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La verità come atto rivoluzionario: la storia di Erba tutta da riscrivere

mercoledì, 23 gennaio 2019, 13:21

di anna vagli

Il sopralluogo nella casa dei coniugi Romano, lo ricordiamo, era stato effettuato la sera stessa della strage. Oltre alla perquisizione della loro auto, l'attenzione dei carabinieri era stata attirata dal fatto che quella stessa notte Rosa avesse azionato la lavatrice. La Bazzi era una maniaca del pulito, ma i carabinieri vogliono vederci chiaro. Sequestrano così i vestiti già lavati e quelli dentro la lavatrice.

Le analisi riveleranno l'assenza di qualsiasi traccia di sangue. Dall'ispezione dell'auto invece emergeranno dal bagagliaio due coltelli a serramanico e una tanica vuota di benzina che risulteranno essere semplicemente strumenti da lavoro di Olindo.

Al termine dell'interrogatorio (condotto la sera stessa della strage) non emergerà nessun elemento utile ai fini dell'indagine. Il principale sospettato resta infatti Azouz Marzouk. 

Eppure, con la testimonianza resa da Frigerio, il cerchio intorno a Rosa e Olindo si stringe. La Seat Arosa viene nuovamente perquisita dai carabinieri di Como. Sull'auto viene utilizzato il Luminol, uno degli strumenti alla base dell'analisi delle scene del crimine. Il Luminol consente infatti di evidenziare le tracce di sangue che non sono visibili ad occhio nudo e sulla Seat Arosa vengono individuati 4 punti positivi. Il "punto 3" rinvenuto sul battitacco del lato conducente risultava quindi essere una traccia di sangue che l'esame del DNA attribuirà a Valeria Cherubini, moglie di Mario Frigerio e vittima della strage.

CASO CHIUSO? Io non credo.

Anzitutto, come già anticipato, il verbale di perquisizione dell'auto dei coniugi mette nero su bianco come gli uomini di Gallorini effettuarono il sopralluogo senza calzari. Insomma non è necessario conoscere il Principio di Locard (ogni contatto lascia una traccia...) per comprendere come dopo aver camminato su una scena imbrattata di sangue le scarpe dei carabinieri avrebbero potuto contaminare gli ambienti perquisiti negli attimi immediatamente successivi...

Senza contare che i RIS – predisposti al repertamento di tale tipologia di tracce – non ne hanno rilevato alcuna sulla Seat Arosa... 

Ma agli inquirenti e alla stampa ormai è tutto chiaro: l'assassino è Olindo Romano. Rosa e Olindo vengono arrestati l' 8 gennaio del 2007. Nonostante il Frigerio abbia individuato come autore il solo Olindo viene arrestata anche la Bazzi. Nonostante non sussista alcuna prova a suo carico e nonostante la prima perizia autoptica parli di un unico assassino e destrimano (mentre Rosa è mancina).

Il cerchio è comunque chiuso: Rosa e Olindo vivono in simbiosi e non possono non aver agito insieme. Rinchiusi nel carcere di Como, i due urlano a gran voce la loro innocenza e si disperano perché per la prima volta sono separati.

Se sono innocenti (e credo che a questo punto i dubbi siano sorti anche al più convinto dei colpevolisti) perché hanno confessato?

Rosa e Olindo non possono permettersi un avvocato di fiducia per questo gliene viene affidato uno d'ufficio. Sono entrambi analfabeti (tanto per esser chiari la Bazzi firma con una X) e il loro legale non usa mezzi termini «Non avete scampo».

Pur non avendo ancora esaminato le prove a carico li convince che la strategia migliore è la confessione. Olindo trova coraggio e ne parla in carcere con la moglie Rosa dicendole «conviene confessare perché così non becchi niente» mentre la donna continua a negare a gran voce il loro coinvolgimento nella strage.

Il 10 gennaio del 2007, convinto che sia la cosa migliore da fare e «per tagliare le gambe al toro», «siccome proprio tutto tutto non lo ricorda bene» (chissà perché), i PM fanno vedere ai coniugi le foto della mattanza, COME RISULTA DAL VERBALE DI INTERROGATORIO DEL 6 GENNAIO 2007. Tanto per capirci. Se voi non avete mai visto un film, ma ve ne fanno vedere alcuni spezzoni qualcosa saprete pur raccontare, no?

Non è finita qui. Sempre dal predetto verbale risulta come il PM Astori, mentre interroga l'Olindo, pronuncia una frase che spinge definitivamente l'uomo a confessare.

Olindo insisteva per vedere, anche per pochi istanti, sua moglie. Allora il Dottor Astori dichiara: «No, no, basta, sua moglie viene trasferita di carcere da un'altra parte e non la vedrai più».

LES JEUX SONT FAITS, come direbbero i francesi. Tutto ma non toccatele la sua Rosa. Per farvi capire, il fatto che la loro auto si chiamasse Seat AROSA non è un caso.........

Dopo un interrogatorio fiume, tra una dichiarazione accampata e l'altra, Olindo Romano può finalmente incontrare Rosa all'interno del carcere.

I due sono intercettati. L'uomo lo ha capito: o confessa o quella potrebbe essere l'ultima volta che vedrà sua moglie. E lui può rinunciare a tutto, ma non a lei (ha comprato un auto che porta il suo nome.....).

Quando, però, convinta dall'Olindo, la Bazzi prova a confessare è un disastro. Rosa non riesce a mettere in ordine e in sequenza i fatti e le azioni compiute (e vorrei ben vedere..).

Quindi, con elevata professionalità e soprattutto tecnica investigativa (???) cosa fanno gli inquirenti? Oltre a mostrare le foto della mattanza le fanno ascoltare le dichiarazioni del marito chiedendo di confermarle, così EVITA DI FARE ANCORA CONFUSIONE (queste affermazioni sono nero su bianco nel verbale di interrogatorio di Rosa Bazzi del 10 gennaio del 2007).

Non è questa la sede per spiegare scientificamente il perché Rosa su quella scena non c'è mai stata. Basti sapere che lei dichiara di aver aggredito Valeria Cherubini sulle scale, ma è evidente come una donna massacrata con 43 coltellate, la gola squarciata, la lingua mozzata e la testa fracassata non abbia potuto fare i 18 scalini che la separavano dalla sua casa. Risulta quindi chiaro come sia stata uccisa quando già si era rifugiata nell'abitazione.

Ancora. Rosa dichiara di aver aggredito Raffaella Castagna sulla porta del suo appartamento, ma ad essere imbrattate di sangue sono l'antibagno e la camera da letto. Circostanza questa che dimostra come l'aggressione sia stata compiuta da persone che si trovavano già in casa prima del loro rientro.

Ad avvalorare quest'ultimo elemento, c'è anche la testimonianza di una famiglia di Siriani che abitava proprio sotto l'appartamento di Raffaella. La loro testimonianza, agli atti, cristallizza come nel pomeriggio avessero sentito qualcuno muoversi al piano di sopra quando l'appartamento dei Castagna doveva essere necessariamente vuoto.

Raffaella era a lavoro e Yousseff dalla nonna. Chi faceva quei rumori in casa Castagna?

Appare altresì dettaglio di non poco conto il fatto che la ricostruzione dell'accusa presenti oltre 240 incongruenze rispetto alla relazione tecnica dei Ris.

Ris che sono i consulenti dell'accusa stessa. Un paradosso, non trovate? 

In questi miei articoli ho cercato di fare chiarezza su una vicenda giudiziaria a dir poco controversa. È di poco più di un mese fa la notizia che il Guardasigilli Bonafede ha chiesto il trasferimento degli atti a Roma. Forse qualcosa sta cambiando. Forse la storia della strage di Erba potrà essere riscritta. Magari esaminando i reperti trovati sulla scena non appartenenti a nessuno dei soggetti coinvolti. Neppure ai due assassini. Giustizia sarà fatta. O almeno io, donna di legge, lo spero.

(4 - Fine)


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