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Rubriche : sulla scena del crimine

Anna Capponi, quelle molestie durante la proiezione di un filmino hard sul Pc del suo superiore

sabato, 15 settembre 2018, 15:22

di anna vagli

Anna Capponi inizia a prestare servizio come Agente Municipale del Comune di Teramo a partire dal 2002, dopo 12 anni di onorato servizio prestato in altri comuni della provincia.

Nell'esposto di denuncia querela riferibile al 4 dicembre 2012, la Capponi ricostruisce il regime di ostilità e maschilismo nel quale è stata costretta a lavorare per dieci anni. La vigilessa racconta di essere stata spesso bersaglio di condotte ingiuriose e a sfondo sessuale. Denuncia l'inaccettabilità del clima lavorativo e ne presume l'esistenza prima del suo insediamento.

Anna è una donna forte, avrete modo di scoprirlo nella mia ricostruzione. Per usare le parole del suo legale, l'Avv. Serena A. Gasperini del Foro di Roma, Anna è una donna che non si piega. Per questo non ha mai taciuto anche di fronte alle ingiustificate assegnazioni a mansioni inferiori.

Certo in Italia siamo ancora ben lontani dall'avere, come in molti paesi europei, un conflict manager (e cioè un soggetto preposto alla risoluzione dei conflitti sul luogo di lavoro), pur tuttavia, gli appelli di Anna finalizzati ad un miglioramento del clima lavorativo sono rimasti per dieci anni inascoltati. A nulla è servito il susseguirsi dei certificati clinici che ne riconducevano i malesseri “ ad una situazione avversativa in ambito lavorativo”.

Dopo aver prestato servizio presso l’Ufficio Urbanistica ed Edilizia (dove dal 2007 era stata distaccata con accordo di clima per ristabilire il benessere organizzativo), a seguito di una dichiarata riorganizzazione del personale, Anna veniva chiamata repentinamente dal nuovo Comandate.
Qui, a far data dal 2 aprile 2012, rimase inoperosa e relegata a mansioni marginali. Non una stanza, non un inquadramento, non un telefono.

Si arriva così al 13 giugno del 2012. Nella sua denuncia Anna dichiara di essere stata convocata nell'ufficio del comandante per esprimere un parere in merito ad un atto proveniente dalla procura.

In ossequio alla richiesta del suo superiore, la donna si dirigeva con passo deciso nel relativo ufficio. Nella denuncia ricorda come il pubblico ufficiale «la invitasse ad andare vicino a lui dall'altro lato della scrivania e aprisse sul pc un file contenente materiale pornografico». Anna con atteggiamento stizzito, invitava il comandante a rispettare la divisa che indossava ma senza risultato. La vigilessa racconta ancora come il comandante, invitandola a volgere lo sguardo sul monitor del pc, esclamasse: «Lo hai mai visto? Questo è il filmino di Belen Rodriguez quando ancora non era maggiorenne». La donna impietrita prosegue «Il comandante dopo avermi bloccata, accompagnò la mia mano sul suo membro già in stato di erezione. Impossibilitata nel muovermi, venivo costretta a guardare il filmino».

E ancora. «Ricordo esattamente scorrere le immagini in cui Belen praticava sesso orale e le frasi del mio superiore che mi invitavano a concedergli favori sessuali. Mi chiedeva se mi piacesse e mi invitava ad imparare dalle prestazioni della Rodriguez. Con quella bocca che hai....diceva».

Dopo una serie di vani tentativi, l'agente riusciva a divincolarsi e ad uscire fuori da quella stanza. Fuori da una stanza ove troverà qualcosa che non somiglia per niente a conforto e sdegno...E quello era solo l'inizio.
Mossa da profondo turbamento emotivo, denunciava le molestie subite da parte del comandante. Le indagini, subdelegate proprio al medesimo comando, venivano velocemente archiviate.......

*La ricostruzione (e le citazioni riportate) è avvenuta attenendosi pedissequamente agli atti di indagine.

Nella foto: Anna Vagli

 


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