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Rubriche : sulla scena del crimine

Strage di Erba, il teste 'chiave' Mario Frigerio

lunedì, 21 gennaio 2019, 16:35

di anna vagli

Mario Frigerio, decorsi alcuni giorni dalle dichiarazioni rese al PM Simone Pizzotti, viene nuovamente interrogato da Luciano Gallorini, maresciallo dei carabinieri di Erba. L'unico sopravvissuto alla strage viene portato a ricostruire gli attimi immediatamente precedenti e quelli contestuali all'aggressione. 

Pur evitando di cadere in eccessivi tecnicismi, a parere della scrivente si rendono necessarie alcune precisazioni.

Nel caso di testimoni-vittima coinvolti in reati violenti, le tecniche di interrogatorio devono battere la strada della massima cautela. Il rischio in cui si incorre è infatti quello di influenzare i ricordi attraverso DOMANDE SUGGESTIVE.

Ma che cosa si intende per ricordo? Esso non è altro che il risultato di una sequenza di elaborazioni c.d. "processo di memoria". Tali elaborazioni sono il frutto del modo in cui il soggetto ha percepito un determinato evento accadutogli.

Attraverso la sua ricostruzione è però possibile che il racconto venga farcito di elementi non veritieri, seppur attraverso un meccanismo spesso inconsapevole (e che quindi si discosta dalla volontà di mentire).

I fattori che possono influire su questo processo possono infatti essere di matrice emotiva, causati da stress oppure – come accennato – derivanti da domande suggestive (che suggeriscono implicitamente la risposta nella loro formulazione).

Ciò detto, non è difficile comprendere come - al ricorrere di determinate circostanze - la memoria di un soggetto possa rivelarsi totalmente malleabile. In buona sostanza, la genuinità di una testimonianza è rappresentata non tanto dalla ricchezza degli elementi che la contraddistinguono quanto piuttosto dalla sua accuratezza. Questo è il motivo per cui nell'investigazione si tende ad attribuire maggiore credibilità alle informazioni fornite dal testimone lasciato libero di rievocare un determinato evento.

Come accennato in apertura, la bontà di una testimonianza è condizionata al modo in cui vengono poste le domande. Studi scientifici dimostrano l'attitudine del testimone a carpire informazioni dalle domande suggestive (o talvolta fuorvianti) e ad inserirli in maniera del tutto automatica nel proprio ricordo. Tale tipologia di risposta è detta di "cedimento" e indica la tendenza di un soggetto a cedere alla pressione esercitata in sede di interrogatorio.

 

Si torni ora alla vicenda concreta. Il maresciallo Gallorini - dopo alcune domande generiche circa il suo abbigliamento la sera della strage – ne fa una chiara e SUGGESTIVA. Di seguito un breve stralcio.

MARESCIALLO Gallorini – Lei conosce il signor Olindo,

il suo vicino di casa? (incomprensibile) Cioè non… l’ha

vis… cioè… sa com’è fatto? Cioè lo conosce… lo potrebbe

riconoscere? Voglio dire (incomprensibile) lo avrebbe

riconosciuto?

MARIO FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Sto dicendo… (incomprensibile) per assurdo, però

lo dobbiamo fare (incomprensibile). Se lei avesse avuto di

fronte l’Olindo, avrebbe saputo che era Olindo?

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Pensa di sì? Ma non è sicuro… Di questa figura

nera di fronte, di cui lei ha parlato nelle precedenti (incomprensibile)

non è in grado di escludere che sia alcuno,

cioè potrebbe essere uno conosciuto da lei e non l’abbia

riconosciuto?

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – L’ha guardata… però potrebbe non averla riconosciuta.

 

Inizialmente il Frigerio sembra non cogliere le allusioni del maresciallo e ripropone la descrizione originaria del suo aggressore: più alto di lui, mai visto prima, di carnagione olivastra, probabilmente straniero, conoscitore delle arti marziali e "forte come un toro".

Ad un tratto però il Frigerio ci ripensa e chiede a Gallorini il perché della domanda su Olindo Romano. Ecco un estratto:

GALLORINI – Perché è ovvio, noi (incomprensibile) stiamo

lav… vedendo su tutto, su tutto, quindi… era doveroso

chiederlo.

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Ma non perché c’è un motivo specifico… però

le ho detto anche dei figli della… della Castagna. Oltre

a con l’Olindo con chi litigava (incomprensibile) la Castagna…

mmh nella corte?

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Mah, però ripeto non, ma… tornando all’Olindo

allora (incomprensibile). Adesso che c’ha pensato, quindi

è venuto in mente, perché è lei che ci (incomprensibile) la

domanda… poteva essere l’Olindo?

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – No, no, no eh, assolutamente, io… la, la domanda

che le ho fatto prima era doverosa.

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Poteva essere, cioè lei è, mi sembra dubbioso.

FRIGERIO – (Incomprensibile)

[…]

GALLORINI – Abbiamo messo il dubbio?

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Lei cerchi di, di, di…

[…]

GALLORINI – Le viene il dubbio? Ma questo dubbio a cosa,

da cosa verrà?

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Questo è un insieme.

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Ecco e, e, e… se mi permette… quindi ricordando

quello sguardo… e, e, e ripensando al fatto… cosa

(incomprensibile)?

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Le viene un po’ di dubbio… eh, le viene un po’

di dubbio che potrebbe essere lui o le viene un po’ di dubbio che non potrebbe essere lui?

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Che potrebbe essere lui.

[…]

GALLORINI – Certo… cioè lei dice che ha, qualche dubbio lo

aveva anche lei per la testa… c’era qualcosa che non le

quadrava… per la testa… tipo, cosa vuol dire?

FRIGERIO – (Incomprensibile)

GALLORINI – Qualcosa che non le tornava, non lo so, cioè…

FRIGERIO – (Incomprensibile)

 

Adesso capite che cosa intendevo con domande suggestive? Dopo tutta queste trafila, magicamente il cerchio si chiude. Mario Frigerio individua Olindo Romano come suo aggressore. Quello stesso Olindo che il 13 dicembre sarebbe dovuto comparire insieme alla moglie davanti ad un giudice per la querela sporta da Raffaella Castagna.

Questo dialogo è uno spunto interessante di riflessione non soltanto per gli operatori del diritto e della psicologia investigativa. Badate, Mario Frigerio per giorni aveva dato una descrizione completamente opposta del suo aggressore. È bastata una conversazione "imboccata" con un uomo in divisa per fargli cambiare radicalmente idea. Ulteriore conferma di come la memoria umana sia straordinariamente malleabile e fallibile.

Ma andiamo avanti. Nel corso delle indagini, il comandante della stazione dei carabinieri di Erba, ammetterà che i suoi sospetti si erano immediatamente concentrati sulla coppia. I due coniugi furono svegliati alle tre della notte della strage per essere interrogati, la loro macchina fu ispezionata dagli uomini di Gallorini dopo il sopralluogo effettuato sulla scena (senza indossare alcun tipo di protezione) e fin da quel momento furono intercettati.

Frigerio verrà nuovamente ascoltato il 26 dicembre e il 2 gennaio 2007. In entrambi i casi riconoscerà il suo aggressore in Olindo Romano. Se fosse stato un estraneo, dice, sarebbe scappato. Doveva quindi essere Olindo, anche se non lo aveva riconosciuto "perché non sembrava affatto".

In gergo tecnico si parla di confabulazione = creazione di falsi ricordi con cui vengono riempiti colmati i vuoti di memoria esistenti.

Ora verrebbe spontaneo chiedersi: Frigerio ha inizialmente individuato l'aggressore in una persona completamente diversa da Olindo perché non voleva ammettere a se stesso che il mostro fosse un suo vicino di casa oppure perché la sua memoria è stata guidata (e pilotata) con domande suggestive? Ognuno trarrà le proprie considerazioni.

 

A questo punto il cerchio sembra chiudersi intorno a Rosa Bazzi ed Olindo Romano. Le intercettazioni però non portano a niente: la loro vita prosegue regolarmente, nessun passo falso, nessun riferimento alla sera della strage se non per commentare le notizie veicolate in tv. Interrogati circa i loro spostamenti di quella sera, i due coniugi raccontano di essersi recati a Como per cenare al McDonald's.

Per dare sostegno al suo alibi, Rosa aveva mostrato agli inquirenti lo scontrino delle 21:37 sostenendo anche che un vicino di casa li aveva visti rientrare. Il vicino di casa però li smentirà e il loro alibi inizia a scricchiolare...

 


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