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Rubriche : verso le elezioni: -21

Questa campagna elettorale è una schifezza

domenica, 11 febbraio 2018, 23:59

di barbara pavarotti

Ci sono riusciti. Bravi. Sono riusciti ancora una volta a indignare la maggioranza silenziosa degli italiani. La campagna elettorale – ormai è assodato – è tutta incentrata su fascismo e razzismo. Ed è una bieca operazione elettorale in mancanza di altri argomenti, quelli che davvero interessano agli italiani. Un elenco? Facile, ma non per chi fa politica. I giovani senza futuro, che vanno all’estero perché in Italia non c’è spazio; gli italiani senza lavoro o con stipendi da fame; i pensionati con nulla o quasi; il sostegno ai disabili, che sono quattro milioni e mezzo in Italia, e la cui assistenza è tutta a carico delle famiglie. Di questi temi è difficile parlare perché non c’è soluzione. Ben più facile blaterare di fascismo e razzismo. 

Gli italiani si sentono lontani anni luce dalle marce che invadono Macerata, basta parlare con la gente per strada in ogni città italiana per capirlo. Invece ci sono cortei e sit in antirazzisti e antifascisti organizzati anche contro la volontà dei cittadini dovunque, a Milano, Bologna, Torino, Bolzano, Palermo. 150 in un solo giorno, sabato 10 febbraio. E poi ci sarà la trionfale marcia a Roma il 24 febbraio. Accidenti, che bravi. Ma una marcia in nome dei diritti dei sottopagati, dei precari, dei giovani o meno giovani costretti a lavoretti in nero o quasi, quella no, vero? Nessuno ha pensato di organizzarla in questa campagna elettorale. 

Chi tenta di star fuori da questa gazzarra, come i 5 Stelle, viene accusato di qualunquismo. Ok, Di Maio ha condannato i fatti di Macerata, ma non basta. . Anche loro dovrebbero invadere Macerata e farsi campagna elettorale su questo. Riferendosi sia all’omicidio di Pamela che al pazzo sparatore, Di Battista scrive: “chiunque strumentalizza questa vicenda dimostra di non avere a cuore la risoluzione dei problemi dei cittadini, ma esclusivamente un posizionamento elettorale”. 

Che in realtà gli si ritorce contro, perché gli italiani sono stufi. Stufi di sentir parlare solo di migranti e del fascismo redivivo. Stufi del doppiopesismo dilagante. Quando l’autore di un qualche delitto è uno straniero, si insorge: “basta col dirne la nazionalità, cosa c’entra, il tal crimine lo compiono anche gli italiani”. Quando le vittime sono straniere, la nazionalità è importantissima: diventano dei martiri. Mettiamoci d’accordo: o questa nazionalità si dice sempre o non si dice mai. 

Lo stesso sindaco di Macerata, Romano Carancini, del Pd, non ne può più. Ha chiesto di non fare manifestazioni nella sua città, non l’hanno ascoltato. E infatti alla marcia lui non ci è andato. E ora lui, piddino ,è stato accusato di fascismo e si trova persino a doversi giustificare: “Non sono fascista”. Ecco la sua posizione: 

"Col cuore sarò in piazza, ma, per coerenza, riconfermo che la città ha bisogno di respirare. La politica oggi parla a se stessa, mentre una amministrazione locale poi deve fare i conti con la quotidianità. Sono stato accusato di indegnità per aver sostenuto che Macerata non doveva ospitare sfilate e manifestazioni di piazza. La mia posizione non cambia. Dopo il clamore mediatico, a noi spetta il compito e il ruolo di ricucire uno strappo anche psicologico che c'è stato. Avevo chiesto solo il tempo per respirare”.

Risultato dell’epica manifestazione: una città blindata. Scuole chiuse, trasporti sospesi, negozi sbarrati, strade deserte per paura di disordini, rinviata la sfilata di carnevale prevista domenica. E tutto questo per una marcia solidale. Dove si è toccato anche l’abisso. Visto che il 10 febbraio coincideva con “Il giorno del ricordo” in memoria degli italiani vittime delle foibe, ci sono stati cori inneggianti a questo dramma: “Ma che belle son le foibe da Trieste in giù”.

Questo si è sentito al corteo antifascista, contro violenze e discriminazioni, senza la minima parola di dissenso dei partecipanti, fra cui Anpi, Emergency, Libera, Fiom, Arci, Radicali, Verdi, Liberi e Uguali, Rifondazione comunista, Potere al popolo e tanti politici e vip, infiammati non da chi non ha i soldi per arrivare a fine mese, ma dai fascisti-razzisti.

Gli organizzatori esultano perché sostengono che c’erano 30.000 persone. Ma con chi sono solidali costoro? Non con i maceratesi che vogliono vivere in pace, non con la maggioranza degli italiani che implora la soluzione di ben altri problemi. Associazioni, politici e intellettuali di ogni genere e grado, sono calati come cavallette su questa città e l’hanno presa in assedio.

Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia): “Salgono a cinque i nigeriani sospettati dell'omicidio di Pamela, due stavano scappando. L'autopsia racconta che è stata fatta a pezzi con cura, che è sparito il suo cuore, che il corpo è stato lavato nella candeggina. Ma oggi a Macerata il corteo lo fanno contro il razzismo, non contro gli spacciatori nigeriani. Siete ridicoli".

Un bel corteo contro la criminalità dilagante infatti non viene organizzato, figuriamoci. Perché se si facesse, come per la mancanza di lavoro, sarebbe un corteo contro chi guida l’Italia, contro tutte le politiche finora attuate. Non contro gli italiani xenofobi e fascisti, che in fin dei conti non mette in difficoltà nessun inquilino dei vari palazzi del potere. 

E il ministro della giustizia Orlando ha pure il coraggio di dire: “Questa campagna elettorale sta prendendo una bruttissima piega”. Sì, bruttissima, ma non come la intende lui perché ci sono i fascisti. Bruttissima, vergognosa, perché non si parla d’altro. E i media nazionali in coro, tutti a parlare di xenofobia e ad accusare gli italiani di essere tanto cattivi. I giornali perbene scrivono additando gli assenti: “la fuga da Macerata è il segno di un forte imbarazzo della politica”. Insomma, non esserci è disonorevole. Ma per piacere. Fermatevi e ascoltate le persone normali, non solo gli esagitati. Vedrete il 4 marzo quanto astensionismo e mettetevi una mano sulla coscienza. Se gli italiani non votano è perché voi, signori della politica, avete sbagliato.

 



 


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