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Rubriche : sulla scena del crimine

Chico Forti, in carcere da 18 anni a Miami, ma senza sapere perché

giovedì, 11 ottobre 2018, 12:06

di anna vagli

Enrico Forti è un campione di windsurf e film-maker italiano. Da diciotto anni si trova rinchiuso in un carcere di Miami per un omicidio che non ha commesso. Molti esponenti del giornalismo, della politica e anche la criminologa Roberta Bruzzone si sono occupati del suo caso con l'intento di sensibilizzare i media e l'opinione pubblica. Al momento però ogni appello è rimasto inascoltato. 

È il 4 giugno 1990 quando in una puntata di Telemike le luci della ribalta si accendono su Chico Forti. L'atleta italiano sbanca il montepremi del quiz condotto da Mike Bongiorno incassando 86 milioni in gettoni d'oro. Per Forti quella vittoria rappresenta la svolta. Decide infatti di investire i soldi per coronare il grande sogno americano: prima San Francisco, poi Miami.

E proprio a Miami, nel giro di pochi anni, il ragazzo di Trento conquista popolarità prima come inviato di sport estremi e poi come produttore televisivo. Per Chico si aprono così le porte del successo. Vive ormai in una villa con palme e piscina e si sposa con la modella americana Ether dalla quale avrà tre figli.

Il successo di Chico decide però di presentargli il conto sotto forma di house-boat. 

Ma facciamo un passo indietro. Il 15 luglio 1997, lo stilista Gianni Versace veniva assassinato a colpi di pistola nella sua abitazione di Miami Beach. Dopo una breve indagine la polizia individuava il responsabile nella persona di Andrew Cunanan, gigolò omosessuale già ricercato per l'omicidio di 4 persone.

Cunanan era gay così come lo era Gianni Versace. Il movente dell'omicidio sarebbe stato un raptus di gelosia di Cunanan nei confronti dello stilista italiano. Ma l'identità dell'assassino e soprattutto il movente non convincevano. Il movente sembrava infatti essere preparato ad arte per sembrare credibile. Fin troppo credibile. In seguito verrà dimostrato che i due neppure si conoscevano.

Dietro l'omicidio passionale poteva esserci qualcosa di più complesso ed il primo ad avanzare dubbi sul suicidio del gigolò fu il detective incaricato del caso: Gary Schiaffo.

A quel punto il Forti fiutava il business e decideva di ricostruire personalmente la vicenda con un docu-film. Acquistava così, grazie al suo vicino di casa – il tedesco Thomas Knott – i diritti sulla house-boat dove Cunanan era stato trovato cadavere. Quello era però solo l'inizio di un incubo senza fine. Nella ricerca della verità, Chico si spinge troppo a fondo. 

Il documentario-inchiesta sulla morte di Gianni Versace andava in onda con il titolo "Il Sorriso della Medusa" e, grazie al materiale fornitogli dal dective Schiaffo, ipotizzava che alcuni personaggi corrotti della polizia di Miami Beach avessero volutamente coperto i veri responsabili dell'omicidio dello stilista italiano.

Sulla base degli accordi presi, il dective Schiaffo avrebbe altresì dovuto consegnare a Chico alcune foto del volto tumefatto di Cunanan. Foto che non furono mai consegnate facendo così saltare parte del patto economico tra i due.

A quel punto la ricostruzione del Forti rischiava di mettere in crisi il sistema giudiziario americano, l'immagine della Polizia di Miami e la credibilità di alcuni personaggi influenti...

(1- continua)


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