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Rubriche : sulla scena del crimine

Gli orrori di Bibbiano: così gestivano il traffico dei bambini in affido

giovedì, 1 agosto 2019, 15:22

di anna vagli

«Gentile dottore, trasmettiamo quanto di nostra conoscenza quanto circa un'ipotesi di reato sulla bambina G. Il presunto reato sarebbe stato commesso dal padre».

Questo è l'inizio di una delle innumerevoli denunce partite da Bibbiano e dirette ai magistrati. Forse quello che pochi sanno, e di cui invece i professionisti del settore sono perfettamente consapevoli, è che l'infanzia rappresenta una fase estremamente delicata della vita. Fase nella quale le percezioni e le esperienze fisiche e psicologiche incidono notevolmente e irrimediabilmente sulla personalità che il minore è destinato a sviluppare.

Ma torniamo al nostro mittente: Onlus Hansel e Gretel di Moncalieri (Reggio Emilia). L'associazione si era eretta negli ultimi anni a paladina della lotta contro pedofilia, segnalando centinaia di molestatori o presunti tali. Ma quanto emerso dal "lavoro" della Hansel e Gretel ha portato alla luce la vera attività della fabbrica degli orchi: sottrazione ingiustificata dei figli ai genitori, pressioni psicologiche e business da capogiro. L'inchiesta sui bambini strappati alle famiglie l'hanno chiamata Angeli e Demoni. Più demoni che angeli, mi permetto di aggiungere.

Il modus operandi era sempre il solito. Affidi truccati basati su relazioni false per sottrarre bambini (spesso nati in contesti familiari difficili) e distribuirli in affido ad amici e conoscenti verso corrispettivo di ingenti somme di denaro. Non solo. Nello specifico, gli adepti della fabbrica degli orrori esercitavano pressioni psicologiche dirette ad indurre i minori a raccontare abusi e violenze mai subite, minacciavano ritorsioni agli assistenti sociali precari affinché assecondassero le richieste dei piani alti ed impiegavano soldi pubblici per agevolare il lavoro delle strutture private finite al centro dell'inchiesta. I raccapriccianti dettagli che spuntano ogni giorno come funghi, hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati di ben 27 persone. Tra i reati contestati, abuso d'ufficio, frode processuale, maltrattamento su minori, falso in atto pubblico, lesioni gravissime, violenza privata, peculato d'uso e tentata estorsione. Sedici sono state le misure di custodia cautelare emesse e queste, per fare qualche nome illustre, hanno colpito il direttore scientifico della Onlus stessa, Claudio Foti, e la moglie, Nadia Bolognini, specializzata in psicoterapia infantile. Tra gli indagati spiccano anche noti di nomi di psicologi dell'Ausl di Reggio Emilia e di diversi assistenti sociali.

Ma come funzionava il "sistema" Bibbiano? Semplice. Durante gli incontri con i piccoli, si cercava di insinuare in loro una verità prefabbricata, puntualmente smentita dagli accertamenti ginecologici che portavano all'inevitabile archiviazione dei diversi procedimenti. Ad agevolare il lavoro dei demoni di Bibbiano, vi era anche la condizione dei minori, spesso affetti da dislessia, con problemi di apprendimento o figli di cittadini stranieri che, riscontrando notevoli difficoltà nel padroneggiate la lingua italiana, venivano allontanati dalle famiglie d'origine senza particolari sforzi. Il sistema diabolico era operativo dal 2014 ma, di fatto, le indagini sono partite soltanto la scorsa estate grazie a Valentina Salvi, pm di Reggio Emilia, insospettita dalle plurime denunce fatte dai servizi sociali. L'unico intento era infatti quello di screditare i genitori dei piccoli, ma questo non aveva fatto altro che far emergere la falsità dei relativi documenti. Come se lo scenario appena descritto non fosse sufficiente, dall'analisi delle carte è altresì emerso l'utilizzo della "macchinetta dei ricordi", strumento diabolico che erogava impulsi elettrici se collegato a polsi e caviglie dei bambini.

Insomma, la squadra messa in piedi da Foti, non si fermava davanti a niente e nessuno. Le dinamiche sono a dir poco da film dell'orrore. Ieri è arrivata la prima confessione ma sono certa che i colpi di scena non sono ancora finiti.


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