Michele c'è poco da dire... a Viareggio. La curia ha fatto chiudere il cinema Centrale, una istituzione che portava in città storia e cultura, a niente è valso l'intervento di attori, registi e gente di spettacolo... per poi stare lì da anni, chiuso a marcire. Tu hai energia e successo porti il bello attorno a te con la tua magica corte. La bellezza delle cose nasconde un'anima profonda e spirituale. Il tuo luogo è spirito il loro atteggiamento è miserabile. Chi non ama il bello non ama Dio. 

64) Laura Peri - Richiamando le parole di Papa Francesco, "una chiesa per i poveri, una chiesa povera", auspico una rivalutazione della situazione, al fine di permettere la migliore possibilità di lavoro e di condivisione sociale del patrimonio culturale del nostro territorio, rappresentato dall'Enoteca Marcucci. Con stima. 

65) Paolo Parisi - Andate dal papa a chiedere grazia, organizziamo una manifestazione a San Pietro.

66) Roberto Pedemonte - Chissa poi perché... Pietrasanta è risorta dal buio di decenni grazie anche a locali come l'Enoteca che ha dato spunto a molti altri ristoratori. Arrivare là senza Enoteca sarebbe come non trovare più un simbolo!!!!!!! Ci auguriamo che cambi qualcosa, ma l'ingranaggio sembra molto avanzato. Un sincero augurio di fortuna Roberto di Bini Silvia Viareggio.

67) Architetto Piero Mori - Michele Marcucci titolare dell'omonima enoteca mio allievo e carissimo amco, ritengo giusto aderire alla richiesta affinchè l'enoteca non debba essere trasferita dall'attuale ubicazione.

68) Flora Bigai Pietrasanta - Mi chiedo come mai tanta ostinazione da parte della Chiesa nel voler risolvere e liquidare la faccenda " Enoteca " ... Togliere l'Enoteca a Pietrasanta è come togliere un' Istituzione, si certo, L'Enoteca non è solo un ristorante, ma un crocevia di "incontri " culturali; sono tantissimi gli artisti e gli intellettuali che l'hanno frequentata e la frequentano: è superfluo elencarli!!!! Chiudere l'Enoteca vuol dire perdere tutto questo!!!! In un paese già povero e provato come il nostro, togliere i contenuti equivale ad una eutanasia. Marcucci resisti che siamo tutti solidali; Eccellenza Reverendissima trovi almeno una soluzione che possa soddisfare le esigenze di entrambi, con rispetto.

69) Valentina Fainardi - Come noto, Pietrasanta è un gioiello, un luogo magico, pervaso di arte e vissuto profondamente da molti artisti. Michele Marcucci è certamente uno di loro. La creativitá e l'energia sempre nuova che lo contraddistinguono rendono infatti la sua ospitalitá un'arte, unica e rara. Ostacolare chi impegna tanta passione nel proprio lavoro sarebbe miope e deludente. Spero che il buon senso prevalga.

70) Antonio Serrighi - Eccomi. Come non potrei spendere parole per l'Enoteca. Sono molto dispiaciuto dell'evolversi della situazione, ma credo, da buon commerciale, che la trattativa sia l'unica soluzione e il creare una cordata di persone per l'acquisto sia secondo me l'unica via di sbocco. La frattura creata è quasi insanabile quindi o invitiamo a cena Papa Francesco che non sarebbe male e poi telefoniamo a Pisa e vediamo che ci dicono. Altrimenti tutti incatenati a Pietrasanta con un girotondo del palazzo. Non sarebbe male no?

71) Marco Giannini - Sono Marco Giannini di Illuminiamo il Nostro Futuro e parlo a titolo personale. La Chiesa diventi una comunità povera e spirituale e pensi meno a ciò che è di Cesare (danaro, beni e potere politico). Non si attacchi a qualsiasi cosa, ma venda le ricchezze e col ricavato ci compri terre in Africa da far coltivare per sfamare gli indigeni. W il gioiello che dava lustro a Pietrasanta: L'Enoteca Marcucci.

72) Giuseppe Ferraùto (dermatologo - Pisa) - Mi rivolgo a chiunque abbia orecchio, possibilità decisionali e/o economiche. La scomparsa dell' Enoteca Marcucci di Pietrasanta, se dovesse avverarsi, sarebbe non solo la scomparsa di un posto bello, romantico, affascinante, in un certo senso unico, dove uno staff di persone preparate e appassionate si adopera alacremente per la soddisfazione e la felicità dei clienti, anche se a dire il vero più che clienti da Michele Marcucci ci si sente amici, amati e coccolati, ma equivarrebbe anche a un danno economico enorme un autogol imperdonabile per la bella e amabile cittadina toscana la cui ricchezza deriva in grandissima parte dal turismo, soprattutto estivo. Ebbene la fascia di pubblico che si reca a Pietrasanta in tutti i mesi dell'anno, che aumenta vertiginosamente nella stagione balneare, che apporta classe, prestigio e ricchezza in città, arriva perchè esiste l'Enoteca Marcucci!! Quindi, piaccia o meno, la fama di località esclusiva che ha acquisito Pietrasanta da alcuni anni, è dovuta in gran parte al suddetto fascinoso locale. E questo è noto anche al di fuori dei confini nazionali. Intelligenti pauca ! Io sono soltanto uno dei tanti entusiasti avventori della splendida locanda.


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