Anno 6°

venerdì, 28 febbraio 2020 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

prenota

Rubriche : sulla scena del crimine

Che fine ha fatto zio Michele? Sconcertanti novità sul delitto di Avetrana

sabato, 31 agosto 2019, 10:24

di anna vagli

Nome: Michele. Cognome: Misseri. Professione: Zio.

Preso di mira dalla satira, dal mondo social e dalla gente comune, tutti almeno una volta abbiamo macabramente borbottato "Ho stato io con Lu trattore!". Sono passati nove anni dalla morte di Sarah, ma lo zio nazionale, con la sua casa dei Mis(t)eri, non smette ancora di far parlare di sé.

Partendo sempre dal presupposto che per giudicare una storia dagli "sfondi noir" esistono i magistrati e le sentenze, non può comunque tacersi che, quando una disgrazia va oltre la cronaca, spunta l'Assise, quello spregiudicato organo giudicante formato da tutti noi. Adesso chiudete gli occhi e provate a immaginare una stella a cinque punte. Raffiguratevi ad ogni vertice i protagonisti del delitto di Avetrana. Collocate ancora mentalmente la stella in un universo che si espande da uno dei suoi vertici, quello corrispondente al Russo, originando così un "cosmo ivanocentrico".

Solo così vi renderete conto come verità e bugie siano ruotate intorno alle lancette dell'orologio che ha scandito il tempo della tragedia.

Cominciamo da loro, dalle cugine Sabrina e Sara. La prima, diciamocelo, non proprio uscita dal Victoria's Secret Fashion Show. Chili in eccesso, incredibilmente fragile, insicura e rifiutata da Ivano, quel "Dio Ivano" tanto osannato da infiammare le notti della ragazza di Avetrana. Proprio lui, che più volte l'aveva respinta (come se il Russo fosse il Brad Pitt di questi giorni sul red carpet di Venezia). Proprio quell' Ivano che, per tutti e tre i gradi di giudizio, è stato riconosciuto come l'ago della bilancia in questo dramma senza fine.

Al vertice opposto si trova invece Sarah. Bionda e nel fiore degli anni. Graziosa e leggiadra, tanto magra da diventare un'ossessione per la cugina. Sarah si era trasferita ad Avetrana soltanto da qualche tempo, dopo che i rapporti tra sua madre, Concetta Serrano, ed il padre, si erano irrimediabilmente incrinati. La ragazzina trascorreva le sue giornate estive a casa Misseri, regno di quella sorella maggiore che non aveva mai avuto.

Poi c'è lui, lo zio Miché. Quello zio che per salvare la famiglia, in un valzer di confessioni e ritrattazioni, ha maldestramente tentato di addossarsi ogni colpa della morte di Sarah. Lo stesso Michele succube delle due matrone al punto da ridursi a dormire su una sdraio e a mangiare con le mani. Come se fosse uno scappato di casa. Come se fosse davvero l'ultima ruota del trattore.

Ma a chiudere il cerchio familiare c'è Cosima Serrano, la matriarca che Stephanie Forrester scansati, la donna dalla spintarella facile e che, con i suoi 120 kg, niente perdona.

Arriviamo così dritti ad Ivano, il bello di Avetrana, capace di far girare la testa alle donzelle del Paese (probabilmente il mercato locale niente di meglio aveva da offrire).

Fascinoso quanto dannato era agli occhi della cozza Sabrina che, pur di elemosinare qualsiasi tipo di attenzione, era arrivata ad inviare al prestante militare ben 4500 messaggi giornalieri.

Sullo sfondo di questo spettacolo horror "made in sud", a rimescolare le carte in tavola ora ci pensa la Corte di Strasburgo, che ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dai legali di Cosima Serrano e Sabrina Misseri.

Dunque sempre la stessa storia. Nel nostro Paese spesso gli avvocati depongono la toga per indossare la divisa dei capi ultras e per insinuare nel quivis de populo (e non solo) idee complottiste di americana memoria. Sono ancora ignote le motivazioni che hanno indotto la Corte di Strasburgo ad accogliere il ricorso delle donne di casa Misseri, ma, a mio avviso, la questione non aprirà alcun tipo di spiraglio per la revisione del processo. Anche i recenti accertamenti compiuti sui telefoni cellulari – che collocherebbero il cellulare di Sarah in garage –  non rappresenterebbero di per sé elementi sufficienti per la riapertura del caso.

Gli ermellini, condannando definitivamente le due donne all'ergastolo, sono stati piuttosto chiari nel definire le relative posizioni. La personalità di Sabrina è emersa in tutti e tre gradi di giudizio: fredda e spregiudicata calcolatrice, spietata a tal punto da indirizzare le indagini verso piste fasulle e fuorvianti. Innumerevoli interviste rilasciate a televisioni nazionali e locali, finti appelli e lacrime di coccodrillo, alibi perfettamente costruiti nei concitati momenti successivi all'omicidio, hanno cristallizzato la verità processuale nella profonda invidia che Sabrina nutriva nei confronti della bella Sarah. Quella cuginetta che rubava le attenzioni del "suo" Ivano, rea di aver raccontato in giro l'ultima "notte interrotta". Già, perché qualche sera prima dell'omicidio, Ivano aveva respinto per l'ennesima volta Sabrina, nonostante questa si fosse strappata di dosso i vestiti nella speranza di consumare un rapporto sessuale. Insomma, la reputazione della Misseri si era andata a far benedire ed in Paese non si parlava proprio d'altro. La stessa Sabrina, la sera prima del tragico epilogo, si era lasciata sfuggire confidenze alle amiche sul rancore e la rabbia che le attanagliavano l'anima. Infondo, Sarah l'aveva esposta al pettegolezzo di borgata. L'umiliazione di essere respinta nuda mischiata alle dicerie paesane ha irrimediabilmente fatto "salire il crimine" alla Misseri.

Tornando all'incipit, anche zio Miché oggi si trova dietro i cancelli del gabbio di Taranto con l'accusa di soppressione di cadavere.

In attesa che la Corte di Strasburgo ci dica qualcosa in più, vi invito ad una riflessione. Avete mai sentito un assassino ammettere le sue colpe? Da Salvatore Parolisi ad Antonio Logli, passando per Cosima e Sabrina Misseri. Quando qualcuno confessa un delitto efferato, preoccupatevi. Sicuramente non è il responsabile. Erba e Avetrana docet.

Nella foto la criminologa Anna Vagli


Questo articolo è stato letto volte.


il Panda


tuscania


prenota_spazio


prenota_spazio


Altri articoli in Rubriche


giovedì, 27 febbraio 2020, 18:55

Sea Ambiente, si dimette Fabrizio Miracolo

Il presidente e amministratore delegato di Sea Ambiente avvocato Fabrizio Miracolo ha inviato una lettera nella quale annuncia e spiega le sue dimissioni dall'incarico


giovedì, 27 febbraio 2020, 09:41

"Progetto citizen science, segnalare anfibi e rettili"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello del Wwf a segnalare tritoni, salamandre, rospi, rane, lucertole, gechi, orbettini e serpenti che capita di osservare durante le proprie escursioni


Prenota questo spazio!


lunedì, 24 febbraio 2020, 14:40

Coronavirus, tutto quello che (forse) non sappiamo

È qualche giorno che rifletto se dedicare un numero della mia rubrica a quella che ormai è divenuta una vera e propria emergenza nazionale. Ci ho riflettuto perché io per prima volevo convincermi che la questione si sarebbe risolta celermente e nel migliore dei modi


domenica, 23 febbraio 2020, 18:12

Recaldin: "Sto dalla parte di un giornale, la Gazzetta, che non ha mai fatto sconti a nessuno"

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera inviataci dal commissario provinciale della Lega in merito alla mancata messa in onda della intervista di Mariella Bonacci ad Aldo Grandi decisa dall'editore di Toscana Tv


domenica, 23 febbraio 2020, 14:11

"Sanità versiliese, non ci sono indicazioni sull'età pediatrica per il coronavirus"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera del Gruppo d'Opinione via Versilia che lamenta come sulla stampa non si leggano indicazioni sulla parte pediatrica


sabato, 22 febbraio 2020, 19:17

"Scuola di Quiesa, non si sa ancora niente del progetto"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento del comitato genitori insegnanti per la scuola di Quiesa in risposta a quello dell'amministrazione comunale


Ricerca nel sito


prenota_spazio


prenota_spazio


prenota_spazio


prenota_spazio


prenota_spazio


Prenota questo spazio!


Prenota questo spazio!


Prenota questo spazio!