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Rubriche : I love book

L'uomo come un fiore di vetro. Intervista allo scrittore toscano Stefano Massetani

domenica, 13 gennaio 2013, 13:30

di Claudia Aliperto

La parola poetica racconta spesso dell'amore e delle sue sfaccettature. Passione, tormento e desiderio sono da sempre fonte di ispirazione per il poeta che li trasforma in versi. Non è, invece, così scontato che al centro del turbinio dell'amore vi sia l'uomo rappresentato nelle proprie fragilità. Stefano Massetani, scrittore  pisano (ndr, farmacista nella vita), ci offre uno sguardo altro del sentimento per eccellenza con “Fiore di vetro”, una raccolta di liriche in cui l’amore è scelta sofferta ed è l'uomo ad avere “la peggio”. L'indifferenza della donna fa scempio del “fiore di vetro” del poeta, ma questa raccolta ci insegna che l’uomo non può fare a meno di amare, prendendo a poco a poco coscienza della propria indole e della possibilità di rinascita.

La raccolta riscatta l'uomo e anche il lettore che, come spiega l'autore a La Gazzetta, “troverà tra le sue pagine un buon motivo per leggerla. Ognuno, infatti, ha la sua esperienza di vita che offre una chiave di lettura personalissima da quella di chi ha alle spalle un vissuto diverso. Chi ama la poesia d'amore potrà trovare In Fiore di vetro, una poetica a lui molto congeniale, ma anche chi preferisce differenti generi di poesia, potrà scoprire nel libro una dimensione diversa della poesia d'amore”.

Superata la soglia dei cinquantanni, aspirando alla parola di Pascoli, Carducci e Alda Merini, Massetani ha trovato nella poesia la sua espressione migliore,  “l'ispirazione arriva in maniera del tutto inaspettata e si condensa in poesia”. Pubblicata di recente con Giovane Holden Edizioni, la raccolta potrebbe avere un seguito, “credo non esista scrittore o poeta che si ritenga veramente appagato da quello che ha scritto. Questo porta a produrre in continuazione nuove opere nel tentativo di appagare la propria sete di scrittura”. La poesia sarà, dunque, ancora al centro delle prossime pubblicazioni, probabilmente con una silloge “sperimentale” che affronterà ulteriori tematiche in una chiave stilistica nuova.

E se il poeta potesse fuggire, magari su un'isola deserta?  “Esistono due tipi di scrittori: quelli che si isolano per mantenersi puri, e quelli che si lasciano “contaminare” dal mondo in cui vivono in modo da poter comprenderlo appieno – commenta Massetani – cercando di essere essi stessi parte della gente che intendono raggiungere con la loro poesia. Credo di essere uno scrittore di questo tipo, quindi non fuggirei, e poi, passata la prima settimana ad ammirare le bellezze della natura, che noia il deserto di un'isola senza poter confrontarsi con qualcuno”. Nessuna fuga dalla realtà, dunque, al resto ci pensa la poesia.

Stefano Massetani, “Fiore di vetro”, p. 72, euro 12, Giovane Holden Edizioni.


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