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Rubriche : sulla scena del crimine

Antonio Logli ha ucciso Roberta Ragusa al di là di ogni ragionevole dubbio

giovedì, 11 luglio 2019, 09:21

di anna vagli

«Per trovare giustizia, bisogna essere fedeli: essa, come tutte le divinità, si manifesta soltanto a chi ci crede» P. Calamandrei

Ha ucciso la moglie e distrutto il suo cadavere. Anche per i giudici di Piazza Cavour Antonio Logli, 56 anni, è il responsabile della scomparsa di Roberta Ragusa. È stato lui ad ammazzare la donna, moglie e madre dei suoi figli, e ad occultarne il cadavere mai ritrovato. L'omicidio si sarebbe consumato perché Roberta aveva scoperto la relazione del marito con l'amica Sara Calzolaio. Così, nella serata di ieri, i carabinieri di San Giuliano Terme hanno bussato alla porta del bed and breakfast in cui alloggiava l'uomo con la compagna Sara e la figlia Alessia. Per Logli si sono aperte le porte del carcere di Livorno, di fronte all'incredulità dei figli che hanno sempre creduto nella sua innocenza.

Ma ripercorriamo brevemente le tappe di questa triste vicenda.

La notte tra il 13 ed il 14 gennaio 2012 sparisce da Gello (San Giuliano Terme, in Provincia di Pisa) una donna di quarantaquattro anni, una moglie, una mamma. La sua vita diventa un fatto di cronaca: avvistamenti, ricerche, ipotesi, supertestimoni, indagati sembrano cancellare lentamente la sua identità. Lei è Roberta Ragusa, per tutti la donna dagli occhi azzurri come il cielo. A dare la notizia dell'improvvisa scomparsa è il marito Antonio Logli. Per mesi le segnalazioni inseguono lo sguardo di ghiaccio di Roberta. Alcuni sembrano riconoscerla in una paninoteca nel centro di Pisa, altri in un'area di servizio della Firenze-Peretola. C'è chi la segnala in un aeroporto di Miami, chi la vede bere un cappuccino in un bar di Ghezzano o salire su un'auto insieme ad un uomo all'autogrill di Pontedera. La riconoscono a Pietra Ligure, la scorgono, la segnalano. Ma non è lei. Non è mai lei. La personalità ed il carattere da donna di altri tempi che la contraddistinguevano ha contribuito negli anni a fugare qualsiasi ombra sulla sua scomparsa. È seria Roberta, la sua vita si svolgeva tutta all'interno della sua villetta nel comune di San Giuliano Terme, nel quale viveva con il marito, Antonio Logli, ed i due figli, Alessia e Daniele. È questa la vita che aveva scelto, una vita fatta di pezzi del puzzle perfettamente inseriti al loro posto. Ma, pochi mesi prima della sua scomparsa, una tessera di quel puzzle si era persa. La donna aveva infatti iniziato a sospettare che il marito la tradisse. Nell'immediatezza della scomparsa, sarà lo stesso Antonio a rivelare agli inquirenti di avere una relazione con un'altra donna da 7 anni. Lei è Sara Calzolaio, lavora nell'autoscuola di famiglia e fa la baby sitter dei figli di Roberta. Così, inevitabilmente, Antonio Logli, il padre e Sara Calzolaio, sono stati iscritti nel registro degli indagati da parte della Procura di Pisa. Tutti con un'unica accusa: omicidio volontario, occultamento e distruzione di cadavere. Per mesi sono state cercate le tracce di Roberta, ma le indagini sembravano avvitarsi sempre su sé stesse. Si è così scavato nella vita della giovane donna di Gello, che pochi giorni prima della scomparsa era caduta dalla scala della sua soffitta rimanendo talmente turbata da avanzare alle amiche il sospetto che fosse stato proprio Antonio a spingerla giù. Lo stesso Logli racconterà di questa caduta agli inquirenti suggerendo un ipotetico stato confusionale della moglie. L'uomo non ha mai modificato la propria versione dei fatti: la notte della scomparsa di Roberta lui va a dormire prima di lei. Ed il mattino dopo Roberta non c'è più. Gli ultimi occhi che la incontrano sarebbero proprio quelli del marito che l'ha vista in cucina scrivere la lista della spesa.

Siccome non esistono delitti perfetti, nella vicenda si è inserito Loris Gozzi, supertestimone e cuore di tutta l'inchiesta, che ha raccontato di aver visto la notte della scomparsa i due coniugi litigare in maniera accesa.  In primo grado e in appello, Logli è stato condannato a vent'anni di reclusione per omicidio volontario e distruzione di cadavere, dopo la scelta del rito abbreviato. In carcere Logli non è mai entrato, aveva solo l'obbligo di dimora. Almeno prima di questa notte. La Suprema Corte di Cassazione ha infatti riconosciuto Antonio Logli come l'assassino della moglie Roberta Ragusa. Al di là di ogni ragionevole dubbio.

Nella foto la criminologa Anna Vagli


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