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Rubriche : sulla scena del crimine

Fausta Bonino, La killer in corsia!

sabato, 11 maggio 2019, 15:08

di anna vagli

Sembra il titolo di una serie televisiva, di quelle serie create per raccontare al grande pubblico le tecniche investigative e i metodi scientifici utilizzati dai detective americani. Ma a volte la realtà ha una cassa di risonanza più potente della fantasia. Voglia l'Accademia della Crusca, dopo La Sindaca e l'illeggibile AVVOCATESSA, abbuonarmi LA killer!

Siamo a Piombino e la protagonista di questa storia è l'infermiera Fausta Bonino, nota alla cronaca nera per aver cagionato la morte di alcuni pazienti in provincia di Livorno. In rito abbreviato, il 19 aprile scorso la sedicente infermiera toscana è stata condannata all'ergastolo per quattro morti sospette in corsia e assolta per altri sei casi. La Bonino era imputata per omicidio volontario plurimo di dieci pazienti nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Piombino tra il 2014 e il 2015.

I legali della donna ne avevano chiesto l'assoluzione "perché il fatto non sussiste", sostenendo "l'impossibilità tecnica del coinvolgimento dell'infermiera".

Fausta Bonino, arrestata il 30 marzo 2016 dai Nas dei carabinieri in esecuzione dell'ordinanza del Gip di Livorno, era inizialmente accusata di aver cagionato la morte di 13 pazienti, saliti poi a 14 e quindi ridotti a 10 all'esito delle indagini. I decessi dei pazienti erano accomunati dallo stesso modus operandi: la somministrazione di consistenti dosi di eparina, anticoagulante non prescritto a nessun paziente da parte dei medici. I conseguenti decessi erano avvenuti per improvvise e altrettanto letali emorragie. Il Tribunale del Riesame di Livorno aveva scarcerato la donna il 20 aprile del 2016, ma – a distanza di tre anni – è arrivata in primo grado la condanna per la "killer da corsia".

Per le restanti morti a lei non imputabili, è stato invece indagato il primario del reparto di rianimazione, Michele Casalis, cinquantaduenne accusato di omicidio colposo per non aver diligentemente vigilato sul personale sanitario. Lo scorso 18 gennaio, Casalis è stato rinviato a giudizio al termine dell'udienza preliminare.

La Bonino ha forse ucciso i malati perché non aveva voglia di curarli? O forse per una qualche spinta sadica? Ancora non lo sappiamo, le motivazioni della sentenza sono attese nei prossimi tre mesi.

Chiudo con una citazione calzante: "L'uomo che reprime il suo cinismo e accumula il suo sadismo, nascondendoli dietro un'apparenza stoica e seriosa, è sempre suscettibile di esplosioni pericolose". S.S. VAN DINE


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