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Rubriche : sulla scena del crimine

Omicidio Eligia Ardita: ergastolo per il marito Christian Leonardi

mercoledì, 12 dicembre 2018, 13:48

di anna vagli

Oggi ho deciso di raccontarvi la storia di Eligia Ardita e di sua figlia mai nata, Giulia. È la sera del 19 gennaio 2015, Eligia è nel suo appartamento vicino al lungomare di Siracusa insieme a Cristian Leonardi, marito e futuro padre di Giulia, la figlia che la donna porta in grembo da otto mesi.

Improvvisamente, intorno alle 23, Cristian chiama i soccorsi perché Eligia sta male. Quando gli operatori arrivano però è già morta da alcuni minuti.

Ma che cosa è successo davvero? Lo ricorda bene Agatino Ardita, il papà di Eligia che, insieme alla moglie, è stato l'ultimo a vedere la figlia ancora viva. Quella sera infatti i genitori di Eligia erano andati a trovarli per cena e si erano congedati intorno alle 21.30. La serata sembrava conclusa, ma alle 23.30 di quel 19 gennaio, Cristian allerta i genitori della moglie: «Eligia non respira più, venite!».

Dopo aver chiamato i soccorsi, Eligia viene trasportata in ospedale, ma è ormai troppo tardi anche per la figlia Giulia. Christian parla di ritardi nei soccorsi e si fa strada l'ipotesi di malasanità. Si procede all'autopsia e nel frattempo vengono celebrati i funerali. Il referto arriva dopo tre mesi: Eligia non è morta per un malore né per un errore medico. È stata colpita violentemente alla testa e il trauma le ha provocato un rigurgito che ha finito per soffocarla.

Nell'agosto del 2015 Agatino Ardita si insospettisce e denuncia il marito di sua figlia per omicidio. È solo a quel punto che l'uomo viene iscritto nel registro degli indagati. Christian non regge la pressione e il 19 settembre del 2015 confessa: «Ho chiesto di essere interrogato perché non riesco più a portare il peso di aver ucciso mia moglie Eligia. L'ho uccisa al culmine di una lite nata subito dopo che i miei suoceri sono andati via. Io volevo uscire per andare alla sala giochi. Lei ha iniziato ad urlare ed io di più. Per farla stare zitta le ho messo le mani sulla bocca e sul volto.

In quel momento ho perso il controllo di me stesso, lei ha iniziato a vomitare rigurgitando il cibo sulla parete e si è accasciata a terra. Lì ho capito che era successo qualcosa di molto grave». 

Ma come mai nessuno si è accorto che in realtà Eligia era stata ammazzata? Christian ha ripulito la casa, cambiato i vestiti di Eligia e infine ha chiamato i soccorsi denunciando che la moglie incinta all'ottavo mese di gravidanza non respirava più.

Nel settembre del 2015 l'uomo confessa dietro consiglio del fratello e del suo difensore, ma, poi, il 28 aprile del 2016, alla prima udienza del processo per la morte di Eligia, ritratta: «Ho confessato perché costretto a farlo».

Perché Christian avrebbe dovuto addossarsi una colpa non sua? Nei giorni successivi alla scomparsa la famiglia di Eligia aveva notato atteggiamenti strani dell'uomo. Uno per tutti, il giorno della tumulazione si era fatto attendere per impegni burocratici.

Non era un mistero che negli ultimi tempi i due coniugi non andassero d'accordo. In città tutti sapevano che Christian aveva altre relazioni e probabilmente Eligia pensava che con l'arrivo di un figlio le cose sarebbero cambiate.

Una settimana fa è arrivata la prima condanna per Leonardi. Omicidio volontario e procurato aborto. Fine pena: mai.

Ad Eligia e a Giulia, ennesime vittime di amore criminale.

 


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