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Rubriche : lettere alla gazzetta

"Torneranno balneabili le acque del Massaciuccoli?"

mercoledì, 27 marzo 2019, 08:41

di pier luigi bianchi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo queste riflessioni dell'architetto Pier Luigi Bianchi in merito alla gestione e al risanamento delle acque del bacino del Massaciuccoli. Il 22 marzo, a Massarosa, presso la Brilla, vari enti hanno sottoscritto "Il contratto di Lago di Massaciuccoli". Bianchi, a suo tempo, avendo progettato e diretto assieme al geologo Renzo Zia la realizzazione dei due pozzi della grande derivazione di acqua potabile a Case Rosse, rimane perplesso.

"Risanare le acque del Massaciuccoli è un obbligo ambientale, culturale e sociale. Per chi abita nelle vicinanze del Padule e del lago di Massaciuccoli è amaro constatare che le acque di questo ambiente, che storicamente erano balneabili e producevano ricchezza, ora siano di qualità così scadente da essere rischiose per la salute. E’ vero che la questione è complessa, ma il degrado è maturato negli ultimi decenni nella più completa indifferenza delle istituzioni che dovevano provvedere. Studi e discorsi tanti. Fatti zero.

Questa foto, estratta dalla cronaca locale intorno agli anni ‘52-53, testimonia che nelle acque dolci del lago di Massaciuccoli si svolgevano i “Campionati Provinciali di nuoto Allievi”. I° assoluto -stile rana- l’artista Giovanni Raffaelli (ultimo a destra) che da anni abita a Portovecchio (Massarosa) proprio in prossimità del padule, che ricorda: “Il campo di gara era stato attrezzato a Torre del Lago dall’U.S. Ninfea subito a sinistra dello Chalet del Lago. L’acqua in cui si gareggiava era limpida e di una trasparenza spettacolare tanto che si beveva come fosse acqua di fonte.” Ma da anni purtroppo non è più così. Per il pessimo stato raggiunto dalle acque Giacomo Puccini, e così la schiera di cacciatori, pescatori e altri beneficiati dalle risorse storiche del padule e del Lago, da tempo si rivoltano nella tomba.

Nel bacino palustre da anni si assiste a morie di pesci dovute alle condizioni di ipereutrofia delle acque e soprattutto al loro mancato ricambio. Troppe sostanze nutritive, ambiente asfittico, processi di putrefazione, carenza di ossigeno disciolto, torbidità, cattivi odori, tutti fattori che favoriscono la proliferazione di batteri e microrganismi anaerobici che sviluppano sostanze tossiche. Le morie erano assai sporadiche, ma ora sono divenute costanti. Nel ‘72 venne accertato che la causa principale era dovuta alla fioritura di un’alga che produce la tossina “primnesina”. Poi a partire dalla fine del secolo scorso a questa tossina si è aggiunta un’altra alga ancora più preoccupante: la “microcystis aeruginosa” che produce la “microcistina”. Tossina che ha rilevanza sia per la salute umana che per quella animale e vegetale (determina danni a carico del fegato, polmoni e reni, ed è un potente promotore tumorale - non viene distrutta con la cottura). Nel 2003 nel Massaciuccoli sono stati registrati livelli di microcistine fino a 160 µg/L in acqua, mentre valori ben più elevati sono stati riscontrati nell’epatopancreas di esemplari appartenenti alla specie dei muggini, e nella porzione cefalica del gambero rosso della Louisiana (Simoni et al. 2004) e (Rapporti ISTISAN 08/6). Quello che preoccupa per la salute umana è l’esposizione alla presenza delle microcistine in alte concentrazioni attraverso varie vie. Da quella orale (per ingestione) a quella polmonare (per inalazione), da quella cutanea (balneazione) a quella ricreazionale (canottaggio ecc.), i cui possibili effetti rimangono un argomento da approfondire dalla comunità scientifica. Da un Report dell’ARPAT 2014 si afferma che vi sono due fasi principali: una invernale-inizio primaverile caratterizzata dalla presenza della primnesina (Crisoficee), l’altra tardo primaverile-autunnale dominata dalla microcistina (Cianoficee, alghe verdiazzurre). Il Report conclude amaramente “Il lago è in condizioni di salute pessime. Le concentrazioni di microcistine hanno leggere mutazioni annue ma rappresentano solo la punta dell’iceberg di una situazione ambientale molto grave. La maggior parte delle ricchissime cenosi vegetali e animali sono totalmente scomparse gradualmente negli ultimi 50-60 anni.” In seguito l’Arpat non ha ricevuto dalla Regione Toscana l’incarico per il monitoraggio annuale delle biotossine algali nel lago di Massaciuccoli. Così, non facendo le analisi, non si rischia neanche di far emergere dati che potrebbero risultare allarmanti. Ma questo non aiuta a risolvere la situazione ambientale assai imbarazzante raggiunta nel Massaciuccoli, e non assolve i vari responsabili pubblici dal fallimento della lunga inoperosità istituzionale. Nell’Allegato C del Contratto di lago di Massaciuccoli si chiede: “La riattivazione del monitoraggio della Microcistina”, come azione funzionale alla valutazione della revoca delle Ordinanze del divieto di pesca. Intanto sia la balneazione che le attività di pesca e del consumo di prodotti ittici da tutto il bacino del lago e dei canali satelliti sono vietati da diversi anni, e chissà per quanto ancora lo saranno. La comunità di Massarosa, sul cui territorio ricade circa il 90% dell’area lacuale e acquitrinosa, è quella che più direttamente subisce le conseguenze del degrado del bacino del Massaciuccoli, e molti si chiedono come mai l’Amministrazione comunale e il Parco regionale M.SR.M. non abbiano messo in atto la carta vincente che il Geologo Renzo Zia (1929-1996) aveva loro fornito già dal 1992.

Su spinta dello Zia il Comune di Massarosa realizzò due pozzi a Case Rosse per contrastare la discarica di Monte Niquila (progettata dal comune di Lucca e approvata da tutte le Istituzioni). Fu accertata la potenzialità dei due pozzi come grande derivazione di acqua potabile (Decreto Lavori Pubblici 29 set. 92 - G.U. 254 del 28.10.92). Durante le prove di portata fu spettacolare la trasparenza che si ebbe per un lungo tratto della Fossa Nuova dovuta alle acque pompate, che dopo 1 km giungevano al Lago. Il geologo Zia, che aveva lo studio a Torre del Lago Puccini, il 27.2.1992 consegnò ai vari Enti una proposta per il “Controllo rapido dell’eutrofizzazione del Lago di Massaciuccoli”. Era condensata in una “Relazione Tecnica” che, in sunto, riportava quanto segue.

“La causa principale dei cambiamenti ambientali del lago deve essere ricercata nell’eutrofizzazione delle sue acque, in progressivo sviluppo per gli scarichi impropri urbani, industriali e agricoli che avvengono nelle sue sponde. Ne consegue la torbidità delle acque che in un passato non lontano erano limpide e tali addirittura da consentire la balneazione. Vi sono stati vari studi, anche importanti, e proposte alcune soluzioni, ma nessun rimedio è mai stato attuato. La soluzione consiste nell’immissione diretta nel lago delle acque sotterranee pompate dai due pozzi recentemente trivellati nei pressi di un canale che scarica direttamente nel lago, e consiste nell’immissione di una portata addizionale di 80 litri/sec. In tre-quattro anni si può ottenere il totale ricambio del corpo d’acqua, con risultati apprezzabili fin dal primo anno. E’ fondamentale che venga immesso nel lago un grande quantitativo di acqua dolce con un basso contenuto di nutrienti, che consenta di bloccare l’ingresso all’acqua salmastra e che possa progressivamente miscelarsi con le acque del lago aumentandone la trasparenza, riducendone la salinità e diluendo il contenuto di nutrienti. E’ un’operazione di pubblica utilità. Il Comune di Massarosa per l’alimentazione idrica della frazione di Massaciuccoli utilizza una portata di circa 10 litri/sec, contro una portata complessiva di oltre 100 litri/sec di acqua con ottime caratteristiche chimiche e batteriologiche. I pozzi sono situati vicino ad un canale che immette direttamente nel lago, noto come “Canale delle acque alte” o “Fossa Nuova”, e possono essere pompati con una resa di circa 50 litri/sec ciascuno, come verificato con prove di lunga durata. Anche limitando il pompaggio di acqua per questo progetto a 80 litri/sec si immettono 2.552.800 metri cubi/anno. Nell’arco di tre-quattro anni l’apporto di acqua dai pozzi, assieme alle piogge in corrispondenza del bacino, potrebbe portare al ricambio totale delle acque del lago, riducendone di conseguenza la salinità, elevandone la trasparenza e sconfiggendo l’eutrofizzazione. Già nel primo anno il progetto può determinare apprezzabili cambiamenti positivi nelle caratteristiche delle acque del lago. I costi si ridurrebbero alle spese di acquisto delle pompe, allaccio alla linea elettrica, e spese di esercizio del pompaggio e di controllo con analisi degli indicatori dell’eutrofizzazione delle acque del lago. Ritenendo la zona di alto valore turistico e ambientale, e che eliminare l’eutrofizzazione di un lago è una necessità indipendente dal prezzo da pagare, i costi dell’intervento proposto, consistenti nella fornitura e messa in opera di due pompe sommerse (con quadri e annessi vari), collegamento alla linea elettrica, spese di esercizio per operazioni di controllo, spese di energia elettrica, di assistenza tecnico-scientifica, di analisi, di spese generali e Iva, ammontano ad un totale di 415 milioni di lire in quattro anni. La soluzione completa del problema dell’eutrofizzazione richiede una molteplicità di interventi, quali l’eliminazione dell’apporto di nutrienti (estremamente difficile data l’esistenza di due discariche in prossimità delle sponde del lago), l’eliminazione degli scarichi fognari o agricoli, o comunque la loro preventiva depurazione. Interventi tutti utilissimi, ma che richiedono costi elevati d’impianto e d’esercizio, e tempi lunghi di esecuzione. In attesa di tali opere l’intervento proposto è d’immediata esecuzione e di costi contenuti, e può consentire di restituire in tempi brevi al lago di Massaciuccoli la sua bellezza e le sue acque con caratteristiche accettabili.”

Geologo Renzo Zia - Torre del Lago Puccini, 27 febbraio 1992”

Sarà per la facilità e la semplicità del progetto, e anche per il costo contenuto e con spese che oggi sarebbero fortemente ridotte con l’uso di energia solare per il pompaggio, ma nessuno degli Enti demandati a tutelare e gestire il territorio ha preso la proposta del geologo Zia nella dovuta considerazione. Un solo accenno è stato fatto dal Dott. Mario Cenni dell’Ente Parco nel 1997, a pag. 408 del Documento Tecnico n. 13, “Lago di Massaciuccoli, ricerche finalizzate al risanamento”. Ma nella realtà il progetto è stato fatto decadere, e con esso è decaduto il risanamento del Lago di Massaciuccoli, che avrebbe promosso e richiamato in vita tutto il bacino. Non è auspicabile il sovrasfruttamento della risorsa idrica, come autorevoli amministratori avevano paventato, ma nemmeno è opportuno lasciare nascosta e non prelevare la risorsa idrica di Case Rosse quando può contribuire in modo determinante al risanamento dell’ambiente. Di fatto oggi, dopo oltre 27 anni di studi e promesse non mantenute, il bacino del Massaciuccoli è portato ad esempio solo per l’abbandono e il continuo degrado. E questa purtroppo è la deludente carta da visita per l’ex “Fiore all’occhiello del Parco”. Il 22 marzo presso la Brilla di Quiesa è stato sottoscritto il “Contratto di Lago di Massaciuccoli”. Nell’Allegato E, relativo al Primo programma d’azione, si riporta “Azione 15: Derivazione di acqua dal fiume Serchio fino al lago di Massaciuccoli”. Si tratta di integrare il bilancio idrico del lago con una immissione artificiale dal fiume. Il progetto esecutivo è redatto dalla provincia di Pisa nel 2013, già validato e finanziato dal 2006 dal Ministero dell’Ambiente con 18 milioni di euro. Ora la progettazione della Variante al cosiddetto “Tubone” spetta all’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale, fino all’appalto dei lavori. E nell’Allegato C, relativo al Dettaglio delle azioni da realizzare, si riporta di “un recapito finale delle acque sollevate dal fiume Serchio nel lago di Massaciuccoli per un volume fino a 500 l/s, sufficiente a risolvere il deficit idrico del Lago”. Pur permanendo dubbi su idoneità e qualità delle acque del Serchio, vogliamo sperare che sia la volta buona per portare finalmente dei benefici all’ecosistema palustre. E facciamo due conti: acqua dal fiume 0,5 mc/sec x 60”x60’x24h x 240 giorni (8 mesi) corrispondono a mc 10.368.000 totali. Quantitativo utile al ricambio totale della massa d’acqua del lago (attualmente lo specchio lacustre contiene fra i 9 e i 10 milioni di mc di acqua). E questo è certamente un aspetto da tempo atteso e importante, aldilà dell’incognita dei lavori quando potranno decollare. Poi c’è da sperare che non rimangano in essere le vere cause responsabili dell’inquinamento del bacino idrografico dalle sostanze che lo hanno degradato. Degradato a tal punto da renderne le potenzialità d’uso uguali a zero. Ma invertire i processi per tornare a tempi migliori, praticamente di «pre-sviluppo», sarà una questione complessa, onerosa e non da tutti condivisa. Se tutto funzionerà come previsto nel I° Programma d’Azione del Contratto di lago di Massaciuccoli, forse fra qualche anno saranno revocate le Ordinanze di divieto di pesca e di balneazione. Memori dei fasti di una volta con le acque di nuovo balneabili si potrà tornare a pescare e a disputare gare di nuoto nel Massaciuccoli. E quel giorno sarà festa grande. Ma quanto ancora dovremo attendere nessuno lo sa".





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